Ecco la prima parte
Finalmente arriva il giorno dello scritto di Italiano. Logicamente ci si presenta puntuali, muniti di un documento d'identità, dell'occorrente per scrivere senza patemi e di un dizionario della lingua italiana (avete presente quel librone praticamente intonso dove sono elencate tutte le parole in ordine alfabetico?...ecco proprio quello!). Evitate di portare cellulari, palmari, portatili e altre diavolerie tecnologiche...vi servirebbero a poco. Solitamente nei giorni precedenti lo scritto di Italiano vengono messi in campo tutti i sistemi, leciti e illeciti, scientifici e astrologici, per prevedere l'argomento delle tracce: non fidatevi di chi sostiene di aver avuto soffiate sicure, di solito i titoli sono ben custoditi e non sempre funziona il giochetto di affidarsi ad anniversari o ricorrenze per divinare il titolo dei temi d'esame.
Può anche capitare che qualcuno azzecchi l'argomento, ma io penso che, sparando alla cieca nel mare magnum dello scibile umano, può anche capitare di colpire il bersaglio. Quando sarete seduti al vostro posto (potete anche sceglierne uno strategico) rilassatevi e aspettate la lettura delle tracce, leggetele con calma, cercando di valutare quale o quali potete svolgere con maggiore successo, magari affidandovi ad un veloce "brainstorming". Dopodiché stilate una scaletta degli argomenti e cominciate a scrivere. Rileggete spesso quello che avete scritto assicurandovi di non aver commesso errori ortografici (se avete qualche dubbio il dizionario è lì apposta), controllate i tempi dei verbi, i periodi ipotetici ( non c'è nulla di peggio di un "se sarei...") poi sforzatevi di rileggere come se non l'aveste scritto voi chiedendovi se è coerente con la traccia, se i pensieri sono esposti in modo chiaro, se le argomentazioni hanno un fondamento logico, se non ci sono concetti o termini ripetuti, se potete sostituire qualche ripetizione con dei sinonimi. Alla fine consegnate e correte fuori liberi e felici a farvi intervistare dal cronista di turno. Un ultimo consiglio, a meno che non conosciate bene i commissari, non fatevi impegolare con temi di argomento storico, politico o etico che implichino posizioni controverse, non potete sapere che tipo di persona correggerà il vostro elaborato, se la pensa come voi o in modo diametralmente opposto, se è disposto ad accettare la vostra posizione (come dovrebbe sempre succedere) o è deciso a censurarla: in alcuni casi non si tratta di ipocrisia o compromesso...ma di sopravvivenza. La prossima volta parleremo dell'orale.
di Sciura Pina
Dalla parte della cattedra - Rubrica quindicinale con interessanti spunti di riflessione sul mondo dei giovani, vista con l'occhio speciale di una brava insegnante delle scuole medie attenta alle problematiche giovanili. |
Pubblicato il 14/02/2007 alle 23:18 da sciura_pina
Tag: esami, sciurapina, scuola
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