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I lucchetti di Ponte Milvio, tra politica e sentimento
Pubblicato in: Notizie ed opinioni
Quando l'amore diventa politica. Il famoso ponte Milvio a Roma è stato in questi giorni oggetto di grandi disquisizioni che hanno mescolato sapientemente politica, sentimenti, un po' di sana indignazione popolare e un pizzico di Federico Moccia. I famosi lucchetti del terzo palo del ponte romano inizialmente si volevano togliere, poi non sono stati tolti, ma alcuni vandali hanno fatto il lavoro sporco togliendone un grande quantitativo (500 dicono). Si è scoperto poi essere un atto di stampo non "politico", ma un'iniziativa presa liberamente da alcuni nomadi, che hanno poi rivenduto parte dei lucchetti staccati ad una ferramenta della zona.
Mentre Stefano Moccia (autore dei best-seller Tre metri sorpa il cielo e Ho voglia di te) si indigna per la possibilità che questi lucchetti potessero essere tolti dall'amministrazione centrale della città di Roma, rivendicando la natura caratteristica di quel ponte che tanto lui ha esaltato nei suoi libri, la Cdl (in particolare l'amministratore di zona di An) incalza furiosa. Il sindaco Walter Veltroni offre poi una definitiva che chiarisce l'inutilità di tale gesto laddove non ci fosse pericolosità per il palo del ponte, andando contro la richiesta di "pulizia" mossa da Roberto Giachetti, coordinatore romano della Margherita.
Mentre i politici come al solito battibeccano delle farfalle che volano, in una lettera spedita alla rubrica di Beppe Severgnini del Corriere, Italians, Cristina Montalto segnala un problema molto più ampio e importante di qualche lucchetto:
Pochi giorni fa mi sono recata a Ponte Milvio e vi voglio brevemente descrivere la situazione: resti del mercato (appena chiuso) ovunque, cinque bottiglie di birra lasciate in bella mostra su una balaustra del ponte, scritte che lo imbrattano in modo indecente, detriti portati dal fiume che si sono accumulati su lati dei pilastri, e «dulcis in fundo» due accampamenti nomadi proprio lí sotto fra le canne che costeggiano il Tevere con tanto di vestitini dei bimbi stesi ad asciugare.
Altro che panorami da sogno descritti dai film di Moccia e ripresi nel nuovo video e singolo di Tiziano Ferro "Ti scatterò una foto" (parte della colonna sonora del film "Ho voglia di te"). Il luogo dovrebbe essere esaltato invece per la sua moderna caratterizzazione, che in futuro potrebbe acquisire connotati storici e artistici da non sottovalutare. Quello dei lucchetti per molti sembra un gesto sciocco, inutile, di cui pentirsi specialmente quando si è molto giovani. Non sottovalutiamo invece la capacità dei ragazzi di poter provare sentimenti reali soprattutto quando questi offrono dei segnali concreti e visibili che, nell'individualismo moderno, ci ricordano che nell'innocenza e nella libertà delle anime, si può ancora amare. Tappiamoci le orecchie, noi ultimi romantici rimasti, di fronte all'ennesimo battage politico che sporca la magia poetica di un patetico ma meraviglioso gesto d'amore.

Posto a seguire il video di "Ti scatterò una foto"



Pubblicato il 07/03/2007 alle 00:14 da kaos
Tag: amore, cronaca, politica
Sono presenti 3 commenti:
1. Il 30/11/-0001 alle ore 00:00, litio ha scritto:
[Il commento č stato rimosso da un amministratore]
2. Il 30/11/-0001 alle ore 00:00, tico ha scritto:
l'idea dei lucchetti č assolutamente geniale lasciateci sognare devo restare li' finkč il tempo nn li porta via !!!!
3. Il 30/11/-0001 alle ore 00:00, stefano ha scritto:
i lucchetti sono anche virtuali. cliccate su http://www.unlucchettoxsempre.it oppure http://www.unlucchettoxsempre.com
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