venerdì 27 giugno 2014

La solitudine di tutti su Instagram


Innanzitutto guardate il video, è la cosa alla quale tengo di più

C'è un tema a me molto caro (quello sull'uso dei social) e questo video rappresenta molto bene il mio pensiero. Ho una teoria, che è quella avvallata da questo video che è molto più vero della fiction che vuole sembrare. Ovvero che esiste una disparità tra quello che facciamo sembrare di noi sui social e quello che siamo veramente.

Quello che facciamo sembrare, purtroppo, è molto guidato dai like. In alcuni casi è "controllato" da essi e in un attimo...addio spontaneità.

Sono attratto dalle TwitStar, dalle Instagram Star in particolare, e con il tempo mi sono posto delle domande. Cosa stanno comunicando con le loro foto? A chi stanno parlando i loro post? Cosa vogliono da noi? La risposta a queste domande in parte, la ho.

Le motivazioni sono tante, ma tra le righe ho letto spesso due parole: vanità e solitudine.

È come se ad un certo punto non stessimo più comunicando con qualcuno, ma ci stessimo specchiando con noi stessi. A volte quel ritratto non dice niente, come quando la mattina ci vediamo in bagno nudi di fronte al lavandino. Non c'è niente da raccontare.

Ma quella foto appena svegli, per alcuni, diventerà così importante da sopraffarlo.

Ho notato che i profili (non professionali) di maggior successo, spesso fanno capo a persone che si rappresentano per lo più da sole, in case o ambienti esterni vuoti, in situazioni di grande impatto estetico e di grande desolazione. Una stanza quindi, una sfera di isolamento attraverso il mezzo telematico che si estende dal nostro corpo al punto più lontano dove arriva la fotocamera o la nostra parola.

La gara, alla fine, sembra essere nella lotta per chi ha la bolla più bella.

Ma quando la fai scoppiare e provi a avvicinarti a quella persona realmente, cosa rimane?

L'ho chiesto, ad alcune persone.

Spesso mi è stato risposto che c'è molta ansia nel riuscire a dare dal vivo la stessa impressione che si offre nella virtualità. Missione impossibile se quello che mostri non è quello che sei. Non è un caso che molti di loro diventino poco reperibili, difficilmente avvicinabili.

Se la tirano? No, hanno paura di deludere i "seguaci". Sono persone tremendamente insicure e timide fino all'ossessione. E quell'esposizione mediatica, il più delle volte, non è una cura.

Non voglio fare di questo tema un dramma, magari esagero, ma spero di non far parte di quella generazione che da vecchia sarà consapevole di aver vissuto più intensamente la rappresentazione virtuale di se stessi, con molte più "gratificazioni" e "soddisfazioni" rispetto alla vita reale.