giovedì 24 gennaio 2013

Grazie Tiziano Ferro, grazie



A volte è proprio importante aprire le orecchie e fermare le mani, vivere momenti come l'intervista a Tiziano Ferro di poche ore fa a Le Invasioni Barbariche come un momento in cui avremmo potuto anche tranquillamente tacere. E ascoltare.

Ci riusciamo a lamentare anche di fronte ad una storia di uno che ha appena finito di vendere 360 mila copie (in Italia) del suo ultimo album che un giorno trova un veicolo televisivo credibile e autorevole per dire la sua gioia nell'essere gay, la bellezza del comunicarlo ai quattro venti con orgoglio ma soprattutto con una serenità e un sorriso che dietro i vostri pc chissà se l'avete.

È stata una di quelle rare volte dove anche io ho preso il mio tablet e l'ho posato a terra. Vi ricordo che Daria Bignardi è stata una delle prime presentatrici che ha portato in televisione una coppia gay, lo ricordo bene: si tenevano per mano e a un certo punto si sono dati anche un bel bacio in un periodo dove il bullismo televisivo era all'ordine del giorno.

La parole "amore" è stata detta più volte della parola "omosessuale". Non è mai stata usata la parola "condizione". Ecco, questa è una rivoluzione, essere in tv e farlo diventare quello che deve essere: uno strumento di racconto che possa far crescere senza spettacolarizzare troppo, con ironia e contenuto.

Ha fatto più politica Tiziano Ferro parlando di se stesso tra Grindr e "posteriori" di quanto Renzi abbia fatto nella sua mezzora di equilibrismo. Sono uno che crede molto nelle favole, è un mio difetto, ma la vostra lente di ingrandimento, la ricerca ossessiva del neo più grosso degli altri, lo sguardo dall'alto verso il basso, mi preoccupa.

Ricordatevi che questo che voi chiamate "populista in cerca di promozione" è quello che sta portando in casa della gente comune, non nel vostro mondo artificioso fatto di tante belle parole e pochi fatti, la figura di uno che ama gli uomini fuori da qualsiasi cazzo di cliché. Grazie Tiziano Ferro, grazie.