martedì 28 febbraio 2017

Please like me: ama la vita, anche se fa schifo



Dopo quattro stagioni, la serie australiana è ufficialmente conclusa. Non so se avete visto «Please like me» (gli episodi sono tutti su Netflix) ma non è importante: oggi non sono qui per consigliarvela. Se volete vederla, almeno non fatelo per me.

Non ve la consiglio perché vi porterà tanta tenerezza e risate, sicuramente, ma anche tanti momenti di dolore, ma non come in una serie strappalacrime. Scrivo per raccontarvi cosa ha dato a me e cosa ha portato nella mia vita. Non ve la consiglio per un solo motivo: quando spegni il televisore, te la porti appresso, la devi gestire come uno zaino che pesa e quando finisce, è un macigno. Se hai voglia di affrontarla, invece, allora guardala subito e fallo senza paura.

Mi sono documentato un po', ho letto varie cose. È scritta dalle stesse persone che la recitano e ha avuto un percorso travagliatissimo nonostante sia low-budget. Ve la spiego in poche parole. «Please like me» parla dell'amicizia tra un ragazzo gay e un suo coetaneo etero. L'obbiettivo, secondo quanto dichiarato da chi l'ha pensata, è dimostrare che questo genere di relazione uomo-uomo, così insolita negli stereotipi comuni, non ha proprio niente di eccezionale.

martedì 14 febbraio 2017

San Valentino 2017: cos'è l'amore?


Anche se l'amore non lo puoi di certo definire o comprare, con il tempo ho capito è la cosa più ricca che può esserci nella vita: ha così tanti dettagli, tempi, chimiche e fatti che non puoi vedere e controllare... non è una cosa che c'è, è una cosa che accade. L'amore non inizia e non finisce con una storia, ma è la somma di tutto l'amore che nel passato ci è stato dato e la sottrazione di tutto l'amore che spesso ci è stato tolto. È talmente inafferrabile e fallibile che viene da chiedersi se esista e se valga la pena battersi per esso.

Una persona non amata è una persona meno viva, meno forte, meno serena, meno sicura. È un periodo durissimo per chi ama, perché abbiamo tutti gli strumenti per fingere di compensare la nostra solitudine. Ci facciamo dire che siamo belli da volti sconosciuti ogni volta che lo vogliamo, aspettiamo piovano complimenti simpatici con un click, simuliamo notti d'amore che non esistono, possiamo illudere il mondo che siamo felici quando non lo siamo affatto. Poi, quando si scarica il cellulare, attorno a noi rimane un silenzio che se non sei pronto ti accoltella.

L'amore non è la cura a tutto questo, l'amore è un impegno non scritto e non del tutto voluto verso una persona con la quale decidiamo di condividere tutto, quelle somme e quelle sottrazioni, quelle voragini e quei riempitivi. Immagino un rapporto come uno scambio di bagagli tra due persone che percorrono lo stesso sentiero. Io porto sulle spalle il tuo bagaglio, tu porti il mio, ma non so cosa porto sei non sei tu (e solo tu) a farmi scoprire cosa diavolo ci hai messo dentro. Quella zavorra sulle spalle, il più delle volte, dovrà essere leggerissima.

Gli innamorati sono quelli che condividono tutto, sempre, non ci sono i "non detti" e non ci si protegge dalla verità, mai, a costo di farsi male. Gli innamorati danno molto di più di quello che l'altra persona desidera e quasi si vergognano per quanto sono fortunati a ricevere così tanto senza meritarselo. L'amore è toccarsi le mani e parlarsi con i polpastrelli, abbracciarsi la notte quando l'altra persona trema, guardarsi negli occhi e dirsi "domani andrà meglio". 

Il mondo attorno non è un nemico ma è la vita. Gli innamorati non si chiudono in una bolla perché sono autonomi, sanno camminare e correre da soli, ma nonostante questo non sanno fare a meno l'una dell'altra. Gli innamorati non hanno paura di dire "Ti amo", non hanno timore di chiedere "Scusa" e dopo una brusca frenata dire "Ripartiamo". 

Sanno capire anche quando è il momento di dire "Basta".

Gli innamorati hanno esigenze semplici ma ruoli nobili, gli innamorati sono amanti, amici, fratelli e sorelle ma non devono ricoprire altri ruoli. Gli innamorati devono passare il tempo ad amarsi e non perderlo in distorsioni.

L'amore non è la cosa più bella del mondo. È innanzitutto la cosa più spaventosa, preoccupante, è la cosa nella quale bisogna mettersi di più in gioco, nella quale devi ridiscutere completamente te stesso, fare a pezzi le tue certezze e costruirne di nuove. L'amore è il luogo dove scopri chi sei, cosa vuoi e cosa ci fai, qui, adesso, di fronte a me. L'amore diventa la cosa più bella del mondo se decidi di stare alle regole di un gioco senza regole, anzi, con due: quella del rispetto e quella della tenerezza.

Vivere l'amore, essere innamorati, celebrare l'amore è una fortuna, certo, ma è anche il frutto di una pianta ben curata. Io la metto al sole, tu la bagni, io la sposto dalla bufera, tu togli le foglie morte, io metto terreno nutriente, tu lasci gli insetti utili: insieme aspettiamo che torni sempre fiorita. L'amore vivo è qualcosa di cui bisogna andare fieri, perché l'amore è orgoglioso anche se non è esibizionista. Se sei innamorato o se sei innamorata, oggi insegna come si fa a chi non è più capace ad amare, digli cosa si sta perdendo. Spero che questo giorno dell'amore non sia ricco di "Ti amo", ma più ricco di "Io per te ci sono sempre". Io, per te, ci sono sempre. 

Perché tutte queste parole, non rimangano parole.



lunedì 23 gennaio 2017

Come ritrovare i calzini spaiati o l'amore


Questo weekend l'ho passato tutto a fissare calzini bellissimi nella loro solitudine e inutilità. È un problema conclamato: non riesco a far stare insieme due calze nuove per più di 10 giorni. Sto cercando dei perché, come Dana Scully e Fox Mulder in X-Files.

Ho voluto trasformare questa riflessione totalmente inutile in una cosa semi-seria e per questo ho interpellato l'unica persona che conosco la quale non ha mai perso nemmeno un calzino nella sua vita: mia madre. Le ho chiesto «Perché?»

«Perché sei un pasticcione, Ale».

Potremmo chiudere tutto e tornare a casa già così. E invece no.

lunedì 16 gennaio 2017

10 cose che odio di chi usa Instagram




È forse il periodo storico nel quale sono più motivato su Instagram! Non so se esserne felice o magari farmi una vita come tutti gli altri. Da quando sono arrivate le Instagram Stories, sono successe due cose: ho mollato Snapchat (ricordate quando tutti sfottevamo Instagram per aver copiato spudoratamente il fantasmino? Ecco) e ho iniziato a seguire con più attenzione alcuni profili per me interessanti, "abbonandomi" ai loro aggiornamenti quotidiani.

Oggi posto molte più foto rispetto al passato, non ho guadagnato molti follower perché nessuno ha trovato ancora un preciso motivo per seguirmi (forse non c'è e non ci sarà) ma in compenso ho conosciuto meglio tante  persone, aumentando con loro conversazione e scambi, chiedendo consigli e facendomi aiutare se ho delle difficoltà. Insomma, ho fatto rete.

Da amante dei social network, ho iniziato a riflettere su quali cose di questo micro-cosmo mi piacciono e quali meno. Oggi vi spiego quali sono le cose che mi piacciono meno. Non è hating rivolto a specifiche persone (un po' sì) ma è anche auto-analisi. Dirò tante volte "Odio": ovviamente è tanto per dire. Non odio nessuno, anche se c'è chi prova strenuamente per raggiungere l'obbiettivo.

lunedì 9 gennaio 2017

40 Buoni propositi nel 2017 adatti proprio a tutti




L'inizio del 2017 per molti è il 9 gennaio grazie a un fortunato weekend che nemmeno un assenteista della pubblica amministrazione avrebbe pensato così furbamente. Da qui iniziano i nuovi propositi, quell'elenco di cose che di norma non rispetteremo e che diventeranno fonte di frustrazione e malessere. Un malessere che cercheremo di nascondere rimandando a domani, dopodomani, al prossimo mese, al prossimo millennio piuttosto che rispettare la parola data a noi stessi. 

Per questo anche io volevo la personale lista di buoni propositi. Poi ho pensato che iniziare l'anno già così autoreferenziale fa molto 2016 e ho scritto una lista di buoni propositi adatta proprio a tutti, anche a te che mi stai leggendo e non ci conosciamo. Ci riuscirò? Molto probabilmente no, ma se in almeno una di questa intenzioni ti ritroverai, capirai che in fondo, sotto sotto, non siamo così diversi.