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Tragedia a Mondo Juve: morti due giovani 17enni
Pubblicato in: Notizie ed opinioni
Una tragedia che ingenera molta rabbia. E che solleva tanti dubbi, dolorosissimi. E' questa la storia dei due ragazzi diciasettenni delle giovanili della Juventus (Alessio Ferramosca e Riccardo Neri) morti sabato, affogati e congelati in un laghetto artificiale nei pressi del campo di allenamento di Mondo Juve, nuova struttura situata a Vinovo, in provincia di Torino. Al dolore dei genitori si aggiunge il desiderio di conoscere la verità. La Procura ha aperto un inchiesta che ha oggi 5 indagati: l'amministratore delegato Jean Claude Blanc, l' allenatore della formazione Berretti, l' allenatore dei portieri Maurizio Schincaglia, l' amministratore delegato della Semana (la società che gestisce l'impianto Mondo Juve) Lorenzo Frison, Renato Opezzi, il dirigente Alessandro Sorbone, responsabile del personale.
La vicenda pare che si sia svolta in questi termini: i due ragazzi a fine allenamento si sarebbero intrattenuti sul campo per il recupero dei palloni. Un'abitudine tipica che a turno tutta la squadra deve svolgere. Unico limite: non prendere i palloni nel laghetto. La recinzione attorno al laghetto artificiale è alta un metro. La fossa è molto profonda e la superficie è ricoperta da un telo di nylon. Una recinzione non abbastanza alta per non farci finire i palloni, ma sufficientemente alta per ricordare a tutti gli incauti di non scavalcare quella recinzione. Solitamente quei palloni devono essere recuperati con l'uso di un retino, e pare che i palloni finiti nel laghetto non dovessero comunque essere recuperati dai ragazzi, ma da un addetto. Da qui tutto diventa fumoso, forse usano il retino, forse uno tenta di recuperare il pallone in acqua e la temperatura corporea molto alta a fine allenamento a contatto con quella dell'acqua (inferiore allo zero) provoca uno sbalzo termico fatale, forse uno dei due ha tenta di salvarlo invano scivolando sui bordi della parete di nylon. Tutto, davvero troppo, rimane per ora poco chiaro. A questo si aggiunge il fattore tempo. Un'ora e mezza di attesa senza che nessuno facesse nulla (o almeno così pare). Nessuna ricerca, nessun allarmismo, nessuna curiosità. Dopo l'errore resosi fatale, forse sarebbe bastato un intervento tempestivo e tutto si sarebbe risolto.
Ma c'è ancora troppo da capire. Troppa incredulità per l'accaduto, un errore sciocco che diventa fatale. Tutto ciò che è stato detto finora è spesso frutto di voci e dicerie. Per chiarire eventuali e reali responsabilità, attendiamo la conclusione delle indagini. Da parte mia, grande solidarietà per il dolore delle famiglie dei due ragazzi.

[fonte Repubblica]
Pubblicato il 17/12/2006 alle 15:39 da kaos
Tag: cronaca, notizie, sport
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