lunedì 16 gennaio 2017

10 cose che odio di chi usa Instagram




È forse il periodo storico nel quale sono più motivato su Instagram! Non so se esserne felice o magari farmi una vita come tutti gli altri. Da quando sono arrivate le Instagram Stories, sono successe due cose: ho mollato Snapchat (ricordate quando tutti sfottevamo Instagram per aver copiato spudoratamente il fantasmino? Ecco) e ho iniziato a seguire con più attenzione alcuni profili per me interessanti, "abbonandomi" ai loro aggiornamenti quotidiani.

Oggi posto molte più foto rispetto al passato, non ho guadagnato molti follower perché nessuno ha trovato ancora un preciso motivo per seguirmi (forse non c'è e non ci sarà) ma in compenso ho conosciuto meglio tante  persone, aumentando con loro conversazione e scambi, chiedendo consigli e facendomi aiutare se ho delle difficoltà. Insomma, ho fatto rete.

Da amante dei social network, ho iniziato a riflettere su quali cose di questo micro-cosmo mi piacciono e quali meno. Oggi vi spiego quali sono le cose che mi piacciono meno. Non è hating rivolto a specifiche persone (un po' sì) ma è anche auto-analisi. Dirò tante volte "Odio": ovviamente è tanto per dire. Non odio nessuno, anche se c'è chi prova strenuamente per raggiungere l'obbiettivo.


1 - Odio chi ignora commenti e messaggi.
Mi rendo conto che le "star" di Instagram sono bersagliate da quintalate di messaggi e commenti, per lo più basati su un cuoricino, un ortaggio e un "ti amo, sei stupendo/a", quindi rispondere non ha molto senso. Ma tranne in rarissimi casi, non sei Chiara Ferragni e non sei Fedez. Ho notato che molti utenti di Instagram aprono un canale comunicativo solo perché sono curiosi di scoprire chi li contatta. Poi, dividono gli sfigati da chi vale la pena considerare. Fanno classismo in base ai follower che nemmeno in una puntata di Black Mirror. Ve lo giuro, è vero. Poi, in caso, rispondono. Ho sempre pensato che i social network abbiano rappresentato l'inizio della fine del divismo. Chiedere attenzioni e poi non restituire un ciao quando arrivano dei feedback, anche scemi, è un po' contro le logiche per le quali io, ad esempio, utilizzo il mezzo. E tu sei una testa di cazzo.

2 - Odio chi non fa capire chi è e cosa fa nella vita
È un problema anche di altri social network, anche di Twitter. È chiaro che non tutti hanno voglia o possono rivelare cosa fanno nella vita, ma ci sono molti casi di utenti che non parlano nemmeno dei loro hobby, delle cose che amano fare. In pratica, usano Instagram come se fosse uno specchio nel quale guardarsi, un po' come fa la strega di Biancaneve. Ci "scaldano" le reazioni solo se sono numericamente rilevanti, se i commentatori sono "pregiati", se si crea consenso attorno a noi. Poi quelle persone le incontri e non sanno nulla di te, nemmeno se ami andare al giapponese o meno (amo andare al giapponese), se ami le commedie o i drammi (amo tutto). Il sospetto è che quel vuoto, in alcuni casi, non sia solo riservatezza ma vuoto e basta.

3 - Odio chi cerca solo "quella" cosa
Non è un mistero. Instagram è un canale che mette al centro la bellezza delle cose, ma soprattutto delle persone. Quell'autostrada a 5 corsie chiamata "selfie mezzo spogliato" (o RZCZ, così l'ho battezzato) è il modo più semplice e efficace per arrivare davvero a tutti, ma a chi? (con il tono di Valeria Marini). Gente che al 90% non vorremmo nemmeno incontrare per sbaglio da lontano in Posta. In questo periodo sto scoprendo un sacco di profili che hanno enorme successo partendo da presupposti completamente differenti, mettendo al centro la propria arte, il proprio talento, magari con la macchina fotografica, magari con una matita, a volte un forno in cucina, a volte con una protesi a una gamba. A volte ci dimentichiamo che "sembrare" come gli altri ci renderà solo delle copie appannate e banali. Dei wannabe più sfigati di chi fa i profili di coppia su Facebook.

4 - Odio chi segue tutti
In passato ne ho anche parlato, è una cosa dalla quale sto guarendo anche io. È davvero importante, per la propria salute mentale soprattutto, seguire bene poche persone che ci interessano piuttosto che seguirne tantissime in malo modo. Prima della fine del 2016, ho cancellato più della metà delle persone che seguo su Instagram perché inattive, noiose, perché facevo finta di essere loro amico e viceversa. Ho scoperto un feed più pulito e vicino ai miei gusti. L'antipaticissima "pulizia contatti" la dovremmo fare molto più spesso, almeno una volta al mese. Ci fa godere di più il posto dove ci troviamo e dopo un po' di tempo avremo dato più attenzioni alle persone di cui siamo "fan".

5 - Odio chi se la studia troppo
Grazie all'avvento delle Instagram Stories, sono uscite allo scoperto le persone che vivono i social network interpretando un personaggio che non corrisponde alla verità: seguono uno specifico copione. Nella maggior parte dei casi, sono persone adorabili nella vita reale, che nel virtuale diventano le loro parodie: una fiera di ammiccamenti e finzione finalizzata a non si sa bene cosa per risultare più simpatici, più accattivanti e non riuscendoci in nessuno dei due casi. È verissimo che ormai la tendenza si è spostata verso chi fa foto e video molto elaborate dove ogni cosa è del tutto perfetta, ma si sta erodendo la spontaneità, quella che ci fa affezionare alle persone. I "finti" verrano presto sostituiti dal prossimo "finto" un po' meno noioso del precedente.

6 - Odio i provocatori "piccati"
Non c'è cosa più odiosa, forse è una delle cose che odio di più, ovvero quelli che stanno sui social network accendendo il petardo nel guanto sperando che non scoppi in mano. Quando parli a 100 persone, 50 se ne fregheranno, 40 si faranno silenziosamente un'idea e gli altri 10 risponderanno a quella provocazione, nel bene o nel male. Mi è capitato ultimamente di vedere nelle Stories delle domande poste a chi li guarda, rispondere e ricevere messaggi tipo "Guarda che lo sapevo!". Ma ti rendi conto? Scattano così, figurati se una volta nella vita magari li critichi. A volte alcuni utenti ci vogliono fan silenziosi, perché mettersi in discussione o essere gentili non fa proprio parte del loro modo di essere. Consiglio: smettete di seguirli, sgonfierete (anche se di poco) il loro ego.

7 - Odio chi non distingue il vanto dall'orgoglio
Uno dei problemi maggiori dell'utenza su Instagram (che è solo la prosecuzione della società reale) nasce da chi guarda con invidia quello che fai, sempre e comunque. Hai una gioia? Meglio non dirla. Hai una soddisfazione lavorativa, umana, un amore per Dio? Meglio lasciar perdere e non far sapere. Questo atteggiamento molto "soldi sotto al materasso" fa parte (a mio avviso) di una società regredita che coltiva l'odio. È chiaro che l'ostentazione va condannata quando è ingiustificata e fine a se stessa, ma se decido di espormi e ho dei motivi di orgoglio che nascono e muoiono con l'idea di farlo sapere a chi amo e chi mi stima (o penso mi segua perché mi stima), per me non ci devono essere filtri. Ma "il mondo" non è fatto come vorresti, baby.

8 - Odio chi vede sempre e solo il marcio
Noi esseri umani abbiamo un difetto, non sappiamo mai accettare che le persone abbiano una vita "normale", serena, senza per forza gli scheletri dentro l'armadio. È chiaro che i social network sono più economici e divertenti di una rivista di gossip, ma troppo spesso il confronto tra le persone su certi utenti si basa solo sulla loro demonizzazione. «Sì, bravissimi, eh? Però sapessi...». A volte dovremmo provare a vedere le cose con un po' meno di malizia. E se quella malizia fosse giustificata? Ogni essere umano, per fortuna, ha la sua "dark side". Dovremmo imparare a non puntare il dito solo su quella degli altri.

9 - Odio chi demonizza chi sta su Instagram
Siamo delle menti molto strane, noi umani. Ci capita spesso di conoscere persone che diventeranno nostre amiche grazie ai social network e persone che proprio grazie a Instagram (o Twitter o Facebook) entrano nella nostra vita in un rapporto sentimentale. Il meccanismo è frequente e ho sentito mille volte storie simili: ci siamo appassionati alla vita e alla persona "esposta" e poi, una volta "nostra" vorremmo che sparisse da qualsiasi posto on-line. Non si contano le liti tra persone che iniziano a vedere "quello che sei sul web" in modo distorto portandolo nella realtà come una zavorra. Se la vostra ragazza o il vostro ragazzo inizierà a credere di più a quello che mostrate e meno a quello che dite con il cuore in mano guardandoli sinceri negli occhi, ecco, magari non vi ama. O non si fida più di voi, che è quasi peggio.

10 - Odio chi fa diventare Instagram un eremo
Questo è un problema serio che riguarda molti dei social network, un problema del tutto contemporaneo e secondo me gravissimo. Non è normale che una persona molto inserita sui social, che naturalmente avvicinano persone simili e con le tue stesse passioni, abbia nel cuore delle voragini di solitudine che non lo lasciano respirare. È chiaro che non tutti gli interessi sono corrisposti (lavorativi, amorosi, sessuali o amicali che siano) ma se l'incontro non è il fine ultimo, anzi, se queste app ci rendono solo più distanti, quante opportunità stiamo perdendo? A volte serve avere ben chiaro l'obbiettivo che hanno questi mezzi virtuali: farsi conoscere, conoscere, imparare, insegnare, appassionare, unire. Se abbiamo 10 mila follower e 0 spalle sulle quali piangere allora è meglio spegnere tutto, uscire di casa e ritrovarsi.