Francesco Testi è il Conte Francesco Pigna su Canale 5
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Ieri, distrattamente distratto tra una pubblicità e l'altra dell'Isola dei Famosi, mi sono imbattuto in una faccia conosciuta. Adesso mi direte che ho scoperto l'America e l'acqua calda e la ruota e che il fuoco brucia, ma ci sono arrivato da solo senza usare Wikipedia e quindi a me grande onore e gloria. Ho un cervello stupido che, per le cazzate, funziona sempre.
E quindi che succede? Succede che vedendo lo strepitoso "Caterina e le sue figlie 3", roba che a livello di trama e di recitazione fa LETTERALMENTE accapponare la pelle, primeggiava consumato un simpatico attore di terzo pelo. Ecco, tra i più bravi a recitare (dico davvero, il livello di Iva Zanicchi è manco mia madre a fare la bond girl) c'era Francesco Testi, Grande Fratello 7.
Visto che ha già un fisico di merda, hanno deciso di presentare questo sedicente Conte Francesco Pigna con quel tocco di pelo che oggi sembra essere così tornato di moda. Il risultato, come sempre in questi casi, è umiliante.
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Pubblicato il 04/03/2010 da kaos | Permalink | Commenti (9)
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Paranomal Acticity non fa paura ai cretini
Pubblicato in: Cinema
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Ho visto, seppur in estremo ritardo rispetto all'uscita nei cinema, Paranormal Activity. Vorrei dire a tutti quelli che dicono "ah, ma non fa pauraaa" con tre A per rimarcare la certezza della propria opinione, che fare un film terrorifico con due soldi e tre attori è veramente difficile. Il rischio di sforare nel ridicolo è dietro l'angolo in ogni momento. Specie se come in questo caso si tratta di temi non propriamente di zecca. Ho apprezzato recitazione, scelte registiche, la volontà di non mandare la storia in vacca sul finale perché è finita la voglia di inventare e con essi i soldi. Inquietudine costruita con maestria, Paranormal agisce sul nostro più grande terrore infantile: la violazione del proprio nido nella notte, dormendo inconsapevoli. Bello.
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Pubblicato il 01/03/2010 da kaos | Permalink | Commenti (2)
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Be Stupid: Diesel e il concetto di stupidità
Pubblicato in: Notizie ed opinioni
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Non volevo fare quello all'ultima moda che coglie una campagna appena esce. Perché io sta campagna Diesel l'ho vista dappertutto ma non mi ha lasciato un metro di giudizio definitivo da proporre sulle pagine del blog. Oggi, mentre facevo la cacca, mi è capitato sotto mano il mensile maschile "IL" de "Il sole 24 ore". In una rubrica di Walter Mariotti si fa una bella analisi della campagna, breve ma intensa, che vi sottopongo. Trovo che sia totalmente condivisibile ed esaustiva:
Il furbo critica, lo stupido crea. Il furbo ha cervello, ma gli stupidi hanno le palle. Sìì stupido. Noi siamo con gli stupidi. Diesel, marchio di qualità e successo globali, colpisce al cuore del nostro tempo elevando la stupidità a categoria egemone, precondizione per qualunque successo ma, ancora di più, via per l'autenticità, la verità, il ritorno a un mondo antico e migliore. Insieme con l'elogio (pubblicitario) della stupidità, c'è il dileggio della smartness, cioè l'intelligenza, la capacità critica.
Per Carlo Maria Cipolla, economista e intellettuale insuperato, lo stupido è "una persona che causa un danno a un'altra persona o gruppo di persone snza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sè o addirittura subendo una perdita". Senza dubbio, non sarà questo il destino del committende della pubblicità in questione, che al contrario riscuoterà molto successo. Anche perché ormai lo stupido è il normotipo globale. L'etimologia aiuta. Stupido deriva da un verbo del tardo latino che vuol dire essere stordito e non saper dominare le situazioni che accadono intorno a lui o magari grazie a lui. E' stupido l'asino di Buridano, che non sa scelgliere tra due fasci d'erba. Ma anche l'uomo di Italo Svevo, che davanti a un bivio non sa dove andare e resta immobile.
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Pubblicato il 23/02/2010 da kaos | Permalink | Commenti (4)
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Valerio Scanu ha davvero un bel fisico
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 Fare il gioco dell'indignazione equivale a fare il gioco di chi pensa Sanremo. La partecipazione di Valerio Scanu ha portato ascolti e la sua vittoria ha portato guadagni in televoto. Finché ci saranno personaggi che faranno muovere le dita sui telefoni e fanno rimanere stabili sui telecomandi, non ci sarà soluzione migliore. Come voi sapete il televoto è riservato ai maggiorenni, ma uno come Valerio Scanu sarà certamente sostenuto per lo più da adolescenti under 18.
Questa strategia vincente è frutto di un compromesso che ha i tratti di una incontrollabile illegalità. E Sanremo non è che l'ultimo dei programmi che fa leva su questo, è un problema generalizzato della tv italiana. Detto questo, la meravigliosa Antonella Clerici (avete notato anche voi che recupero di bravura giorno dopo giorno?) lo ha liquidato in tre minuti come mai nella storia di Sanremo. Ha dato il giusto peso al momento. Nessuno.
E detto tra noi, Scanu: la Amoroso, sta canzone, la canta meglio di te.
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Pubblicato il 21/02/2010 da kaos | Permalink | Commenti (11)
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Sanremo 2010: Antonellina, datti una svegliata
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Antonella Clerici sta ad un programma impostato quale Sanremo 2010 quanto un muro portante ad una casa in disfacimento. Resiste, ma nel complesso non regge. Il gobbo elettronico è il male del nuovo secolo, una droga che nemmeno Morgan nei tempi peggiori. Se ad una spontanea togli la spontaneità e le metti tre ore di cose comodamente da leggere, il risultato è grottesco. Verve sotto i piedi. Continuamente rivolta in alto a guardare la stampella, che dovrebbe essere un aiuto e non l'oggetto a cui è rivolta l'unica e sola attenzione. Male, molto male. Non guarda gli ospiti, non guarda i cantanti, tira il collo e pensa che vada bene così. No. Una simpatia da cinque minuti dopo una brutta notizia non è quello che ci aspettiamo. Sanremo non è la telepromozione del sorbetto.
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Pubblicato il 17/02/2010 da kaos | Permalink | Commenti (4)
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"Tra le nuvole": licenziato è senza valore?
Pubblicato in: Cinema
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Spero non vi sia mai capitato nella vita di essere licenziati. Fine, caput. Un dolore che ti fa subito tirare fuori il luogo comune: se non lo hai provato, non puoi immaginare cosa si prova. Ecco. "Tra le nuvole", che ho visto in ritardo rispetto alla data di uscita, rende colui che licenzia (George Clooney) il centro assoluto - mai nemico - attorno al quale ruota vicenda, il sicario del toro senza palle. Un film che fa del cinismo un'arma di valorizzazione, tanto da rendere il licenziato, fino alla fine, vittima di un sistema di cui non è responsabile. Ma che guarda caso, gli rovina la vita in soli due minuti. Win for life al contrario.
L'ex lavoratore è comparsa, carne da macello che rientra tragicamente nel "purtroppo è così che gira il mondo". L'eleganza e la ricchezza del contesto attorno al quale ruota il protagonista riesce a focalizzare in lui un senso di colpa che è lo stesso che avrebbe un veterinario nella soppressione di un'animale più vivace degli altri negli ultimi istanti di vita.
Nonostante questo, trovo altresì vero che il licenziamento, nella sua drammaticità - e partendo dal presupposto che uno su mille se lo può permettere - rappresenta soprattutto in età non avanzata un'occasione. Un modo per rimettersi in discussione, per ricominciare a respirare. So che è esiste un libro, mi pare che si chiami "Adesso basta!", che devo leggere perché è di Chiarelettere ed è praticamente un best seller, che racconta proprio di questa filosofia di vita folle e coraggiosa, nella quale si lascia tutto - lavoro e carriera - per ritrovare se stessi.
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Pubblicato il 16/02/2010 da kaos | Permalink | Commenti (2)
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San Valentino e le varie forme dell'amore
Pubblicato in: Gay and the city, Personal pages
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Le occasioni e le ricorrenze, dal mio punto di vista, sono momenti che ci rendono vivi. Però San Valentino spesso non è sempre la festa degli innamorati, ma la festa di chi compra un regalo importante alla persona che sopporta solo per non farla incazzare. E' la festa di chi si ritrova in ristoranti zeppi d altre coppie, passando ore a criticarle per cifre da capogiro. E' la festa di chi mette dell'intimo sexy per impreziosire una vita sessuale di coppia ormai solo nostalgica.
Peraltro odio il luogo comune secondo il quale "non bisognerebbe festeggiare l'amore solo a San Valentino ma ogni giorno". No: perché l'amore è anche attrito e scontro. Anche odio e rifiuto, a volte. L'amore è un'avventura che non ha niente di favolistico, se non nel filtro percettivo di chi vive i sentimenti. L'amore che però torna sul piano della realtà solo in occasione di San Valentino, è un riscontro fragile che appartiene alle coppie mediocri. Una festa, poi, che unifica e uniforma l'amore come se fosse codificato strutturalmente ne riduce l'innegabile complessità.
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Pubblicato il 14/02/2010 da kaos | Permalink | Commenti (2)
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"La prima cosa bella" e la morte dei propri genitori
Pubblicato in: Cinema
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Premessa - Non so di cosa parlo, forse - Potrei risultare inopportuno
"La prima cosa bella" di Virzì è la poetica esemplificazione filmica di un momento che per tutti è stato o sarà passaggio fondamentale e tragico della nostra esistenza. Per questo mi sono sforzato - per una fottuta volta nella vita - a capire loro, i miei genitori. E da qui la riflessione che vi propongo.
Sono arrivato, e mi costa dirlo, alla conclusione che noi figli siamo chiamati a comprendere i loro limiti, la loro semplicità, la difficoltà oggettiva nell'essere come o vicini a noi. Prendiamo spesso il nostro comportamento, quello della quotidianità, ad esempio retto di una pratica che dovrebbe essere la più giusta, la più condivisibile. Il modo giusto di vedere le cose.
Trasformiamo i nostri mezzi culturali, intellettuali e psico-fisici nella loro frustrazione. Non verremo mai capiti, non verremo mai compresi, non saranno mai come vorremmo. Ci hanno rovinato la vita. Ci vergogniamo a raccontarli per come sono profondamente.
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Pubblicato il 11/02/2010 da kaos | Permalink | Commenti (5)
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Valerio Pino e Martina Nadalini di Amici 9: solo sexy dance?
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Mi ero ripromesso di non guardare più Amici, ma ieri era nei preparativi per la lunga settimana di lavoro, mi sono messo lì a vedere che succedeva. La cosa che mi è più saltata all'occhio di tutte è che quest'anno, per la prima volta nella storia di Amici, i ballerini professionisti sono meno bravi che in passato.
Esclusi Kledi Kladiu e Anbeta Toromani più qualche infiltrato del corpo di ballo di Daniel Ezralow, la sensazione è che la qualità si sia pienamente abbassata. A tal punto che persino i ballerini studenti, mi riferisco soprattutto al bravo Stefano De Martino, sembrano pienamente livellati ai loro "punti di riferimento".
Di danza io ci capisco come Barbara D'Urso di giornalismo di inchiesta, ma sono talmente poco esperto che se me ne accorgo persino io che ognuno balla come gli pare assolutamente non a tempo, siamo alla frutta. Dall'elenco escludo subito Mariottini, che tutti pensano che sia il danzatore del nuovo secolo e invece è dinoccolato che manco uno con il gesso. Detto questo, due rimangono al centro della mia attenzione: Valerio Pino e Martina Nadalini.
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Pubblicato il 08/02/2010 da kaos | Permalink | Commenti (12)
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