Benchè una volta si pensasse che insegnare fosse "una missione" è bene sgombrare il campo da qualsiasi equivoco: l'insegnante è un professionista, più o meno qualificato (come tutti i professionisti del resto) che svolge due funzioni delicate: una propriamente didattica, che consiste nell'insegnare i fondamenti di una disciplina, e una educativa, che consiste nell'accompagnare l'allievo attraverso la conoscenza verso una crescita non solo intellettuale, ma soprattutto umana. Queste sono sicuramente belle parole, ma qualche volta la realtà è un po' più sfaccettata. Gli insegnanti si trovano in una posizione scomoda, da una parte devono svolgere un programma, mettere in atto delle strategie di comunicazione, verificare e valutare l'apprendimento, d'altra parte, tuttavia, essendo l'insegnamento una attività che implica relazioni con altre persone (...e non con degli oggetti) non è sempre facile capire quali siano i comportamenti corretti o più efficaci. Mi spiego con degli esempi (...se ci riesco): Un insegnante può scegliere la strada della severità a tutti i costi, riducendo al minimo i rapporti personali, allora cercherà di non dare confidenza agli allievi, probabilmente svolgerà per intero il programma, ma, se è vero che l'apprendimento passa anche attraverso l'affettività, difficilmente riuscirà a comunicare agli allievi la passione per lo studio della sua materia, in una parola sarà autoritario. Sul versante opposto ci sono gli "amiconi" che si mimetizzano con i ragazzi, usano lo stesso linguaggio, magari raccolgono le confidenze degli allievi sulle malefatte dei colleghi e le condividono, è facile immaginare che avranno una vita abbastanza facile in classe, ma a lungo andare i ragazzi non riusciranno a prenderli sul serio perchè si troveranno spiazzati da una confusione di ruoli. C'è una via di mezzo? Sicuramente: ci sono gli insegnanti che sanno mettersi dalla parte dei ragazzi senza diventare loro complici, che riescono a definire i ruoli, senza arroccarsi dietro a cipigli fieri, che riescono a trasmettere il gusto per lo studio perchè, prima di esserlo con gli studenti, sono severi e rigorosi con se stessi. Questi di solito sono gli insegnanti autorevoli, quelli che ricordiamo a distanza di anni, quelli che, prima di trasmetterci un sapere, sono stati modelli di comportamento.
di Sciura Pina
Dalla parte della cattedra - Rubrica quindicinale con interessanti spunti di riflessione sul mondo dei giovani, vista con l'occhio speciale di una brava insegnante delle scuole medie attenta alle problematiche giovanili. - Vedi: Tutti gli articoli della rubrica
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Pubblicato il 14/03/2007 alle 18:37 da sciura_pina
Tag: sciurapina, scuola
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