Categoria: KalVizie
Panciera contenitiva dimagrante per addominali (da insulti)
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Ci tenevo ad approfondire questa cosa che forse alcuni di voi hanno letto anche sul mio Facebook. A proposito: il mio Facebook è un mezzo di condivisione, come da statuto, delle mie cose con le persone che conosco. Se lo apro anche a chi non conosco per nulla, il blog non avrebbe ragione di esistere. Ma andiamo ai contenuti.
Credetemi, in palestra c'era un ragazzo così. Non sto sparando un fisico perfetto a caso. Ho cercato per ore una foto che fosse il più possibile rassomigliante alla realtà. Ecco: questo ragazzo viene in palestra, mentre io mi insultavo da solo per la quasi inutilità del mio allenamento in sala pesi.
Niente, si spoglia, si vedete e poi fa la cosa orrenda. Si mette questa:
Una panciera contenitiva e dimagrante per addominali. E allora dillo che sei stronzo, dillo.
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Pubblicato il 03/08/2009 da kaos | Permalink | Commenti (3)
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Ritorno!
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Dopo due mesi comatosi, mi sveglio e vedo che è tornato Berlusconi.
E voi dite che l'alcol non è una soluzione?
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Pubblicato il 17/05/2008 da mont | Permalink | Commenti (0)
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E' un sintomo della vecchiaia?
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 Oggi mi è successa una cosa strana. Ho conosciuto una persona che fino ad oggi parlava con me solo tramite messenger. Ma non è questa la cosa strana. La cosa strana è che nonostante nelle nostre intenzioni (credo da entrambe le parti) dominasse quella di fare sesso, io mi sono rifiutato: non perchè non mi piacesse, tutt'altro. Proprio perchè mi stava stimolando troppo, non ho fatto la prima mossa. Ho rifiutato di fare sesso, per paura di innamorarmi, perchè sapevo che se mi fossi innamorato non sarei stato ricambiato. Solo per sesso, non ce l'avrei fatta (a differenza dell'altra persona). E' un sintomo della vecchiaia?
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Pubblicato il 11/03/2008 da mont | Permalink | Commenti (3)
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Tacchi!
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 E' un po' che non scrivo qualcosa qua. Scrivere su Kblog significa rifettere, ed evidentemente è un pezzo che non rifletto. Ma veniamo a noi. Venerdì scorso ho partecipato ad una gara canora. Niente di eccezionale, lo fanno in tanti. La novità, almeno per me, è stato il mio look durante l'esibizione: abito lungo, rossetto, parrucca e tacchi. La cosa mi ha totalmente sconvolto. Passi l'abbigliamento (chi non si è vestito da donna?), passi la parrucca (sono calvo, un po' di respiro), passi il rossetto(in fondo ho due belle labbra), ma i tacchi sono un dettaglio che cambia la vita. Ti fanno vedere il mondo da un'altra ottica. Dall'alto? Non solo. I tacco di per sè non fa la donna. Tipo "l'abito non fa il monaco". E questo vale soprattutto per le donne. Da venerdì ho capito che il tacco è un "accessorio" che non appartiene ad un genere, ma che ne definisce uno nuovo. Esiste il portatore di tacchi, il taccoforo, un insieme che non include tutto il genere femminile. Il tacco non è un dettaglio da donna. Esso porta eleganza a prescindere dal sesso di chi lo indossa. Avendo quei gioielli ai piedi, e vedendo le mie gambe maschili, mi è venuto in mente il dottor Frank N Furter del Rocky Horror Show: uomo col tacco. E sexy. Anche un amico, altro concorrente al concorso, era terribilmente sensuale col tacco al piede. Il punto: siete donne? Non è detto che il tacco faccia per voi. Non è detto che vi renda più femminili. Il tacco non è femminile: il tacco è di classe, moltiplica la classe. Se la vostra classe è zero, moltiplicare una cosa per zero dà zero. By the way, ho vinto il concorso: facevo schifo, ma la voce c'era.
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Pubblicato il 19/02/2008 da mont | Permalink | Commenti (1)
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Indovinello
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 Cos'è composto da amici, parenti, intimi, che agisce per mezzo di sotterfugi, contro la legge, ai danni dello stato, che cerca di avere vantaggi economici per amici e parenti, che rappresenta appieno il massimo dello stereotipo italiano nel mondo e che di recente ha subìto numerose indagini che hanno portato all'arresto di molti dei suoi membri? La Mafia? Quasi. L'UDEUR!
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Pubblicato il 16/01/2008 da mont | Permalink | Commenti (0)
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3... 2... 1... Evviva!
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 Il countdown è quello che hanno fatto le borse per festeggiare il nuovo record del petrolio, ormai oltre i 100 dollari. Ma, citando Luttazzi, è normale che sia così caro: invadi un paese, ammazza tutta la gente che ci sta sopra, distruggi tutto, scava fino alle viscere della terra e estrai il petrolio. E' ovvio che costi un sacco. Da quest'impennata, l'oro viene chiamato petrolio giallo. Costa talmente tanto che per fare una pazzia io a capodanno ho brindato con quello. Ti lascia una patina sui denti squisitamente appiccicosa. Ancora devo staccarmi di dosso il tizio col quale ho festeggiato per primo.Non sapete che fatica sia scrivere con un cazzo in bocca. Buon anno ai lettori, ai blogger, agli operatori di KBlog. Anche a Kaos, va!
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Pubblicato il 03/01/2008 da mont | Permalink | Commenti (0)
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Dipende da chi fa la cacca
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Luttazzi cancellato. Di nuovo. Certe volte credo sia colpa sua. Poi mi ricordo che siamo in Italia e mi tranquillizzo. Per poco, però.
Ogni volta che parla di escrementi, Luttazzi viene cacciato. Dico io, allora smetti. Ma no, in fondo fa bene: è fondamentale parlare di tutto, ed è ancor più fondamentale parlare delle cose che fanno schifo. Veniamo al particolare. La battuta in questione è "di comparazione", ovvero si prende un fatto sul quale si vuole esprimere un giudizio e lo si confronta con una surreale situazione satirica. La guerra in Iraq, basata su prove false, che Berlusconi ha voluto appoggiare sia politicamente, sia con le sue reti televisive, viene quindi affiancata ad una scena orribile dove gli escrementi la fanno da padrone. Il succo è "guerra sporca=merda". La cacca di Luttazzi non piace. Ma non piace perchè fa pensare. Avete mai assistito ad un suo spettacolo teatrale? Io rido per i primi 25 minuti e poi comincio a pensare alle cose che dice: la risata c'è ma passa in secondo piano. Ti viene voglia di ridere, ma i fatti sono più pesanti della battuta. Il bagaglino non mi fa questo effetto: neanche mi fa ridere. E pensare che produce molta più cacca di Luttazzi.
Non credo la cacca sia il problema.
Il problema è chi la fa.
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Pubblicato il 10/12/2007 da mont | Permalink | Commenti (0)
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La differenza
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 La differenza è una di quelle cose di cui ti accorgi solo quando fai un confronto. Lo so, ho detto una cosa banale. A me è successo oggi, dopo due giorni dal mio ritorno da Valencia. Una vacanzina. La differenza fra cosa? Fra le nostre società. Anzi, come direbbe Santoro, fra la "ggente". Una piccola premessa: ovviamente la mia non è una statistica, ma un'impressione. Voglio che sia letta come tale. Ho fatto un giro con gli amici per i locali gay della città e salta subito all'occhio che si vive lo stesso clima sia dentro che fuori di essi. Se per l'Italia, e non solo, il problema è equiparare diritti, a Valencia sono avanti di secoli: là non si pongono proprio il problema. Non si discute sulla parità, tant'è che ci si può permettere di guardare un ragazzo carino per la strada e scambiarsi un sorriso senza aver timore di essere visti. Spesso anzi lo fanno gli altri. E' la norma. Nei locali dichiaratamente gay, di conseguenza, c'è "ggente" di ogni tipo. Tutti ballano con tutti, senza tanti problemi. L'etero non ha il timore di passare per gay, perchè non è una paura concepita. E me ne sono reso conto solo al ritorno, al sentire l'aria pesante che si vive qua, con i media che passano come modelli gay Platinette o la checca anni '70. Mi stupisco sempre quando vedo un ragazzo con una borsa di Louis Vuitton: lo trovo terribilmente coraggioso. Torniamo alla mia prima frase. Il punto è quello: la differenza nasce da un confronto. Bene, quando si parla di omosessualità, di razzismo, di sesso, si teorizza una differenza senza quel passaggio. La "ggente" dalle nostre parti parla senza cognizione di causa. Perchè è così. E' questa la vera e sostanziale differenza. Nella foto potete notare l'eccezionale presenza di uccelli nella città spagnola.
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Pubblicato il 29/11/2007 da mont | Permalink | Commenti (1)
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Mi stupisco sempre di più
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 Pranzo. Sto guardando Studio Aperto (si, è possibile mangiare e guardare Studio Aperto contemporaneamente, senza vomitare) quando il non-giornalista di turno lancia un servizio, tipo Roland Garros, su dei genitori che hanno scoperto e denunciato un pedofilo indagando per conto loro. Fin qui è una bella notizia. Il mio stupore nasce dal seguito. In breve, il pedofilo lasciava dei biglietti vicino alla scuola con scritto "cerco ragazzine per sesso, pago 50 euro" seguito dal numero di cellulare, una delle madri ha mandato un sms a 'sto tipo, si è fatta dare un appuntamento, e l'hanno beccato. Potrei stupirmi del fatto che si dia per scontato che ogni ragazzino abbia un cellulare. Potrei stupirmi del fatto che i genitori abbiano fatto quello che dovrebbero fare le forze dell'ordine. Potrei stupirmi del fatto che Studio Aperto dia una notizia senza animali feriti, tette al vento, bufere alle porte o Cogne. Mi stupisco del fatto che un pedofilo riuscisse ad adescare ragazzini con un metodo del genere. Pedofilo alla Provenzano: usava i pizzini. - Bastava così poco? - il commento di Don Gelmini. Ragazzi, è il mio primo giorno qua.
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Pubblicato il 15/11/2007 da mont | Permalink | Commenti (3)
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Sindrome da paura
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 L'importante è innescare la paura. Di cosa? Non è un problema, qualche ragione si trova. Far nascere la paura nel prossimo evidentemente serve a qualcuno. Nel passato c'erano le streghe, e le bruciavano. Oggi per fortuna qualcosa è cambiato, ma la tecnica è la stessa. Negli ultimi cinquanta/sessant'anni questa "politica" ha riguardato le cose più diverse, ma la sua tecnica è rimasta invariata: i capelli lunghi, i film violenti, la musica rock, le pseudomalattie, i giovani, le tecnologie, il calcio e lo straniero. L'importante è innescare la paura. I messaggi che passano tramite i media sono semplici ma efficaci. Semplici perchè sono sillogismi ingannevoli, efficaci perchè ci disarmano della ragione. Prendiamo in esempio l'ultimo caso, quello del giovane romano ucciso in un autogrill dell'aretino. Freddato dalla pistola di un poliziotto mentre andava, si dice, allo stadio, è diventato il simbolo del calcio violento. Ucciso perchè tifoso. Quindi, se ne deduce che il problema è il calcio. Ovviamente è un falso sillogismo. A chi serve tutto questo? Qualche anno fa avrei detto che è una tattica tipicamente di destra. Instaurare la paura è di destra: la paura ti assicura il controllo delle masse. Oggi è difficile. Lo fanno tutte le parti politiche. Quindi diamo la colpa ai media? Ma a quale scopo? Non è facile dare risposte. Quello che posso dire con certezza è che dobbiamo interpretare le notizie da soli: è rischioso, ma è una soluzione. Capire che se un ragazzo blogger si trasforma in un killer, non è che UN ragazzo blogger. Che se un extracomunitario stupra una donna, è lui il colpevole, non la categoria. Adesso sì che posso dare la colpa a qualcosa, qualcosa di non tangibile ma molto concreto: l'ignoranza. Essa è la sola cosa che accomuna chi infonde la paura e chi la subisce, chi commette il crimine (in genere) e chi ne trae delle conclusioni. E chi riporta la notizia è il colpevole per eccellenza: pur non essendo vittima dell'ignoranza, si suppone, induce ad essa in modo consenziente. E' lui il vero criminale.
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Pubblicato il 12/11/2007 da mont | Permalink | Commenti (3)
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