La faccio breve. Parto dalla stazione di Nichelino con un amico, con l'obiettivo di raggiungere Torino porta nuova, per un impegno lavorativo. Il treno fa cambio a Torino Lingotto, una stazione intermedia. Sono già in ritardo ma è comunqe bello condividere del tempo con un tuo grande amico quando le occasioni sono sempre minori. Aspettiamo un'altro treno, anch'esso in ritardo. Dopo mezz'ora di attesa nel famoso e rinomato gelo della stazione Lingotto salianmo su un Savona - Torino porta nuova che ci avrebbe portato a destinazione. Arrivati tiriamo un sospiro di sollievo, forse mezz'ora di ritardo non è poi così tanta. Mentre uscivamo dalla zona dei binari vedo all'improvviso dei cani e dei poliziotti. Era l'anti-droga. Secondo voi cos'è successo? (spremete bene le meningi prima di continuare). Io e il mio amico siamo stati segnalati dai cani come possessori di droga. Insieme a 2 ragazzi inequivocabilmente colpevoli, uno sfigato come noi e un padre con la figlia, decisamente agitati per il loro futuro da carcerati per possesso di stupefacenti. Ci scortano in una zona container "mani fuori dalle tasche, mani fuori dalle tasche!" dove ci avrebbero perquisito. Non era un semplice controllo documenti. Io che sono un ragazzo molto sensibile e coccoloso avevo una piccola microscopica preoccupazione. Uno: che il mio amico avesse qualcosa con se (il cane per qualche motivo ci doveva aver fermati no?). L'altro era che uno degli altri fermati potesse ficcarmi qualcosa nelle tasche. Lo so che è avveneristico. Ma guardo molti telefilm e se ci pensi bene non è poi così strano. "Avete qualcosa da dichiarare?", bofonchia il commissario. Per loro eravamo tutti dei potenziali spacciatori di fama internazionale. "Se avete della droga ad uso personale, la sequestreremo" "Adesso vi faremo un controllo, non abbiate paura, se volete potete farvi assistere da un difensore o da un vostro amico in tempi brevi con facile reperibilità, potete farlo". "Qualche domanda?". Io: "Vorrei passare subito perchè ho da fare!" "Prego prego" Come se la mia fosse una mossa strategica. Entro nel container, lascio i documenti e un uomo con i guanti di lattice mi ha decisamente perquisito, proprio come nei film, con tanto di spalle al muro. Al mio amico hanno persino controllato nelle mutande. Perchè lui è un minchione e quando è nervoso ride. Ovviamente non avevo nulla (perchè era tutto nelle scarpe, scherzo) e mi lasciano andare "Vada, vada!". "Si ma i documenti me li volete dare (o volete un ricordino) ?" Insomma avventura finita con un po' di sana agitazione per qualcosa di nuovo. E' bello sentirti in colpa nell'essere innocente. Appena siamo usciti sono scoppiato a ridere come un coglione. Bella storia. Con questa batto senza ombra di dubbio in spettacolarità qualsiasi avventura precedentemente raccontata da PerO
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Pubblicato il 26/09/2006 alle 01:00 da kaos
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