Fino ad oggi casi simili si erano verificati solo in Paesi lontani come la Cina e Singapore, ma questa volta la vicenda si svolge nientemeno che all'interno di uno stato della Comunità Europea. Antonis Tsipropoulos, amministratore del sito greco Blogme.gr, è stato arrestato per aver linkato un post satirico nel quale sarebbe stato preso di mira un uomo politico (la cui identità non è stata resa nota) e il sito in questione è stato oscurato. E' da sottolineare che l'articolo in questione non è stato scritto da Tsipropoulos: il suo sito, infatti, è un semplice aggregatore che linka una serie di post scritti da autori vari e pubblicati su blog esterni (in altre parole è un po' come se un motore di ricerca venisse condannato per i contenuti presenti nelle pagine che indicizza). Inevitabilmente la blogosfera mondiale si è subito movimentata a sostegno di Tsipropoulos e della libertà di stampa. Inoltre la polizia greca non ha certo brillato per il tempismo: proprio ieri ad Atene è stato aperto l'Internet Governance Forum e all'interno della manifestazione verrà inevitabilmente commentato l'accaduto. Visto il numero di ospiti illustri che parteciperanno all'evento, sono in molti a sostenete che potrebbe nascere un vero e proprio movimento d'opzione contro quanto accaduto. Anche se al momento non esistono ulteriori dettagli sulla vicenda, c'è chi si è lasciato andare a supposizioni. E' il caso di WikiNews che, appoggiato dal britannico The Register, sostiene in un articolo che l'unico post satirico presente al momento del sequestro riguardava Dimosthenis Liakopoulos, un discusso conduttore di programmi televisivi dediti al misticismo con sospette sfumature anti-semite. Se questa indiscrezione venisse confermata, è da notare che al momento non vi sono state ripercussioni per l'autore del presunto blog linkato, molto probabilmente perché il sito in questione è ospitato da server americani e i tempi necessari per un procedimento legale sarebbero stati molto più lunghi e avrebbero comunque richiesto il coinvolgimento delle autorità statunitensi.
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Pubblicato il 31/10/2006 alle 00:25 da marco
Tag: censura, internet
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