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Tuttalpiù muoio
Pubblicato in: Personal pages
Che dovesse essere un libro impopolare ne ero certo.
Che dovesse comprimere la mia mente in una storia dai risvolti difficili anche.
Che dovessi leggere lunghi brani scritti in dialetto, era una certezza fin dalle prime pagine.
Ma chiedo al signor Albinati e al signor Timi:
Ma per quale cazzo di motivo avete creato un capitolo finale
volutamente senza interesse
volutamente arduo da leggere
con una conclusione che ti fa pentire di aver dovuto leggere tutto quel supplizio dialogico dialettale?
Non compro un libro per innamorarmi e nemmeno per sognare più di tanto, ma per essere salutato alla fine dal suo protagonista.
Anche distrattamente.
Filo mi ha fatto viaggiare, sorridere, provare pena per i miei genitori anche, e riflettere sull'indefinitezza di una vita sregolata. Non mi ha deluso tanto il finale, prevedibile per certi aspetti, ma la storia di una vita che non inizia e non finisce. Tutto rimane sospeso e trova una conclusione senza riscontri comprovati nel personaggio che 300 pagine prima ho conosciuto. Dopo tutta quella fatica emozionale nel leggere quelle pagine che fanno male, speravo che il personaggio diventasse un po' mio. Come succede in ogni libro. Invece improvvisamente si allontana e ti abbandona. Senza cura.
Pubblicato il 23/11/2006 alle 20:00 da kaos
Tag: libri
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