Le aspettative nutrite verso il sabato sera sono un comune denominatore delle nuove generazioni. Chi non si è mai sentito chiedere almeno una volta: 'Che programmi hai per la serata?'. Domande che ci sentiamo ripetere all'infinito e per cui abbiamo in serbo una variante di risposte-tipo così da non farci cogliere impreparati: "Non lo so, ma sicuramente faccio qualcosa" / "Devo ancora sentire gli altri" / "Eventualmente ti faccio sapere" / "In ogni caso ci aggiorniamo". L'importante è dare l'idea di avere un impegno, qualcosa di figo da fare che non precluda la missione divertentistica impostaci dalle circostanze. A tal proposito, vi propongo la cronaca di una serata da dimenticare. Tutto è nato dall'idea di andare in un disco-pub della provincia con amici di amici (visto che questi ultimi non li vedevo da tempo). Una soluzione ideale per accontentare tutti, dai recalcitranti all'atmosfera psichedelico-invasata che preferiscono una serata tranquilla a quelli che proprio non possono rinunciare a quattro salti in pista. Su c'è un tavolo prenotato che aspetta solo te, giù c'è la saletta per scatenarsi quanto basta. Cosa volere di più?
L'appuntamento è per le 22 in città per poi incontrarsi con altri amici in provincia. Le 22.00 diventano le 22.30, da trascorrere amabilmente all'addiaccio con gente che hai appena conosciuto e con cui già puoi dire di condividere qualcosa: i geloni alle mani. Ti ritrovi in macchina con al volante uno che ti hanno appena presentato, e la cosa più buffa è che gioca a fare Schumacher in città per poi ammettere che la sua modesta utilitaria, in tangenziale, non va oltre gli 80 km/h. E pensare che al momento delle presentazioni mi stava persino simpatico. Finalmente "raggiungiamo gli altri" che ci aspettano da diverso tempo davanti al famoso disco-pub. Tra loro c'è il mio gancio serale, l'amico universitario con cui non ci si vede da prima di Natale e con cui da tempo si voleva organizzare qualcosa assieme. Dopo arretrati vari di auguri passati, abbiamo il modo per recuperare il tempo perduto. Nonostante qualcuno avrebbe dovuto prenotare il tavolo, continuiamo ad aspettare il nostro turno, rigorosamente all'aperto, finché non arrivano le 23.40. La fame inizia a farsi sentire, insieme alla voglia di portare a casa qualche aneddoto da raccontare agli amici, quelli del giorno dopo con cui vantarsi delle prodezze fatte. Ormai una cosa era certa: il tavolo è bello che andato e nessuno di noi conosce i buttafuori all'ingresso, visto che gli ultimi arrivati hanno tranquillamente la precedenza rispetto a noialtri sfigati dell'ultima ora. Che ne dite di cambiare programma? Perché no, pur di non morire di freddo va bene tutto. Ci si sposta su un altro paese, ancora più defilato, della provincia cittadina, andando incontro a temperature ormai proibitive per le lunghe attese all'aria aperta. Finalmente le cose sembrano andare per il verso giusto: si entra in un locale carino, un pub inglese ben arredato e suggestivo. Potrebbe scongelare gli animi e favorire conoscenze interessanti. Anche qui, considerata la tarda ora, non c'è posto e ci invitano perentoriamente a liberare il passaggio, insomma a toglierci dai piedi. Ultima spiaggia rimasta, un lounge bar di quelli fashion, con musica a palla solamente d'ascolto, cocktail da rimorchio e passerella obbligata. Niente di esaltante, ma quantomeno non si pagano i 12 euro di ingresso del disco-pub cafone da cui si era partiti. E poi, quando meno te l'aspetti, ti ci ritrovi pure il vip all'improvviso, un nome una garanzia dell'esclusività del posto (per una volta che eri un tvblogger fuori servizio!): un ex concorrente di Amici. In pochi lo ricorderanno, si tratta di Rocco, uno pseudo-attore della terza edizione, l'unico partecipante al talent show della De Filippi raccattato tra i corteggiatori di Uomini e Donne (per dire il livello). Di certo il clima snob non aiuterà a rompere il ghiaccio con gente nuova, al massimo, per i più intraprendenti, potrà scapparci qualche occhiatina ammiccante. Ma anche il night glamour non s'ha da fà, perché all'improvviso a sti ragazzi che si erano acchittati per ballare è passata la voglia e il posto non li ispira. E' l'Una di notte, soluzione di riserva? Torniamo in città. D'altronde, abbiamo solo fatto 60 km a vuoto per ripiegare in un bar dietro casa. E il tutto senza un minimo di trasporto, di emozione, di senso. Il sabato sera ti lascia proprio questo, il vuoto di motivazione di chi si lascia trascinare dagli eventi.
Ma il mio non è ancora finito... il resto ve lo racconterò nel prossimo post. |
Pubblicato il 22/01/2007 alle 22:17 da lord_lucas
Tag: divertimento, racconto, sentimenti
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