Categoria: K!Edu
Il miglior pusher è il vip?
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Sono due fattispecie totalmente diverse: un conto è avere un problema, una malattia o un vizio, cioè essere succubi della droga, quindi essere in una situazione di dipendenza, e un altro è essere promotori, divulgatori dell'uso della droga.
Per quanto il ministro Carlo Giovanardi non è che stia nella top 10 delle persone che mi stanno più simpatiche in assoluto nel pianeta, devo dire che su questo ha ragione.
Il problema è capire chi divulga l'uso della droga.
Io, sarò impopolare, ma credo che in certi ambienti il miglior divulgatore di droga oggi è il vip.
Hanno chiuso due locali a Milano, L'Hollywood e il The Club, ci sono passato parecchie volte da fuori. Locali esclusivi, locali per chi conta, ma soprattutto frequentati da chi pensa di voler contare e ci prova ad ogni costo.
Non ci sono mai stato dentro, ma il fatto che siano indagati alcuni personaggi noti (muoio dalla voglia di sapere da quale reality sono usciti) dà un po' il metro della situazione.
La droga e l'ambizione da quelle parti viaggiano a braccetto. Non mi stupirebbe per nulla se certi pseudo-noti siano anche promoter di un modello di business. Esattamente come per la vendita porta a porta.
Personaggi vincenti (diciamo) che vendono illusioni ad alto costo.
Più che arrestare spacciatori, in certi ambienti è necessario monitorare proprio quei promoter che a mio avviso fanno più di chi smercia.
La droga sta dove stanno i soldi. Il mondo dello spettacolo ne ha molti. E non c'è migliore tecnica di convincimento che un ambiente che consacra quel presunto valore.
Poi magari mi sbaglio.
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Pubblicato il 26/07/2010 da kaos | Permalink | Commenti (2)
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Genitori al telefono
Pubblicato in: K!Edu
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"Amore? L'hai finito il disegno? Quando torno me lo fai vedere, eh? Okkei, okkei allora lo finisci con il verde il prato e poi ne facciamo uno insieme stasera eh? Hai mangiato? Sei andata al parco? Cosa ti ha fatto da mangiare? Brava! Amore, amore mio, piccola, ci vediamo dopo va bene? Ciao cucciola, ciao ciao ciao".
Scene di vita quotidiana, tanto necessarie quanto tristi. Penso a tanti bambini che riconducono per motivi disparati i propri genitori quasi alla sola voce telefonica. In un mondo perfetto i genitori meriterebbero di evitare contatti amorevoli mediati da un cavo.
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Pubblicato il 21/04/2010 da kaos | Permalink | Commenti (0)
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Avatar, Il giorno in più, Htc Hero e la tesi. Aggrego post
Pubblicato in: Cinema, K!Edu, Posso indurre dipendenza
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Alcuni di voi lettori sono anche blogger. Quante volte vi è capitato di avere per strada l'idea per un post e poi non di renderlo tale perché passa troppo tempo e ve ne dimenticate? Ecco: io mi ricordo tutti i post che volevo fare e non ho fatto. Oggi, vi elenco per livellarmi e sentirmi la coscienza apposto, tutte le cose che volevo scrivere, all in one.
- Ho visto Avatar e spero in un Director's Cut nel dvd dove non ci siano dialoghi, non si percepisca la storia e possibilmente non si veda nulla della parte "civilizzata".
- Un uomo sta per scendere dal treno, il classico milanese berlusconiano che crede di essere figo perché ha il vestito giusto: "Posso aiutarla con la valigia?", chiede alla più bella ragazza che abbia mai visto in un treno. "Grazie mille!". Vedere la scena di lei che corre a slinguarsi il suo fidanzato mentre lui attonito gli cade il mondo addosso mentre si spezza la schiena per portare a terra il trolley, non ha prezzo.
- Sto leggendo il quarto libro di Fabio Volo, Il giorno in più, e seppure ne goda sempre perché è più leggero che leggere un articolo di gossip, ha sempre le parole giuste per dire le cose nel modo più originale possibile e contemporaneamente il più vicino a me e a te e a tutti. Gioca un po' troppo con la storia della piccola fiammiferaia che dopo un po' viene da dire basta, abbiamo capito che il protagonista era povero, non ci ramazzare le palle. Ad ogni modo si fa piacere, come sempre. Ma i primi due sono imbattibili.
- Non so se lo sapevate, ma dal alcuni mesi ho comprato l'HTC Hero. Adesso non mangio più e sembro un tossico che si è venduto pure il culo, ma vuoi mettere che figurone che faccio in giro? Dell'acquisto non mi pento, ma la mia crisi economica ha molti responsabili e lui è uno. Maledetto me e quanto sono nerd.
- A fine mese discuto la tesi e nel frattempo sto iniziando uno stage molto molto bello. Ve ne parlerò a tempo debito. Vi dico solo che è roba grossa, un'occasione importante. Io felice.
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Pubblicato il 06/02/2010 da kaos | Permalink | Commenti (11)
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Aule studio a Torino: è impossibile studiare in tutta Italia?
Pubblicato in: Personal pages, K!Edu
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Ho un problema. Nel vano atto di redigere la mia tesi di Laurea, sento l'esigenza di avere un luogo appropriato per lavorare in santa pace. Le aule studio di Torino, grazie Edisu e Università degli Studi sempre e comunque ma-una-cosa-ve-la-devo-proprio-dire, hanno i seguenti problemi.
A volte tutti, a volte solo alcuni. Urge la ricerca di un posto appropriato. Si accettano consigli.
Le aule studio torinesi sono tendenzialmente stra-affollate, prive di prese della corrente vicine. Se ci sono sono occupatissime e vanno via come il pane a tal punto che si scardinano dalle pareti. I bagni sono uno schifo, e pensare che vengono puliti spesso. E' evidente che i soggetti caganti non hanno un minimo di senso dell'igiene. Non approfondiamo.
Per non parlare di quella brezza costantemente rumorosa e decisamente ormonata che aleggia. Una discoteca d'acchiappo senza musica. Wireless presente solo a tratti e non dappertutto. Ma vogliamo parlare di tutti quelli che stanno nelle aule senza fare un beato cazzo tutto il giorno? Parliamone.
Non ne faccio una colpa a chi pensa e organizza le strutture, ma chi le vive e le frequenta, gli stessi che dovrebbero collaborare per avere un ambiente migliore e alla portata di tutti. E' pretenzioso volere tutti quei elementi funzionanti e presenti assieme? Ma soprattutto: a Torino è un caso isolato o è così in tutta Italia? Bah.
In Australia hanno pensato a delle aule studio come quella della foto. Con delle piccole cabine che hanno tutto, isolate acusticamente. Forse questo è un po' troppo, ma in effetti non sarebbe male.
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Pubblicato il 16/12/2009 da kaos | Permalink | Commenti (0)
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Bambini del Cip Ciop: asili privati di responsabilità morale?
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Anna Laura Scuderi ed Elena Pesce, nell'asilo di Pistoia "Cip Ciop" hanno fatto cose terribili. Non voglio lanciare accuse infondate, ma non credete che il dilagante fenomeno degli asili privati, con impronta imprenditoriale finalizzata al guadagno, possa creare dei mostri? Specie se chi li realizza è la stessa persona che segue i bambini, presa tra un biberon e i conti da far quadrare. E' necessario che la figura che investe nell'attività sia organo di controllo formato e autorizzato dallo Stato per il suo compito, anche attraverso periodici test psicologici.
Pensare che da qualche altra parte in Italia ci possano essere maestre che prendono a botte i bambini, che li allontanano dai loro giochi, che li tengono in batteria legati come se fossero galline e che li costringono a mangiare il proprio vomito non è ammissibile. Un abbraccio virtuale ma sincero a tutti i genitori che oggi hanno sofferto per aver visto quei filmati, che oggi sono così tristemente di culto su Youtube.
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Pubblicato il 05/12/2009 da kaos | Permalink | Commenti (3)
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Chi ha incastrato Peter Pan non è adatto ai bambini?
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Moige, Programmi Out del Novembre 2009
1. Prendere o lasciare, dal lun al ven ore 20.30 Italia1 2. Il Grande Fratello, il lunedì ore 21.10 Canale 5 3. Uomini e donne, dal lun al ven ore 14.45 Canale 5 4. Domenica 5, la domenica ore 14 Canale 5 5. Chi ha incastrato Peter Pan, mercoledì ore 21.10 Canale 5
E' sempre bello vedere un programma per bambini e fatto da bambini non adatto per i bambini stessi. E' cannibalismo, o qualcosa di tristemente simile.
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Pubblicato il 04/12/2009 da kaos | Permalink | Commenti (2)
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Musica che cura: lode a Manuel Agnelli (ma anche...)
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Ieri ero presente all'evento Musica che cura all'Auditorium Giovanni Agnelli di Torino. Evento benefico a sostegno di CasaOz, centro diurno che ospita bambini malati e le loro famiglie in orario diurno. Un sollievo, un aiuto, un modo per sentirsi meno soli.
Atmosfera notevole, immaginate che il concerto è stato realizzato in una struttura dedicata solitamente ai concerti di classica. Acustica notevole, ospiti deliziosi, tutti coordinati da Boosta, mente elettronica dei Subsonica (poteva vestirsi meglio, eh?).
Tra tutti si è distinto Manuel Agnelli, il front man degli Afterhours. Ero pronto ad accogliere quintali di stecche e invece niente. Interpretazione magistrale, apprezzata da tutti. Quando un'artista è affermato, è come un panino con gli stessi ingredienti, non è facile che ti colpisca come se fosse la prima volta, e invece. Ottimo anche Samuele Bersani, sempre ineccepibile Giuliano Sangiorgi e carismatico all'infinito e oltre Jovanotti, vestito in modo notevole: il calzino rosso che stacca tra il completo grigio e la scarpa nera è classe pura.
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Pubblicato il 04/12/2009 da kaos | Permalink | Commenti (3)
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Hiv: alcuni luoghi comuni duri a morire
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Nel 2008 si registrano ancora 3-4 mila nuovi sieropositivi, per un totale di circa 120 mila sieropositivi viventi. E parliamo solo di coloro che sono stati individuati come tali. Il 2008 ha avuto una lievissima flessione, ma ci sono stime che arrivano fino ai 6000 casi nuovi all'anno.
Uno dei nuovi problemi più importanti è legato (per fortuna loro, per disgrazia di chi ha rapporti non protetti con soggetti hiv+) la maggior possibilità di sopravvivenza di chi ha contratto il virus. Chi vive di più con il virus, contagia potenzialmente di più.
Per questo è necessario abbattere molti dei fottutissimi luoghi comuni. Anche io, come voi, sbaglio e ho sbagliato. Ma, a volte, si è sempre in tempo per recuperare no? :)
- Avere rapporti mutuamente monogamici non basta per essere protetti dal virus. E' necessario che entrambi i partner siano sani perché periodicamente controllati. L'amore non è una garanzia, come non lo è nemmeno la fiducia. Il virus non è uno sentimentale.
- Se sei in coppia e per qualsiasi fottuto motivo hai avuto la malaugurata idea di tradire la tua/il tuo partner e non usi il profilattico (per il sesso vaginale-anale-orogenitale), tendenzialmente ti sei mezzo a rischio e puoi mettere a rischio il tuo partner. Quindi, se proprio non vuoi dirlo alla tua lei o al tuo lui, fatti le analisi, almeno. O falle in modo periodico, se il tradimento è reiterato :)
- Se sei sieropositivo e hai rapporti sessuali più o meno occasionali, obbligati e obbliga all'uso del profilattico. Non aspettare che il partner ti chieda di usarlo. Non mettere a rischio gli altri, anche se non si rendono conto e non sanno in che guaio si stanno mettendo. In che guaio li stai mettendo.
- Il profilattico per tanti è solo un oggetto costoso che mette in pausa l'atto sessuale e ne diminuisce la sua animalesca naturalità. Educatevi ad usarlo, costringete e costringetevi ad usarlo. Sono certo che sia molto più antipatico e noioso sapere di essere infetti. Sono peraltro certo che con l'abitudine all'uso del preservativo, non vi renderete più conto della differenza.
- Avere comportamenti scorretti per alcuni è la normalità, per altri è una tentazione alla quale è spesso difficile desistere. E' molto più divertente (è meno trasgressivo ed eccitante per molti, me ne rendo conto) quando si è certi di essere al sicuro e di aver messo al sicuro (con opportune analisi) la persona che si ha di fronte.
A seguire 10 regoline (ufficiali) per l'uso corretto del preservativo :D
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Pubblicato il 01/12/2009 da kaos | Permalink | Commenti (3)
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Strafatti, traduzione di Buzzed. Con la Iena Matteo Viviani
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Ieri sono andato all'incontro Feltrinelli per la presentazione del libro "Strafatti" della Springer editore, casa editrice specializzata in libri di divulgazione. Il testo è stato curato nella sua edizione italiana da Michele Simonato dell'Università degli Studi di Ferrara tradotto dal celebre testo americano "Buzzed", ormai storia del Paese a stelle e strisce.
Bene: a incentivare l'interesse verso questo libro, la Iena di Italia 1 Matteo Viviani, che molti di voi ricorderanno per i suoi numerosi servizi dedicati all'uso di droghe, tra i quali quello dedicato ai nostri sanissimi parlamentari. Ha scritto l'introduzione al testo, e dichiara di averlo persino letto che sappiate che moltissimi non lo fanno.
Una premessa, poi andiamo ai contenuti. Ho fatto alcune foto, le prime, con il cellulare nuovo. Fa schifo la fotocamera dell'Htc Hero. Quindi se fate molte foto con il cellulare, magari che vi possono essere anche utili sul web, lasciate perdere. Una digitale senza flash non serve a niente.
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Pubblicato il 27/11/2009 da kaos | Permalink | Commenti (2)
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Rignano Flaminio, nei panni di un bambino
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Nonostante abbia di meglio da fare, tipo preparare l'esame e andare in palestra, mi sento in dovere di parlare di questo triste caso di Rignano Flaminio. Ovviamente le mie accuse vanno solo ai media.
A Matrix Enrico Mentana usa l'avverbio fatalmente per spiegare che l'uso mediatico del caso è una sorta di conseguenza inevitabile. Forse, perché no.
La cosa che più mi colpisce è che continuano in ogni telegiornale e in ogni speciale dedicato a far vedere i giochi dell'asilo, le pareti esterne e interne dell'edificio, a dire la parola pedofilia con musiche tensive mentre si vedono dei bambini censurati mentre giocano in cortile. E la disperazione degli accusati pochi secondi dopo.
Ecco: sappiamo bene che i bambini di oggi sono molto svegli e ricettivi. Ma dico io: nessuno ci pensa che lo stato emotivo raccontato dai media che scaturisce ansie e preoccupazioni nei membri della famiglia di un piccolo cucciolo di uomo possa ripercuotersi sul bambino? Mi spiego meglio.
Mi metto nei panni di un bambino, magari un po' più grandicello dei 3/5 anni: vedo i giochi che mi piacciono tanto, vedo una scuola molto simile alla mia con i disegni sui vetri, percepisco i miei genitori preoccupati e ansiosi. E così triste vedere i luoghi dove mi diverto? E' perché i bambini (magari sono i miei amichetti, hanno il grembiule uguale!) non si vedono in faccia? E come mai dopo le immagini di quella scuola si vedono dei poliziotti e delle signore che urlano impazzite?
Questa eccessiva esposizione negativa dell'asilo non potrà creare qualche paura inopportuna nei bambini? Siamo sicuri che siano troppo piccoli per capire o troppo grandi per non fraintendere? Non c'è nessun rischio che i bimbi inizino a vedere inconsciamente con paura il luogo dove dovrebbero essere totalmente sereni e spensierati?
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Pubblicato il 08/01/2009 da kaos | Permalink | Commenti (2)
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