La scelta (irresponsabile) della scuola media superiore
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L'arte della scelta. Ci sono alcune occasioni, durante il percorso scolastico, nelle quali si deve scegliere quale strada imboccare: generalmente si tratta di rispondere alla domanda "cosa farò da grande?" e poi di agire di conseguenza. Durante l'ultimo anno della scuola media, di solito verso la fine di ottobre, comincia l'allegra sarabanda della scelta della scuola superiore: in genere i ragazzini sono abbastanza indecisi e confusi, anche perchè devono fare i conti con i loro desideri, le aspettative dei genitori, i consigli degli insegnanti, il rendimento scolastico, la voglia di impegnarsi in un percorso più o meno lungo, più o meno impegnativo, il desiderio di non perdere di vista gli amici, le scuole esistenti sul territorio, i numeri chiusi, i bacini d'utenza, le mode. Sì, avete capito bene, le mode, perchè ciclicamente le inchieste dei telegiornali, la stampa economica, il tam tam delle associazioni-genitori, i consigli della vicina del terzo piano e quant'altro individuano una scuola superiore perfetta, che garantisce, al termine degli studi, un sicuro sbocco nel mondo del lavoro. Nella mia carriera di insegnante ho visto avvicendarsi gli istituti turistico-alberghieri, poi c'è stato il periodo della chimica, quello dell'informatica, quello delle lingue, nel tentativo, a mio parere velleitario, di seguire l'andamento del mercato del lavoro, senza tuttavia tener conto che una scuola superiore ha una durata di cinque anni e cinque anni sono tanti per sperare che il mercato del lavoro non cambi direzione nel frattempo. Nella scuola dove insegno la prendiamo alla lontana: fin dalla seconda media lavoriamo con un gruppo di educatori che avviano un percorso di conoscenza di sé, per evidenziare gusti, inclinazioni, attitudini e desideri. Durante l'ultimo anno i ragazzi sono guidati alla scelta da uno psicopedagogista, che ha il compito di coordinare i loro desideri con le aspettative dei genitori e i consigli degli insegnanti, mentre un gruppo di educatori li aiuta nella conoscenza delle caratteristiche delle diverse scuole, della loro ubicazione sul territorio, degli sbocchi professionali. Alla fine ci si siede intorno a un tavolo e i ragazzini, con la presenza di genitori e insegnanti, si confrontano con lo psicopedagogista per arrivare finalmente ad una scelta che, anche se non ci illudiamo che sia quella "giusta", per lo meno è il risultato di una riflessione seria.
di Sciura Pina
Dalla parte della cattedra - Rubrica quindicinale con interessanti spunti di riflessione sul mondo dei giovani, vista con l'occhio speciale di una brava insegnante delle scuole medie attenta alle problematiche giovanili. - Vedi: Tutti gli articoli della rubrica
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Pubblicato il 27/04/2007 alle 01:45 da sciura_pina
Tag: sciurapina, scuola
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Sono presenti 3 commenti:
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1. Il 30/11/-0001 alle ore 00:00, ascoltami........... ha scritto:
è davvero difficile scegliere la scuola superiore....secondo me a 14 anni nn possiamo ankora sapere come sarà il nostro futuro....a volte si può fare la scelta sbagliata...come ho fatto io...perciò ragazzi certe volte ascoltata i consigli dei genitori senza però farvi condizionare troppo....e nn vivete la sculoa come u incubo...nn fate come me ke quest anno ho pianto tutto il tempo...la scuola è importante ma prima conta la vostra salute.....datemi retta nn voglio ke passiate l anno scolastico come lo ho passato io.............................
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2. Il 30/11/-0001 alle ore 00:00, segreto ha scritto:
più che altro, e questo vale tanto per la scuola superiore che per l'università, noto una tendenza a non accettare l'errore. Ovvero, se anche ci si accorge che la scelta fatta alla fine non è soddisfacente, non ci si ferma a pensare all'ipotesi di cambiare, ma si va avanti magari lamentandosi e andando controvoglia.
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3. Il 30/11/-0001 alle ore 00:00, Giovanni ha scritto:
La cosa che rende più difficile la scelta e la scarsa divulgazione che viene fatta. Si dovrebbe poter disporre (in internet soprattutto) di tutto un elenco di istituti statali e del loro programma scolastico quinquennale in modo che i ragazzi possono capire cosa vuol dire nella sua interezza la differenza tra licei, istituti commerciali, istituti tecnici, istituti professionali e le varie specializzazioni in essipreviste. Questa informazione banale non è presente in nessun sito o altro strumento di informazione istituzionale che parla di orienatmento alla scelta di scuole superiori. Che brutta figura che si fa nei confronti dei ragazzi che devono scegliere il loro futuro....
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