Gattonero, pur avendo idee contrarie alla mia, ha accettato sbofonchiante che comprassi la mia fiammante chiavetta Tre.
Sosteneva, infatti, che fosse più opportuno prendere direttamente un cellulare economico Android, spendendo 99 euro più una tariffa web per usare il Wi Fi del cellulare.
Tutto questo in attesa del mio prossimo acquisto, l'iPhone 5 (prima vediamo com'è, poi decido).
Detto questo compro la chiavetta.
Pago 19 euro di chiavetta, 15 euro di ricarica e 10 euro di scheda. Il primo mese ho 100 ore cumulabili e non divise in settimane, utilizzabili nell'arco di 30 giorni. Se a fine dei 30 giorni trova altri 15 euro ricaricati, te li scala, altrimenti ti disattiva tutto fino a quando non ricarichi.
Adesso cosa succede: ho avuto la mia connessione funzionante per le prime ore. A seguire, il vuoto cosmico. E qui arrivano i guai.
Mi dicono di chiamare l'800179797. Mi rispondono, per ben due volte consecutive, ragazze che non hanno la più pallida idea di quello che mi stavano dicendo, non capendo il mio problema.
Peraltro, avevo la sensazione che questo servizio clienti fosse collocato in Sud America o in Romania. Ma non ne ho certezza. Fattostà che non erano in grado di aiutarmi.
Niente contro i servizi clienti esternalizzati, ma il risultato è che queste persone non sapevano risolvere un problema semplicissimo. L'unica cosa che capisco è che devo ricaricare la mia scheda. Lo faccio on line, ma non riesco a finalizzare la ricarica.
Chiamo il 133.
Mi dicono che la prima ricarica di 15 euro non è stata effettuata dal negozio che mi ha attivato la carta.
Molto bene: chiamo il negozio. Il negozio mi dice che la mia carta è difettosa e che va sostituita. Il problema è che loro non sapevano come chiamarmi, visto che non mi hanno chiesto il numero di telefono. (E su questo stenderei un velo pietoso).
Vi racconterò com'è andata a finire. Ad ogni modo: Grazie Tre.
Come tutte le case che si rispettino, anche la mia ha avuto tanti sani problemi con Fastweb. Da mesi la linea era un po' tipo 70enne in cerca di avventura, non so se mi spiego. Ecco una cronaca ragionata degli avvidendamenti.
Giovedì - Il modem è ufficialmente morto, chiamo l'ufficio clienti. A pagamento perché la linea non funzionava (chiaro) e il cellulare segnalato dai coinquilini non è il mio. Mi rispondono dopo un'attesa di circa 10 minuti. Fissiamo un appuntamento a sabato ore 16 lasciando il mio numero come riferimento.
L'entusiasmo generalizzato per Giuliano Piasapia si tinge di giallo. Cosa ci sarà sotto quel ciuffo? Va bene che per essere nel PD uno del centrosinistra sembra anche sveglio, va bene che a Milano la ciuffa dandy è molto di moda, ma esprimo tutto il mio dissenso per quel pennello di cinghiale spalmato sulla pelata non rassegnata.
Parlando seriamente: la percentuale di gradimento al primo voto di questo signore è stata come una sveglia che suona sottoterra in uno scenario post apocalittico.
L'entusiasmo vero è nato già prima con eventi musicali, con il tam tam su Facebook, ma è fortissimo di più oggi. Adrea Cocco e Giorgia Palmas valevano più di un exit pool, se ci pensate bene.
Come nella letteratura, il colpo di scena nato da uno normale infonde adrenalina e attenzione. Più che Pisapia, credo che il desiderio sia lo spodestamento, evidentemente possibile, di Letizia Moratti, che ormai per molti sembra oggi la madre adottiva di una città che non può appartenerle per sempre.
Di tutta questa faccenda, che ha visto la parlamentare disabile del Partito DemocraticoIleana Argentin ammonita perché il suo assistente applaudiva per lei, penso solo una cosa: la metà di quei "vergogna" non sono stati mossi dallo sdegno ma dall'opportunità.
Ne sono convinto tanto quanto sono convinto che in Italia ci sia ancora una cultura di rifuto della disabilità come una realtà verso la quale bisogna muoversi con rispetto, quello che di base si deve a tutte le cose e alle persone. E non solo davanti, ma soprattutto dietro.
Mi è capitato di dover sentire di recente un riferimento poco carino verso un disabile come battuta di spirito in un momento di leggiadria in un bar. Così, tanto per dire.
O quella battuta sempre pensata e spesso anche detta, rivolta a chi non è "perfetto": che sia un labbro leporino piuttosto che un dito mozzato o un po' di strabismo.
Mi è capitato di recente di vedere una bambina visibilmente autistica sgridata in treno perché fa un po' di rumore.
Non è accettabile.
L'augurio, che sempre vale in questi casi, è che tutte queste persone possano avere non solo nella propria famiglia, che a volte è più semplice, ma nei propri figli o per se stessi qualche problematica simile.
Perché solo allora ci si rende conto del dolore, della difficoltà e della forza che si deve avere per svegliarsi la mattina, guardarsi allo specchio e vivere come tutti gli altri.
Credo che il terremoto sia una delle cose che ci fa più sentire impotenti al mondo, anche più di una malattia mortale. Perché è sopra di te e ti cade addosso come una condanna, come una disgrazia o una punizione divina che non guarda in faccia davvero a nessuno.
Quando ero piccolo ci fu un terremoto. Era domenica e i miei dormivano. Io vedevo la tv in cucina (mi ricordo che c'era E-Man) e ad un certo punto ho visto l'appartamento piegarsi insieme a me di circa 10 gradi, o qualcosa in meno.
Niente, per me in quel momento non era un terremoto, era una cosa a cui non sapevo dare un nome ma abitando al quarto piano quello che ho sentito è stato un senso di paura accompagnato dal battito del cuore a mille che non la smetteva di fermarsi.
Dopo 10 minuti si svegliò mia madre e le ho raccontato cosa era successo. Niente, è stato favoloso: mia madre scoppia a piangere e mi porta fuori dall'edificio nel bel mezzo di una pioggia vorticosa. Ero in pigiama e mia madre pure.
Mia madre guardava il cielo e lo guardavo pure io senza sapere perché con un tale gelo dovessi stare fuori dalla porta di casa. Ma il cuore continuava a battere all'impazzata. Mia madre, dopo essersi tranquillizzata, mi portò a casa (dove c'era mio padre che ronfava della grande).
Ecco, il mio pensiero va a tutte quelle persone che dopo quella curiosa oscillazione non hanno visto più niente. Su Google Person Finder si sta cercando di rintracciare 29 mila persone grazie ad un sito web. Ma i morti accertati sono già mille.
Daniela Santanché, parliamone. Partiamo dal presupposto che non sono uno di quelli che dal punto di vista politico snobba nessuno o fomenta l'odio per quello o per quell'altro. Sono un perfetto elettore dell'ultimo minuto, più o meno.
Per questo motivo, quando ancora non sapevo dove stesse la destra e la sinistra inteso nel senso delle mie stesse mani, sono sempre rimasto affascinato da questo personaggio (anche ben prima dell'imitazione della Cortellesi).
Quelle gambe sinuose, quell'atteggiamento superbo, quella determinazione nel parlare delle cose in cui crede più di chiunque altro al mondo. Che donna!
In questo periodo di intensa tv per lei e nei suoi mordi e fuggi sono rimasto senza fiato e senza parole. Su Facebook si spendono da anni ma soprattutto in questi giorni parole piene di livore sul suo conto (coordinate da foto in cui ha sempre le labbra in quel modo) e qualcuno potrebbe non essere biasimato per questo, ma per me lei è come Rosaura nella Commedia dell'Arte: un'irascibile guidata solo dall'istinto e da un grande amore.
E non credo sia Silvio Berlusconi.
Non so se mi spiego: mi piacerebbe bere un cappuccino con lei e vedere un po' di schiuma sulle sue labbra mentre mi spiega perché la tv giornalistica di queste settimane è così crudele e ancor peggio con la destra italiana. Vorrei sapere tutto, anche le cose più intime, giurando di tenerle segrete fino alla morte.
Tiziano Ferro sta a Raffaella Carrà come Kaos sta al Sottosegretario per l'attuazione del programma di Governo. Un giorno, ci conto tanto, il mio sogno vorrei diventasse realtà.
Avete presente la donna della porta accanto, la vicina di casa che tutti vorrebbero avere? Ecco: lei è l'esatto opposto di tutto ciò, un vero angelo caduto dal cielo. E mi piace proprio così, nella sua assoluta spregiudicatezza che ricorda vagamente un Hammer nel villaggio dei Puffi.
Le vorrei chiedere perché è così irremovibile, perché ogni suo dettaglio stilistico è curato al millimetro e come fa a mantenere un fisico invidiabile a quasi 50 anni. Perché fa dei viaggi per raggiungere degli studi e poi se ne va via senza salutare, perchè?
Vi sembrerà perverso, ma sono incuriosito non tanto dal suo essere politico (è come se non riuscissi a vedere in lei questa cosa) ma piuttosto dalla spigolosità che in qualche modo interpreta e rappresenta, perché non posso pensare che sia così anche con suo figlio Lorenzo, che ha 8 anni e ha pure l'aria tutta spiritosa di un bambino simpatico.
Sono pensieri così gravi? Devo andare dall'esorcista?
Peraltro non trovo affatto volgare l'idea del calendario delle patate pelose "Conciate al Vegetale", se non fosse legata alla lavorazione delle pelli (di pelle credo di avere addosso e nel mio armadio solo la mia) e il fatto che sembra più potente la comunicazione del motivo per il quale nasce.
Comunque non so se voi siete amanti della patata selvaggia, ma qui ce ne sono per tutti i gusti. Rosse, bionde, more, rasate, gonfie, sgonfie. Se non altro va subito al centro della questione senza girarci troppo attorno.
Comunque è molto meno volgare di come viene raccontata, per parlare di bigotti, animalisti e porconi uniti in un solo afflato per la causa pro e contro.
Non è affatto sessuale, non c'è nulla di particolarmente eccitante o provocante. Sono solo patate pelose e chiusissime in primo piano.
Comunque non si è inventato nulla. La patata al naturale per motivi esattamente opposti, di protesta però con tanto di manifesti, se la sono inventata mille anni fa.
...ma se una mano spalancata te lo copre completamente, va bene la causa benefica, ma vuol dire che ce l'hai dimensioni irrisorie. Posto che chi se ne frega, però almeno ci avessero messo due mani (o un disco, come Antonacci), che rimane sempre il dubbio no? Bah.
Voi mi crederete pazzo, ma ho comprato e donato una carta prepagata da utilizzare su Internet. Un regalo assurdo probabilmente, ma che credo si riveli utile oggi più di ieri, se pensate che io ormai acquisto libri e vestiti e videogiochi e musica praticamente solo on line.
Insomma: la prima cosa da fare (che è poi anche l'unica) è capire se vi volete prendere la responsabilità legale sull'utilizzo della carta.
A meno che non siate genitori o parenti stretti della persona che riceverà il dono direi che è il caso di evitare situazioni potenzialmente spiacevoli. L'unica carta che effettivamente è oggi sul mercato e che si pone come carta prepagata da regalare è la BancoPosta NewGift.
Visto che per le festività ci rendono più buoni, ho ben deciso di proporvi un testo (che a mio avviso è stato più un test personale) nato dalla lettura di una mail ricevuta un paio di settimane fa.
Non è spam, è roba seria.
Perché sul razzismo? Non voglio anticiparvi molto, ma sembra faccia leva sugli istinti più remoti che stanno dentro molti di noi. Purtroppo. O magari no, non voglio generalizzare.
Non dico altro, vi chiedo solo di leggere tutto il testo con la massima sincerità e senza filtri. Non ho bisogno dei vostri mea culpa, ma piuttosto mi interessa sapere cosa vi passa per la testa durante la lettura. Quindi massima attenzione alle vostre emozioni.
Ad ogni modo: TANTI AUGURI A TUTTI E BUON NATALE, DAL CUORE.