lunedì 11 aprile 2016

Io e Clash Royale abbiamo un problema


Oggi parliamo di giochi poco impegnativi che ti fottono la vita. La premessa è che gioco da quasi due anni a Clash of Clans ma io e lui abbiamo avuto sempre un rapporto piuttosto conflittuale. Lo prendo, lo mollo, lo riprendo. Ma alla fine, posso pure nascondermi dietro un dito, ma ci gioco da così tanto tempo che la nostra è a tutti gli effetti una relazione alla luce del sole e ci sono i presupposti per il matrimonio.

Da quando ho un cellulare con le app, anche se Snake rimane sempre il mio gioco per cellulare preferito (quasi pari merito con la versione digitale del "Bantumi" africano per il 3310, ma vabbeh quello non ve lo ricordate), questo gioco rimane in assoluto il più giocato, il più a lungo: più di Angry Birds, più di Piano Tiles, più dei 150 mila giochi pubblicati da Ketchapp, molto più di Subway Surfer o Temple Run (che non so perché, non mi è mai piaciuto).

Sicuramente anche più di Candy Rush Saga perché è quello che più di tutti ti induce matematicamente a spendere dei soldi per andare avanti: ho la sensazione che i livelli siano pensati per non essere finiti se non dopo un certo numero di tentativi. 

Una volta, qualche anno fa, ho pure speso dei soldi per quel gioco. Che vergogna, da quel giorno non spendo un euro per i free-to-play, l'ho promesso a me stesso. Ma veniamo al motivo di questo articolo, miei cari lettori nerd che non siete altro.

Un giorno mi arriva la notifica di Clash Royale e lo scarico curioso. Quel gioco, a oggi e lo dico dopo averci giocato tantissimo, è la cosa più furba e bella che si potesse fare con un gioco free to play fino a oggi. Per chi non lo conoscesse è un gioco dove devi "abbattere" tre torrette avversarie usando dei personaggi di un mini mazzo che crei tra una selezione di personaggi. 

I personaggi crescono e diventano più forti con il tempo (non man mano che li usi), si combatte (quasi) sempre e solo con avversari reali. Insomma, è la trasposizione "sportiva" dei classici giochi da computer che oggi il mondo come "League of Legends". Nel mondo delle app la tendenza a copiare, ispirarsi a ciò che ha successo è la norma. Qui la Supercell secondo me ha fatto un lavoro eccellente. Ha preso il successo (smaccato) di Heartstone, l'ambientazione del loro Clash of Clans, l'atmosfera da e-sport di League of Legends e ha semplificato tutto fino all'essenza.

Il gioco è semplice: prendi il personaggio, lo metti in gioco dove vuoi nel campo di battaglia e fa tutto da solo in base a dei parametri prestabiliti. Le partite durano al massimo tre minuti e i personaggi da scegliere per giocare sono relativamente pochi. Ha un sistema di creazione mazzo talmente immediata che ci potrebbe giocare anche un bambino, rendendo "Clash Royale" sia superficiale che abbastanza profondo. I mazzi di alto livello non sono tutti uguali e pieni di "epiche", ma si lavora anche con le carte che hai dal giorno uno. Le carte e i personaggi definiscono la strategia di gioco, non la forza del tuo mazzo.

I soldi da dove arrivano? È chiaro che spenderci dei soldi, un po' come in Clash of Clans, accelera la crescita del personaggio, la probabilità di avere personaggi nuovi e più forti. Mi è capitato da poco, arrivando nell'arena 4 (per ora ce ne sono 8), di trovare degli avversari con dei personaggi che io vedo nelle partite dell'arena 8. Un po' come facevo in Heartstone, non me la prendo troppo: è il prezzo da "non" pagare quando decidi di usare un gioco ben fatto, gratis.

"Clash Royale" è dilagato in maniera anomala, tanto che continuo a vedere in metro e in giro, un sacco di persone giocarci, anche ragazze. Secondo me ha dato una mazzata pesante a un sacco dei giochi citati in precedenza. Con oltre 10 milioni di download, è diventato in pochissimo tempo un gioco di riferimento per i videogiocatori "casuali" e più "navigati". Quando arrivi a un risultato del genere, hai vinto tutto. Speriamo che il livello del gioco rimanga sempre alto e attraente come è ora. 

Leggevo che stanno immaginando una modalità a torneo "paritario", quindi dove non usi le tue carte ma i giocatori sono a armi pari... insomma, il bello deve ancora venire.