mercoledì 23 gennaio 2013

10 sfighe (meno una)

È un periodo un po' così, un po' come quando le ciliegie una tira l'altra, io in questo periodo ho un cattivo rapporto con la fortuna. Per questo motivo ho deciso di esorcizzare la sfiga raccontandovene dieci che ho avuto nell'arco della mia vita.

Sono tutte vere, tranne una. A voi scoprire quale. Chi mi conosce bene, saprà già la soluzione, o forse no? Il mistero si infittisce.

  1. Nel parcheggiare l'auto a casa, tiro giù una fotocellula del cancello elettrico. E rifaccio una parte della fiancata. E non avevo bevuto, cosa che peraltro non sono solito fare.
  2. Sono rimasto chiuso nella doccia di una palestra per 20 minuti perché sì è bloccata la manopola per l'apertura. Per calmare i nervi, ho rifatto la doccia per un totale di 40 minuti, uscendo poi con metodi poco ortodossi. 
  3. Mi è caduto il cellulare nella tazza del cesso. La prima cosa che ho fatto per evitare il dramma è stato provare ad accenderlo, provocando un corto circuito irreversibile. Ovviamente è caduto perché una delle poche prese libere in quel momento era quella del bagno poco sopra il lavandino, a pochi passi dal cesso. E la furbizia è il mio punto di forza.
  4. Una sera, mentre ero in scooter, mi è cascato dalla giacca il portafoglio con all'interno un abbonamento mensile Eurostar non duplicabile e tutti i documenti. Dopo alcuni minuti me ne accorgo, torno indietro e lo trovo esattamente al centro della strada. Intonso. Erano le due di notte per fortuna.
  5. Scendo da un treno dopo un lungo viaggio e appena uscito dalla stazione mi rendo conto di aver dimenticato una delle due valigie sul treno. Tornato indietro, la ritrovo aperta con tutti i vestiti spalmati sotto i sedili. Mancava solo una cintura, di pelle. 
  6. Una sera ho deciso che dovevo lavare i piatti e chattare contemporaneamente con un amico. Sono riuscito a far scattare un corto circuito rompendo tre tasti del MacBook perché conversavo allegramente con lui digitando sulla tastiera con le mani piene di sapone per piatti, una sostanza che ho saputo poi che fa più danni di un martello. 
  7. Mi ritrovo dentro la stazione di Milano Centrale senza soldi, con il cellulare scarico e il bancomat rigato. Recupero il biglietto grazie a un amico che lo compra con il mio account on line e salgo su un treno per il Veneto. Dovevo andare a Torino. 
  8. Faccio un maxi ordine di vestiti on line. Indico come indirizzo di arrivo il numero civico sbagliato, che peraltro nemmeno esiste. Un pacco l'ho recuperato in una sede dislocata della Bartolini, un altro rimborsato, un altro perso per sempre, soldi e merce.
  9. Uso un paio di cuffie sul Macbook. Le stacco e il filo si spezza. Il risultato è un jack infilato nell'ingresso audio che non si è riusciti in nessun modo a togliere, nemmeno al centro di riparazione autorizzato. Provvidenziale è stato il contributo di un orologiaio che ha poi sistemato il problema. Nel frattempo il Macbook percepiva la cuffia e l'audio era, per così dire, fottuto.
  10. Per raggiungere un posto nel nord del Piemonte, infilo per due volte l'autostrada sbagliata. In pratica sono dovuto tornare al punto di partenza e rifare tutto da capo. Alla terza, arrivo al casello e non avevo un centesimo di moneta per pagare. Mi fanno passare, ma con lo sguardo peggiore mai visto a un essere umano. Poteva andarmi peggio?