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Una voce nella notte - Come rovinare un bella storia
Pubblicato in: K!Cinema
Una voce nella notte

Titolo originale: The Night Listener
Genere: Drammatico, Thriler
Durata: 90'
Regia: Patrick Stettner
Cast: Toni Collette, Robin W
illiams, Joe Morton, Bobby Cannavale, Rory Culkin, Sandra Oh, Rodrigo Lopresti


Del romanzo Una voce nella notte, scritto da Armistead Maupin, gia' vi ho parlato in un precedente post.

La delusione arriva, purtroppo dal film ispirato (dire tratto mi pare eccessivo) da tale romanzo. Tanto peggio se consideriamo che tra gli sceneggiatori (e i produttori esecutivi) figura proprio Maupin stesso. I miei timori erano che la trama fosse sminuita e ridotta a un thriller psicologico, quando il romanzo e' qualcosa di piu'. Quello che di comune c'e' tra libro e film viene bruciato in una quarantina di minuti o poco piu'. Poi si va avanti con vicende inedite, surreali, inutili.

Inutili perche' il finale a sorpresa del libro e' smorzato ponendolo all'inizio del film. Inutili perche' i personaggi, a causa di una serie di tagli, non sono approfonditi al punto da poter creare nello spettatore una immedesimazione (Gabriel, il protagonista, nel romanzo vive un periodo arduo per la fine del rapporto col suo Jess, per un ennesimo episodio di incomprensioni tra lui e il padre, per la situazione che si viene a creare tra lui e il giovane Pete a causa di una serie di dubbi) che giustifichi un affetto verso di loro. Inutili perche' il mistero sull'esistenza di Pete non doveva essere svelato, ma lasciato in quel limbo in cui l'autore lo aveva collocato nel romanzo, giocando con quella materia di cui sono fatti i sogni che tanto poteva rendere cinematograficamente.

Si e' scelto di glissare il piu' possibile sul passato di Gabriel (tanto che la gag sull'aereo tra lui, la vicina di posto e lo steward perde il 90% della sua forza rispetto al romanzo) e sul rapporto tra questo e Pete. Cosa resta allora? Il delirio di una donna, anche qui ingiustificato.

Chiaramente l'adattamento di un testo letterario su schermo e' sempre delicato, e ovviamente i due prodotti vanno visti come due entita' a se stanti. Resta il dispiacere per una mancata occasione di dare visibilita' a un punto di vista "dall'interno" sulla psicologia di un omosessuale in crisi, accentuata dalla consapevolezza che non c'e' stato un tradimento dell'autore letterario, dal momento che lo stesso e' responsabile anche della versione in pellicola.

Sul lato tecnico, la pellicola e' decisamente infarcita di una serie di particolari imperfetti: microfoni perennemente in campo, ombre della troupe che attraversano lo schermo sulle superfici specchianti inquadrate, raccordi sbagliati e tagli di montaggio fatti col machete. L'adattamento italiano oltretutto ci mette del suo, traducendo anche quel che poteva essere lasciato in lingua (e sarebbe anzi stato preferibile).. e cosi' "Noone at Night", titolo del programma radiofonico di Gabriel, perde il fascino del gioco di parole inglese per diventare un banale e quantomai stupido "Noone di notte"...
Bocciatura quindi per il regista (al suo terzo film dopo gli sconosciuti, da noi, Flux e The business of Strangers) Patrick Stettner, che non riesce a ottenere ovviamente una recitazione convincente da nessuno degli attori, spaesati ovviamente a dover dare vita personaggi che non hanno un background psicologico sufficiente a giustificarne le azioni.
Pubblicato il 18/01/2007 alle 13:39 da segreto
Tag: attori, cinema, libri, opinioni, recensione
E' presente un commento:
1. Il 30/11/-0001 alle ore 00:00, segreto ha scritto:
ricerche in rete per approfondire le mie conoscenze sull'autore mi portano a scoprire che Sandra Oh, che qua interpreta il ruolo di Anna Halcyion Day, personaggio dei Racconti di San Francisco, gia' era apparsa nella miniserie ispirata alla serie di romanzi interpretando il ruolo di Bambi Kanetaka, giornalista dalla carriera non proprio immacolata, che proprio sulle sventure di Anna, del gemello e della madre voleva costruire lo scoop decisivo per la propria carriera

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