Il segreto del successo di un blogger: portare se stessi
Pubblicato in: Personal pages, Notizie ed opinioni
|
Riporto i contenuti di una conversazione fatta qualche giorno fa con un amico. Una riflessione molto sincera sul significato dell'essere blogger, chiedendoci se in questo mondo impalpabile di Internet di veri blogger ne esistano davvero. Dopo lunghi discorrimenti siamo arrivati ad una conclusione importante: il blogger è colui che porta se stesso nelle sue pagine, e non ciò che vorrebbe essere. In questi giorni ho letto alcuni commenti abbastanza accaniti sull'eccessiva autoreferenzialità di alcuni autori, come se ci dimenticassimo improvvisamente nell'era del nanopublishing che il blog è innanzitutto un diario, dove si scrive di sè e si condivide con gli altri. Punto. I lettori di un blog cercano in un sito l'abbraccio di un autore che sia in sintonia con il loro modo di essere, o una persona che nella sua totale diversità rispecchi una nostra ambizione, una parte di noi che non c'è e che nell'altro troviamo coinvolgente. Moltissimi blogger (anche io) dimenticano spesso l'importanza di quel coinvolgimento personale che un blog ha il naturale diritto di avere. Il giorno in cui ho aperto il primo sito da cui è nato poi Kblog non mi è mai nemmeno sfiorata l'idea di diventare qualcuno di rilevante nel web, ma ero spinto esclusivamente dal desiderio di esprimermi, emozionandomi per la magia di poter dire qualsiasi cosa, sapendo che forse qualcuno mi avrebbe ascoltato. La sensazione di sentirsi capiti, compresi e abbracciati dà sempre vero valore all'impegno quotidiano che molti di noi mettono sulle proprie pagine. Molti altri blog sono grandi, rinomati e affascinanti, ma spesso si traducono solo in una sfida serrata per elevare la propria visibilità ed essere riconosciuti da Google come più importanti, arrivando al punto che i post di maggiore successo siano solo gli edit dedicati ad argomenti senza importanza. Nel mondo dei blog ci sono due forme di successo che alle volte coesistono in maniera non troppo felice: quella attirata dai motori di ricerca e quella determinata dall'esclusiva bravura di chi scrive.
Dopo tre anni di esperienza, mi sono reso conto quanto la seconda forma di successo abbia molto più valore. E dia in fin dei conti molte più soddisfazioni a chi scrive. E' una lezione che molte blogstar dovrebbero imparare, e anche gli addetti ai lavori di alcune piattaforme commerciali. La strada verso la grande (e duratura) visibilità si ottiene lavorando con passione e personalità giorno per giorno, e non con le parole chiave di un articolo illeggibile. Ricordiamocelo sempre quando apriamo il nostro editor.
Leggevo ieri il blog Calzino Spaiato, che in qualche modo rappresenta il modello di blog di cui ho parlato finora. Visitatissimo, con un pubblico di lettori appassionati, e dentro solo una cosa: vita.
Ma soprattutto...quanto è gnocca la tipa?
|
Pubblicato il 30/03/2007 alle 13:40 da kaos
Tag: blog, internet
|
|
Sono presenti 2 commenti:
|
|
|
|
2. Il 30/11/-0001 alle ore 00:00, kaos ha scritto:
Ciao Nemo, non so a cosa tu ti riferisca rispetto al no comment, forse è un post un po' sui generis. Ma Dario Salvelli è per la blobabel uno dei 125 blogger piu importanti in italia. Sembra uno molto impegnato. Se mi spieghi meglio capisco il tuo disappunto. ciao
|
Inserisci un commento:
| |