L'ospitata a X Factor di martedì del donnone ha destato molto scalpore nel popolo di Facebook e di Twitter. Vi prego di leggere i migliori commenti che ho letto in giro per la rete rivolti nei suoi confronti. Ne potrebbe nascere un discorso alla Chuck Norris.
Sono rimasta molto colpita dalla linearità dei ragionamenti di Anna Oxa, non facevano una piega. (Geppi Cucciari)
Ma il discorso alla Oxa gliel'ha scritto Isabella Santacroce?
Anna Oxa è sicuramente una testimone di Geova.
Quando Anna Oxa avrà 70 anni, Anna Tatangelo ne dimostrerà 210.
Nella prossima puntata di Super Quark: AnnaOxa è in realtà lo zombie rifatto di Nefertiti.
AnnaOxa senza sopracciglia sembra un gatto egizio.
Quando ero piccolo adoravo da matti sdraiarmi a terra e cantare. Lo facevo sempre, anche guardando fuori dalla finestra o pedalando in bici: era la mia passione. I ricordi di maggiore divertimento dell'infanzia sono quelli dove sono da solo che strillo una brano di serie B sentito in televisione, ricordando solo un pezzo del ritornello e ricantandolo da capo all'infinito, con mamma di là che sosteneva tenera il mio talento (che non ho, credetemi).
Facevo tutto questo per combattere la noia. Era bello vivere quelle giornate infinite quando dovevi inventarti qualsiasi cosa aspettando che arrivasse la cena. Passavo un sacco di tempo dopo il bagno con l'asciugacapelli acceso puntato verso i piedi o piuttosto con la testa dentro il cestello chiuso della lavatrice in azione.
Appoggiavo il capo durante la centrifuga e il mio cervello in quel turbinio si rilassava, puro godimento per la mia mente che è sempre stata così frenetica. Ho continuato ad avere quell'abitudine fino ai primi anni di università, quando una piccola forma di depressione mi stava uccidendo. Era il mio rifugio senza pareti.
Quando ero piccolo mi nascondevo dentro lo sgabuzzino e inventavo mondi, al mare usavo il bordo del letto per creare giochi senza giocattoli e compiacermi del divertimento che provavo. Non sono mai stato solo, ma ho cercato spesso la solitudine per costruire una forma tutta mia di serenità.
Mi capita ancora oggi, all'alba dei miei 27 anni che non mi pesano nemmeno un po', di ricercare ancora quei momenti così speciali. Passeggio con un percorso prestabilito da anni per la mia città, mi fermo delle ore davanti alle edicole a scrutare la disposizione delle riviste una per una. Guardo le persone attorno a me e per qualche attimo cerco di essere loro per capire se la vita di quei volti ha qualcosa di tenero da regalarmi.
La mattina, l'ho fatto giusto ieri, faccio spesso un conto mentale alla rovescia per togliermi le coperte che ho addosso. La sostanza della vita sono tante cose infinite, ma sono queste stupidaggini i momenti in cui sono mi sento vivo, nonostante tutte le paure per il futuro e le aspettative che forse deluderò e l'incertezza costante sul da farsi.
Le giornate oggi non sono così lunghe e il mondo non è più una proiezione della mia mente come vorrei. Purtroppo o per fortuna. Nel frattempo, oggi ho approfittato di questa giornata per ritornare bambino insieme a voi. Tanti auguri a me.
Perché da molti molti mesi aspettavamo un film con una storia, e questa ce l'ha ed è nuova, coinvolgente.
Perché riesce ad essere un film americano senza diventare americanata.
Perché Leonardo Di Caprio è di una bravura imbarazzante.
Perché la protagonista di Juno Ellen Page è ipnotica. E come fa la stronza saccente lei, la sanno fare davvero in pochi.
Perché lascia con il fiato sospeso dall'inizio alla fine. C'è qualcosa che non rimane chiarissimo e qualcosa ancora che non torna. Ma è il giusto antipasto per un secondo (potenziale) capitolo ancora più studiato e macchinoso.
Sono infastidito dal fatto che Syusy Blady faccia la pubblicità della Q8 fa ancora coppia con Patrizio Roversi quando sanno pure i muri che si sono lasciati da tipo qualcosa come più di 5 anni. E poi due amanti dei viaggi che sponsorizzano la sostanza più inquinante al mondo: insomma sono cose moralmente importanti. Non so se sono più indignato per il duo trash o per l'uccisione del pianeta.
Da quando è ufficiale che andrò ad abitare solo, ogni negozio di qualsiasi cosa possa entrare nella mia casa come mobile o attrezzo o suppellettile o niente, è diventato per me di estremo interesse. Sapete qual è la prima persona a cui ho detto direttamente che "fuggirò di casa"? La panettiera. Ma vi pare possibile? È che sono convinto, ma mi fa così strano dirlo in giro che mi sa di tradimento. Non so perché.
"Ti sei esibito meglio l'altra volta" non è un giudizio, è un diversivo.
Non criticare i concorrenti li sterilizza.
Alzare le aspettative su un cantante non aiuta il favore del pubblico.
Alla fine vuoi vedere che quella che si sbilancia di più è la Tatangelo?
Le critiche devono essere costruttive e dirette, non generiche.
Non criticare i concorrenti crea sconforto. Non è che bisogna inventarsi le critiche come ad Amici, ma alzare un minimo l'asticella creativa delle osservazioni fatte è doveroso.
Le parole utilizzate non sembrano quelle di persone esperte, anche se lo sono o quantomeno lo dovrebbero essere.
I giudici mi paiono più concentrati sul far passare i ragazzi alla puntata successiva con brani "di fiducia" piuttosto che sull'ottimizzare la qualità delle esibizioni.
L'assenza di capacità critica non la vediamo noi, ma i concorrenti che li guardano con imbarazzo sentendo dei complimenti che non meritano
Perché la prima puntata avevano qualcosa da dire e poi basta?
"Ti vorrei vedere su altro" non è un giudizio, è un altro diversivo.
Saper cantare è ovvio, quindi darlo per complimento è inutile.
L'unico giudice autorizzato ai complimenti dovrebbe essere il capo-squadra, ma nemmeno sempre.
I maestri di canto hanno il bavaglio? Ci piacerebbe sentire il loro parere tecnico, ma tecnico davvero.
Ci frega poco del giudizio "vocale", ci interessa capire il percorso fatto insieme, la riuscita delle intenzioni, le peculiarità dei brani, gli arrangiamenti. Non è un karaoke.
Quando un gruppo di persone guarda X Factor e nessuno è daccordo minimamente con alcuna opinione dei giudici, vuol dire che c'è un problema.
"La canzone non è nelle tue corde", non aiuta il cantante che in quel momento è interprete ed è responsabile della buona riuscita di un brano diverso dal suo genere. Quindi non sia dia la colpa al brano, perché una canzone non ha responsabilità totale.
Il buonismo era morto in tv e in definitiva, è resuscitato ad X-Factor.
"Andrete lontano" non è un giudizio, è una bugia legalizzata.
Premessa: Non conosco Sandra Mondaini, non conosco a fondo la sua situazione, sono pensieri che si slegano da lei e sono pensieri sui quali cerco un confronto, non voglio fare moralismi o accuse. Vi prego di non fermarvi al titolo. Lo dico per porre l'accento sul fatto che il fumo dal mio punto di vista è un carnefice ma anche un consolatore, come la maggior parte dei vizi. E questo che mi fa arrabbiare, non il fatto che una signora anziana e molto malata con pochi mesi di vita decida di distrarsi con una sigaretta (che forse non è nemmeno più in grado di fumare, tra l'altro). In una foto di un giornale di gossip di questa estate, Sandra Mondaini, abbastanza devastata nel fisico e nel volto, fumava una sigaretta dopo essersi ripresa dai recenti problemi di salute che l'hanno costretta in ospedale per molti giorni, dopo le già note costrizioni in carrozzina.
Io sono uno di quelli all'antica che pensa che una persona non dovrebbe fumare, anzi, penso che possa fumare in generale ma che debba prendere in considerazione seria il fatto di smettere quando le condizioni di salute non sono ottimali.
Mi sono confrontato un po' ed effettivamente molti (fumatori) mi hanno detto: "È anziana, è piena di dolore psicologico (per la morte del marito) e fisico (per il cancro curato e per i gravi problemi respiratori), ma gliela vogliamo far fumare una bella sigaretta?".
Ma certo, ci mancherebbe. Non so voi, ma se fossi stato uno dei suoi figli adottivi, nel caso specifico Raimond che l'ha accompagnata al parco a Milano 2, gliel'avrei strappata di mano. Non sono per l'egoismo che vince sul dolore. Ma veder morire una persona e lasciare che si dia una mano con il mio silenzio, no, non lo accetto.
Sono per la tutela assoluta della salute, specie in situazione di grave malattia se non è terminale, ovviamente. Affrontare la vecchiaia e i gravi problemi lasciandosi andare in balia della morte che arriva è un errore. C'è tanto tempo per morire e se non ci sono condizioni di grave sofferenza, terminale appunto, tutelarsi per quello che si può è importante. Capisco anche che a volte la volontà e le forze vengano meno, specie quando ti è morta da poco la persona che hai più amato nella vita. Ma Sandra non era una persona sola ed era circondata da tanto amore.
Per quello le foto di questa donna malata con la sigaretta in mano mi hanno fatto male. Nel rispetto della sua vita artistica e umana, rara e preziosa. E lo penso da molto pima che morisse. Lo pensiamo un po' tutti.
Premettendo che la prossima volta che dalla sua bocca esce una frase patetica di cui non controlla la portata trash penso che potrei impiccarmi con un cavo usb, ecco i 10 video/brani più scottanti, amati, selezionati della nostra amica Tatangelo, ribattezzata Lady Tata.
Al decimo posto "L'amore più grande che c'è", video "live" televisivo. "Non so fermarti ora, come vorrei, non ti ho abbracciato forte come tu vuoi, non l'ho fatto mai". Al nono posto "Qualcosa di te", nel video ufficiale. "Resto fermo qui, quasi immobile, è un momento importante per noi". All'ottavo posto "La più bella". "Mamma tu per me sei la più bella, sei più bella di una stella". Al settimo posto "Colpo di fulmine", live a "Top of the pops". "Crudeli, bastardi, come questo colpo di fulmine". Al sesto posto "Profumo di mamma". "Qui c'è qualcuno che bussa, ma non alla porta, è dentro di me". Al quinto posto "Lo so che finirà". "Lo so che finirà e sarà forte il mio dolore, per questo grande amore".
Al quarto posto "Un nuovo bacio". "Allora sì, io devo dirtelo, mentre provavo a non pensarti, ti pensavo sempre più". Al terzo posto "Il mondo è mio", colonna sonora di "Aladin". "Il mondo è mio, è sorprendente accanto a te, se salgo fin lassù, poi guardo in giù. che dolce sensazione nasce in me". Al secondo posto "Quando due si lasciano", nel videoclip ufficiale. "Lo sai, mi hai lasciato un grande vuoto dentro che non va più via" Al primo posto "Ragazza di Periferia", nel videoclip ufficiale. "Siamo noi la vita che fa vivere nel cuore questo amore incancellabile"
(Ho un problema temporaneo con l'upload immagini e l'Htc era settato senza flash ma me ne sono accorto troppo tardi, quindi siate pazienti) :D
Arrivo alle 9 e 20 alle Gru di Grugliasco a Torino (perché io il sabato di mattina invece di dormire faccio le code) e trovo questo.
Complimentandomi per le sette bellezze dell'uomo al centro della prima foto, un gentile dipendente del negozio, anche se eravamo al fondo della fila, sopraggiungendo ci ha offerto da mangiare.
Di solito non mi piacciono molto i croissant, ma a caval donato...
Non più di mezzora dopo l'ora di apertura, alle 10 e mezza, arrivo all'ingresso. Insomma, niente folle esagerate e situazione solita che molti conoscono già. I dipendenti applaudono, urlano, si complimentano per aver raggiunto il negozio. Che cosa americana. Avete presente una puntata di Extreme Makeover Home Edition?
Insomma, l'euforia del primo giorno di scuola.
Niente, entriamo e prendiamo una maglietta. Una L uguale per tutti targata LeGru e American Apparel, che fa modelli enormi. Vabbeh, ce ne faremo una ragione.
Negozio bellissimo, personale sorridente e volutamente rappresentativo di tutte le tipologie di utente: 20enni, 30enni, giovani con lo stile rapper, giovani con i rasta, ragazzi decisamente sovrappeso, ragazzi omosessuali, ragazze nerd alternative.
Insomma, più che una scelta del personale, sembrava un casting per Lost.
In pratica volevo comprarmi tutto. Ma non avevo poi bisogno di nulla e quindi ciccia. Ma è stata una esperienza simpatica, soprattutto durante la coda. Sai quando guardi le code su Youtube all'estero e pensi che aspettare un'ora per vedere un negozio o comprare un prodotto sia da stupidi? Ecco fatto.
Cose tecniche: tantissimi pezzi per ogni prodotto da provare. Prezzi competitivi e in alcuni casi minori rispetto ai rivenditori, specie nei pezzi di ricambio (cosa ovvia forse che prima di oggi non potevo sapere).
Importante, visto che me lo chiedono tutti: sì, vendono anche prodotti non Apple. Sono quelli autorizzati e disponibili anche sull'apple Store, come le cuffie di Lady Gaga.
C'è veramente tutto, ma la superfice del negozio non è sconfinata. Mi pare di aver capito da qualche dipendente che la parte posteriore ha magazzino e tutto quello che riguarda la formazione, la riparazione, il cambio e il relax dei dipendenti.
Interessante è il fatto che è molti clienti non sono magari degli Apple User ma sono molto curiosi e chiedono qualsiasi cosa. Insomma, tutti sanno cos'è un iPhone e questo tipo di negozi permettono di aprire un po' le prospettive su tutti i prodotti e sui migliori accessori e periferiche.
Ho molto gradito. Ci tornerò appena passata la sbornia per vedere tutto con maggiore calma.
Alla fine l'ho cominciato. Sincero: avevo dei pregiudizi notevoli. Ho la cattiva abitudine di diffidare dai libri scritti da blogger. Penso maliziosamente che certe opportunità nascano dalla visibilità del nome prima ancora che dalla qualità di ciò che si sta scrivendo.
Premesso che pure io voglio diventare uno scrittore blogger perché fa tanto nobilitazione e prestigio, salvo che poi se è la tua opera prima guadagni poco e niente ma vedere un tuo libro alla Feltrinelli potrebbe indure chiunque ad orgasmi di vanità.
"Il grande elenco telefonico della terra e pianeti limitrofi (Giove Escluso)" di Gianluca Neri (Macchianera) è sicuramente un libro pop e non un opera letteraria in senso stretto. Gioca con astuzia e furbizia e diventa divertente perché si pone come obiettivo il non dire mai cose scontate. Un dialogo tra spocchiosetti che vogliono avere ragione a tutti i costi.
Dà la sensazione di un lavoro scritto con semplicità e piacere, ma di quella essenzialità che non è indotta per sortire l'effetto sperato. È una lettura che nella sua scorrevolezza non sfora mai nella stupidità. Non narra vicende in senso stretto, ma come dicevo è una conversazione di quelli che potrebbero tranquillamente sbarcare a teatro. Ecco, è un romanzo teatrale.