Ma buona Pasqua! Questa settimana ringrazio tantissimo Fele per la sua striscia (che penso si veda meglio se ci cliccate sopra). Sto scrivendo questo post in piena notte, mentre mangio il mio uovo di cioccolato, quindi mi sento particolarmente ispirato. Auguri a tutti! A coloro che mi supportano, ma specialmente a quelli che mi sopportano, che sono molti ma molti di più. Alla prossima settimana!
Nel mondo dei pregiudizi, ne è nato uno nuovo di grande pericolosità. La sempre maggiore diffidenza di moltissimi adulti verso i propri figli, alunni, conoscenti o verso quei giovani che incrociamo ogni giorno durante il nostro lavoro e le nostre attività quotidiane, è una realtà concreta che purtroppo sta lasciando un brutto segno. Le cronache degli ultimi mesi hanno creato e acuito un senso di paura palpabile verso la realtà degli adolescenti, che ormai sembrano essere nell'immagine collettiva una marea di sciancati senza arte nè parte, cellule germinali di una malattia che li rende ai nostri occhi sempre meno rispettosi e rispettabili. Ci limitiamo a sottovalutare un mondo che si cela dietro un pantalone a vita bassa. Questo pregiudizio, come sempre avviene anche in qualsiasi altra sua forma, ci allontana da loro, e ce li rende alieni. Da poche settimane è cominciato il terzo anno di affidamento pomeridiano che svolgo con un giovane adolescente di 14 anni, una dura prova per chi come me e come molti di voi, vive spesso di pregiudizi non dichiarati ma ai fatti esistenti. Due anni fa, quando cominciai questa avventura, ero spaventato a morte da cosa mi sarebbe aspettato. Quando si parla di ragazzi problematici quasi sempre si parla soprattutto di famiglie problematiche, e l'idea di dovermi avvicinare ad una realtà così diametralmente opposta alla mia mi ha terrorizzato, specialmente per le premesse costruite dall'esterno ancor prima di conoscere il "soggetto". Poi vado a scoprire con il tempo, con difficoltà e tanti sforzi, che quel bulletto senza troppi argini educativi, è riuscito inconsapevolmente a insegnare a me più di quanto io sia riuscito ad insegnare a lui. Un rapporto che sta permettendo oggi ad entrambe di crescere tantissimo, nella consapevolezza e nel rispetto delle nostre diversità. Ho scritto un articolo un mese fa per un periodico in cui invitavo gli abitanti del mio quartiere a ricercare nei giovani "vagabondi" amichevole dialogo. La loro sicurezza ostentata e il look prematuramente aggressivo è solo l'un percento di quello che sono, l'un per cento di ciò di cui hanno davvero bisogno. Invitavo a non farci spaventare da questa "muraglia" e invitavo ad andare oltre, abbantendo quel pregiudizio ingiustificato che stiamo costruendo tra noi e loro in maniera purtroppo sempre più netta. C'è tanto di quel buono che andrebbe raccontato, e spero che questa possa essere in futuro una buona sede per condividerlo insieme a voi.
Le puntate precedenti di Domenikappa
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Pubblicato il 08/04/2007 alle 03:14 da kaos
Tag: domenikappa, giovani
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