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Lord Lucas per Kblog.it - Il veglione? Nel pallone!
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Un nuovo anno di storie di vita e di esperienze è all'orizzonte, ma per la gioventù bruciata dalla smania di una serata pirotecnica è il tempo del delirio collettivo. Dalle nottate del Capodanno i giovani si aspettano sempre fuochi d'artificio, ma nella maggior parte dei casi si rischia soltanto di rimanere scottati con tanto di puzza di bruciato. Qualsiasi ragazzo dotato di spirito sociale e di un briciolo di orgoglio generazionale stasera s'adda divertì e ha dinanzi a sé una vasta gamma di goliardate per celebrare indegnamente l'evento. Senza dimenticare l'insulsa priorità di avere a tutti i costi qualcosa da raccontare il giorno dopo. Ecco i tre classici modi per abbruttirsi il trentuno:

1) Veglione in sala ricevimenti. Alla modica cifra di 200 euro e se proprio vi va male 250, vi ritroverete catapultati, e questa volta da protagonisti, nella surreale cornice di una rarefatta Buona Domenica, a colpi di trenini e medley carnevaleschi. Il tutto impreziosito da un'incantevole atmosfera da balera accostata ad improbabili scenari matrimoniali, tra un improvvisato deejay ferrato nel pecoreccio e degli stonati tavoli tondi da gran cerimonia. Insomma, un bizzarro accostamento di stili in caduta libera che farà del vostro Capodanno una vera e propria trash-cronaca. Ricordate, i Gipsy Kings e le annesse e connesse Brigitte-bardot-bardot sono dietro l'angolo! Come l'ipotesi inquietante di un pacchetto tutto compreso, con pernottamento nella stalla e il pranzo dell'uno a base di avanzi.

2) Seconda serata in discoteca, che poi all'occorrenza ti diventa pure una terza. Con 50 euro a botta, un tris di consumazione che se non hai sete ti attacchi e se non balli ti conviene non dare nell'occhio. Si inizia intorno alle 2.00. dopo aver passato la mezzanotte rannicchiati nell'abitacolo della vostra auto con la paura di ritrovarvi un petardo addosso e prendere fuoco. Stessa formula è da applicare, con qualche variante alternativa, ai disco pub più intimi, per chi non ama le atmosfere "pischedelliche" da mille e una notte tamarra. La differenza è che ci si illude di evitare la caciara, per poi pestarsi gli alluci in 600 persone quando la capienza del (mono)locale è esattamente la metà. Ma dopotutto il loungebar con le luci soffuse e dal vago sapore chillout, con divanetti e ambienti ovattati, fa più vip (anche se il privè a Capodanno te lo sogni). La precauzione più indicata? Assicurarsi che il proprio dirimpettaio regga l'alcool e non lasci un'impronta indelebile sulla tua giacca.

3) Rave domestico. Prendi l'intero corso di laurea della tua università e trasferiscilo in un appartamento-buco, a sua volta situato in una strada irraggiungibile da qualsiasi motoveicolo, e lo psyco-party è fatto. Un classico vuole che la padrona di casa sia quella che sta sulle palle a tutti e che tutti dimentichino di averne sparlato per i trecentosessantaquattro giorni precedenti. Ma si sa, è la soluzione più vantaggiosa per chi è di memoria corta, e di chi soprattutto non vuole mettere mano al portafoglio. In più, per l'antipatica di turno, dire 'venite da me' è il suo solo tristissimo modo per ricordare al mondo che esiste.

E ora il mio consiglio: una cena intima a casa di amici, quelli veri. Questa è la soluzione preferita, quella che ho scelto quest'anno e che auguro a tutti voi. Si prepara insieme la tavolata divertendosi a cucinare e cospargendosi possibilmente di farina. Poi si ascolta della musica, si guarda un dvd o si gioca senza l'ansia di dimostrare niente a nessuno. Una serata calorosa, autentica, senza troppi fronzoli, che prosegue a notte inoltrata con un giro per la piazza della città, godendosi gli ultimi scampoli del concerto e prendendo qualcosa da bere in un bar con altri amici. Visto che chi ben comincia è già a metà dell'opera, meglio non farsi prendere dal panico di una nottata esclusiva, assaporando semplicemente il piacere di stare insieme.

Con questo piccolo manuale di sopravvivenza all'ansia da prestazione dell'ultimo dell'anno, faccio i miei migliori auguri ai mitici lettori di Kblog.it, sperando di ritrovarci prossimamente per qualche altra elucubrazione giovanilistica, ma soprattutto al titolare che stimo alla follia (grazie!, ndk) e ha dinanzi, ne sono sicuro, una lunga vita da blogger!
Pubblicato il 31/12/2006 alle 14:16 da lord_lucas
Tag: festa, giovani
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