lunedì 2 settembre 2013

Lady Gaga all'iTunes Festival 2013 è mia nipote di 7 anni



Oggi parliamo di 
iTunes Festival - 1 settembre 2013 - Lady Gaga

L'obiettivo delle nostre vite non è salvare l'Italia, ma trovare difetti a Lady Gaga. È questo l'esercizio di stile a cui noi italiani, madonnari e mestieranti dal click facile su Twitter giochiamo spesso (me compreso, chi non ha peccato, scagli la prima pietra) per trovare il marcio nella pop star femminile più brava e capace e divertente e (aggiungi un complimento) degli ultimi anni. Questa sera ha proposto 8 tracce, ne pubblicherà 15 in «Artpop» quindi c'è ancora molto da scoprire.

Ecco cosa ha cantato, con micro classifica:

Aura (Secondo Posto)
MANiCURE (Sesto posto)
ARTPOP (Settimo posto)
Jewels and Drugs feat. T.I, Too Short and Twista) - (Ottavo posto)
Sex Dreams (Terzo Posto)
Swine (Primo Posto)
I Wanna Be With You (Quarto posto)
Applause (Quinto posto)

Lady Gaga (dal punto di vista musicale/visivo) ha proposto nulla di più di ciò che abbiamo già visto nei suoi ultimi (e ormai non più recenti) live. Ha sempre questo desiderio fortissimo di comunicare, di parlare a voce e senza cantare, di far capire che la sua non è "soltanto" musica, ma un atto di devozione verso il suo sogno reale, verso il pubblico che oggi ha conquistato, verso se stessa anche e quell'ego che un po' ci disturba (quando ci mettiamo nudi su Instagram, invece...).

Blablabla, anche meno, ti prego canta.

Che poi alla fine anche chi se ne frega: alla fine ti porti a casa molte più cose, ci pensi il giorno dopo mentre fai colazione, mentre leggi il giornale dall'ultima pagina per vedere le notizie di spettacoli.

Il punto è io sono un fan della Lady Gaga baraccona, quella che la butta in caciara vestita come una pazza uscita dall'ospedale psichiatrico un minuto prima. Ecco, quella lì è morta e me ne sono fatto una ragione. Oggi, di contro, la Germanotta porta con se non tanto quell'Artpop sucatello metodo Abramovic tanto chiacchierato e che tutti cercano in ogni sua performance, ma la nudità (e il successivo trasformismo) della sua persona. Fa vedere i suoi capelli da bidella della Marco Polo (la mia scuola elementare, che tenerezza, ero obeso, lasciamo perdere), mostra le sue chiappone da cavalla da corsa senza preoccuparsi di nulla e di nessuno, canta inseguendo le atmosfere dark del rock e non quelle rosa del pop.

Insomma, Gaga avrà tolto gli intro ai videoclip che ci scioglievano nell'acido l'anima, ma l'essenza è la stessa. È una ragazza che gioca con molti più giocattoli di qualsiasi altra popstar al suo livello. Usa il palco come camerino, fa un po' come gli pare. Si fa portare via da un ballerino presa dalle parti intime, si diverte e gioca con il suo talento. Stacca teste alle Sirenette prima che possano tornare a parlare, mette maschere da porcello. Insomma, mia nipote di 7 anni.