Dure proteste da parte dei sindacati per la nuova finanziaria che coinvolgerà le scuole italiane. Pare infatti che verranno tolti 50 mila posti di lavoro tra insegnanti e personale non docente. Il segretario della Cigl Enrico Panini esprime indignato tutte le sue perplessità su questa finanziaria che ridurrebbe ai minimi termini la scuola italiana. Tagli sulle spese che colpirebbero gli istituti professionali con la riduzione persino delle ore scolastiche. La priorità è di ridurre le spese: Persino per la carta e per i registri degli insegnanti. La maggioranza incalza criticamente e Maria Pellegatta, vicepresidente della commissione Istruzione a Palazzo Madama si dice insoddisfatta:
"Cinquantamila posti di lavoro in meno nella scuola, tra insegnanti e personale non docente, sono un prezzo troppo caro da far pagare all'istruzione ed al sistema scolastico italiano. Innalzamento del rapporto alunni/classe, riduzione a priori delle bocciature, diminuzione delle ore di lezione negli istituti professionali, e quindi tagli, non sono certo le ricette auspicate per la scuola e promesse agli elettori nel programma dell'Unione
"Necessario, in sede di discussione sulla finanziaria, inserire emendamenti che scongiurino tali provvedimenti, che se attuati metterebbero a rischio il funzionamento di tutto il sistema scolastico".
"Nella scuola non c'è altro da tagliare, semmai bisogna investire maggiori risorse sul settore che rappresenta il futuro del nostro Paese. Questa era, e rimane, una delle priorità del programma dell'Unione".
Nella foto: ipotesi avveneristica delle nuove classi scolastiche: lavagna interattiva, computer su ogni banco, ottima acustica, vista giungla.
[Fonte: Repubblica.it]
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Pubblicato il 16/10/2006 alle 19:03 da kaos
Tag: governo, scuola
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