Intervistatore: Sono Alessandro e questa che state seguendo è un'intervista a un personaggio d'eccezione. La signora Bettina, infatti, è un'antica abitante della nona circoscrizione, una contadina che quasi settant'anni fa è rimasta congelata nel rifugio antiaereo nella zona dei vecchi mercati generali. Salve, signora Bettina, vediamo se è in linea è un momento toccante. Contadina: Buongiorno. I: Com'è stato rimanere ibernata tanto a lungo? C: Faceva un freddo della miseria, c'erano persino i pinguini che facevano il Torino ice...ero arrivata a vedere le semifinali, mannaggia... I: Eh, lo credo. Ma ci dica, cosa ricorda della sua epoca? C: Una volta qui era tutta campagna. I: Sì? Ci dica. C: aaaaaaaah...una volta qui era tutta campagna....Eh sì, che io lavoravo con la mia famiglia dove ora c'è Corso Maroncelli, che allora era tutta campagna, non glielo avevo ancora detto vero? Che poi c'erano anche delle fabbriche, e il sabato facevano anche il mercato...che bei tempi, altro che il Pam! Ma era tutto lì in mezzo ai prati, distanti, che per raggiungere mio cognato Ignazio a lavoro mi facevo i piedi come due zampogne sa? I: Sicuramente ci saranno molte differenze tra la Torino della sua epoca e quella di oggi. C: Sta minchia! I: Ah, ehm... già. C: Sì, che c'erano delle strade che ci sono anche oggi, tutte incrociate come il giuoco del tris ma erano di terra battuta, e ci crescevano attorno le sequoie e la liquirizia. Che poi c'erano qua e là anche degli edifici, glie l'ho già detto vero? C'erano le case dei lavoratori, quelle dei padroni no a onor del vero. e il Lingotto, per esempio, che praticamente erano degli stabilimenti a forma di Gianduiotto, di cemento però se lo mangiavano....! I: Era già lì alla sua epoca? C: Sì, certo, anche se attorno al Lingotto una volta era tutta campagna. Anche se a dire il vero si notavano le prime avvisaglie di una tendenza all'urbanizzazione che avrebbe portato al declino dell'economia rurale e alla demolizione delle cascine, soprattutto a partire dalla motorizzazione dei trasporti. I: Però, la vedo preparata. C: Ci credo Gioia, Leggo sempre il Vanity Fair! I: E ci dica, cos'è che le manca maggiormente della sua epoca? C: Ma, devo dire... C'è il fatto che una volta qui era tutta campagna... Ma penso che ciò che mi manca di più sia mio marito, (pianto accennato) lo sa che non mi ha Mai tradito con le donne?....solo con gli uomini glielo assicuro!(fiera) . I: Ebbene, signora Bettina, si prepari alla notizia bella bella: lo abbiamo ritrovato congelato, e adesso lo stiamo disibernando con le tecniche più avanzate Signora Bettina, suo marito... è qui! C: Oh Gesù d'amore acceso t'avessi mai offeso. Ma cosa gli è successo? I: Gli servirà qualche minuto per svegliarsi completamente, non si preoccupi. Ci dica, comunque: si starà abituando alla vita del 2005, immagino. Cosa fa, quali sono i suoi nuovi interessi, i suoi progetti per il futuro? C: Eh, ho molto da fare, in questo periodo nel mondo sono successe tante di quelle cose... In questo periodo mi informo molto, sa...sull'Internet, mi sto aggiornando sui grandi progressi in campo scientifico, tecnologico, culturale...sa, voglio cercare di essere una donna completa e illibata del ventunesimo secolo. I: Sta già pensando a un'occupazione? C: Sto cercando di diventare una Velina, ho 60 anni ma le forme non mi mancano mica sa, poi si sa il pelo sulla schiena è sempre il Top. . I: Bene, allora, per finire, lei è una delle poche donne che ricordino le canzoni degli anni 30. Ne vorrebbe cantare una per salutare gli ascoltatori? C: Sì, allora... Oh, Giovanni, ti sei svegliatoCome stai?...ti distingui dall'uomo comune?Ti piace vivere come sei? Ma no, non ti preoccupare, è solo un telefono cellulare Vodafoooon... Giovanni, ma cosa tocchi oh ohI: Ehm, be', un grazie alla signora Bettina per la sua disponibilità. E adesso passiamo a...
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Pubblicato il 24/01/2005 alle 20:30 da kaos
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