lunedì 28 ottobre 2013

Il mio GamesWeek 2013: la fiera e i videogiochi


Ah che bello! (Occhi sognanti). La Games Week di Milano quest'anno era ancora più bella e ricca dello scorso (ma anche di quello precedente). Visto che molti di voi non ci sono stati vi dico un po' com'è andata, cosa mi è piaciuto e cosa meno. Ma in generale vi racconto un po' di cose che mi sono capitate una volta in loco. Il tutto senza aver dormito la notte per lavorare a X Factor, quindi ero annebbiato e molto provato, ma siamo ancora qui a raccontarlo.

  • La fila all'ingresso arrivata fin fuori la struttura. Mi presento il primo giorno alle 9.40 e trovo la coda più lunga che abbia mai visto in vita mia. Il motivo era l'omaggio di "Call Of Duty: Ghosts" (un gioco che a me interessa meno di chi ha vinto Miss Italia) ai primi 500 presenti allo stand che provano il gioco. Un delirio, mi hanno raccontato che ci sono state anche delle risse, hanno spaccato un pezzo della struttura. Insomma, non è che crei un black friday in salsa tamarro-geek e poi ti aspetti che arrivino con le pattine ai piedi e un fiore in bocca. 
  • Lo stand Nintendo. Un colpo basso, quest'anno lo stand Nintendo era davvero gigante e pieno di giochi. Ho visto/provato il gayissimo "Bayonetta 2", il divertente "Donkey Kong Country: Tropical Freeze", il complicatissimo "Scribblenauts Unlimited" il nuovo "Il professor Layton e l'eredità degli Aslant", "Zelda: The Wind Waker HD". Insomma, mi è venuta una voglia matta di prendermi una Wii U ma ho tenuto duro. La lista di giochi in coda mi guarda malissimo.
  • Watch Dogs. Non l'ho provato in mano mia perché si trattava solo di una dimostrazione di gioco live ed è andata benone. In 15 minuti di presentazione, dopo 2 ero già totalmente immerso in quel mondo a metà strada tra Infamous e Assassin's Creed e ora non vedo l'ora di giocarci. C'è una cura dei dettagli e le opportunità di gioco sono così ampie da lasciarti senza parole.
  • Skylander Swap Force. "Chi mi segue sa" che è la mia nuova ossessione. È troppo divertente da giocare in multiplayer e niente, è un mondo che non so per quanto mi affascina parecchio. Ovviamente non comprerò il nuovo capitolo finché non ho finito Giants!
  • Ho provato la X Box One e la PS4. Per X Box One ho provato uno di quei giochi che effettivamente non è che sono stato proprio un furbacchione, infatti ho fatto una ventina di minuti con "Zoo Tycoon" (quindi non è che mi sia fatto un'idea molto chiara di cosa avevo per le mani), invece per la Play ho giocato a "Battlefield 4", e vi dico solo che dopo 10 minuti avevo mal di testa perché vedevo i panorami e mi venivano le vertigini, combattevo e mi sentivo dentro una realtà aumentata. Insomma, sconvolgente. 
  • Mediaworld. Io contentissimo del ritorno di Mediaworld alla fiera e spero che torni tutti gli anni. Gamestop proponeva sconti ridicoli nell'edizione appena passata e un atteggiamento verso i clienti pessimo. Mediaworld, a mio avviso, ha fatto il solito ottimo lavoro. Tutti i giochi scontati a livello dei prezzi Amazon e ogni giorno di fiera ha proposto delle offerte pazzesche. Io ho preso "Just Dance 2014" a 39 euro invece di 50 (era uno degli sconti meno grossi, d'altronde il gioco è uscito da pochissimo) e due "Skylander Giants" a 5 euro l'uno invece di 14.
  • La mia pessima opinione sulla saga Final Fantasy continua. Non vi dico la noia nel provare "Lightning Returns: Final Fantasy XIII" e nel veder giocare alla riedizione in HD di Final Fantasy 10. Volevo tagliarmi le vene dalla depressione. Estetica 100, coinvolgimento ludico -2 milioni.
  • La Milka ti riempiva di cioccolata. Non so se era autorizzata a farlo, ma per togliersi dalle scatole la cioccolata, l'addetta alla distribuzione dava 5 confezioni test di Milka Snax a testa (sfoglie di mais ricoperte di cioccolato, una porcata senza senso) e a fine giornata andava a tirarle addosso alla gente. È stato bellissimo.
Se vi viene in mente qualcosa che non ho raccontato, chiedetemelo pure che vi rispondo! :)

sabato 19 ottobre 2013

Le cose che ho imparato questa settimana


  1. Ci sono persone che non sanno accettare le cose come stanno. Non sanno incassare il colpo, farsene una ragione, girare pagina di fronte a una nuda verità. E poi diventano cattive.
  2. A volte abbiamo scarsa attenzione per le persone. Pensiamo che non siano in difficoltà mai, che stiano sempre bene. E invece sono ferite, stanno male. E noi non le aiutiamo, pigri.
  3. Una grossa parte degli artisti italiani che incontri crede di essere migliore di te, giornalista che li va a intervistare, presupponendo che non ne capisci niente. Questa settimana, un'eccezione.
  4. Chi non si prende mai le proprie responsabilità, prima o poi deve pagarne le conseguenze. Ci vuole del tempo e tante delusioni, ma poi qualcosa cambia, finalmente. Una persona che si prende le proprie responsabilità e non si fa scivolare le cose addosso, è viva.
  5. Quando un rapporto di amicizia si strappa, io tento sempre di ricucire tutto (se possibile) il prima possibile. Quando scatta il rifiuto o si rifiuta il confronto, lo strappo diventa rottura e l'amicizia, molto probabilmente, è al capolinea.

sabato 12 ottobre 2013

Pokémon X Y: il mio day one




È un anno che aspetto davanti al GameStop il suo arrivo.

Eccolo, è lui, è arrivato.

Stamattina, contro ogni programma, mi sono svegliato tardi ma si farà, vado a comprarmi il nuovo Pokemon X Y al day one, oggi 12 ottobre 2013. Cercherò di documentare più che posso il primo approccio con il prodotto. Sì, avevo sonno, ma sono eccitatissimo all'idea di avere tra le mani questo gioco tanto atteso.

Sono un novizio, ho cominciato a giocare realmente a Pokemon solo 6 mesi fa.

E naturalmente, che ve lo dico a fare, è amore. A più tardi. Tra poco esco di casa.


Stiamo andando  verso il negozio!

11.59 - Preso! Non ci hanno dato NONOSTANTE LA PRENOTAZIONE, gli adesivi. Gli hanno finiti, a due ore dall'apertura. Tutti finiti.

15.40 - Eccomi! Naturalmente non ha preso internet finora! Eccoci con le nostre copie di Pokemon X e Y. Sono emozionatissimo, tra poco inizio a giocare.


18.00 - Niente da fare, il gioco mi ha rapito completamente. Ecco le prime impressioni: Il gioco è fluido sopra ogni aspettativa, le atmosfere sono dettagliate e coinvolgenti. Per ora non vedo ancora una grande personalizzazione dei personaggi (ma sappiamo che presto si potrà fare molto per rendere il protagonista un po' più originale spendendo un po' di soldini). 



18.59 - La grafica di combattimento è stupenda, tutto è cambiato ma è rimasto sempre lo stesso classicone di sempre. Un ottimo mix tra 2D e 3D rende questo gioco uno dei pochi con i quali viene davvero voglia di mantenere la levetta del 3D accesa sempre. Vorrei spendere due parole per le musiche, che sono davvero 10 mila passi avanti rispetto a ciò a cui eravamo abituati. Credo che ti aver detto: CHE CARINO! CHE BELLO! CHE CARINO! Per circa 10 mila volte. E sono solo all'inizio.

21.34 - Questa sera sono venuti a cena Giuseppe e Stefano, il primo dei due è morto su un divano da 12 ore e ha già 50 Pokemon allenati benissimo. È imbarazzante. Io sono ancora con il mio Chespin a Bosco Novartopoli e cercherà di godermi un po' il gioco. Come vedete ho due adesivi sulla mia 3DS, sono un regalo del gentilissimo Gianluca che carinamente li ha ceduti.


venerdì 4 ottobre 2013

I regali del mio 30esimo compleanno

Ecco cosa mi è stato regalato quest'anno per il mio 30esimo compleanno anche se complessivamente sembra che io abbia 16 anni ma esagerando, visti i graditi regali da adolescente quale sono e rimarrò fino alla morte. Tra l'altro ormai sono negli -enta e devo accettarlo.

Grazie! (Parte sigla di Ok! Il prezzo è giusto).


Zaino della DC Wheelie Print - Bellissimo e pieno di ruote da skate! Troppo carino. È un po' piccolo per portarlo nei miei viaggi milanesi ma nelle piccole trasferte sarà perfetto!



Smartbox - Peccati di gola - C'è chi si impegna (con successo) a farmi ingrassare! In pratica è un buono per due persone per andare in uno di 550 ristoranti italiani (ah, non potevo andare in tutti?) a godersi un tagliere di salumi e formaggi più un bicchiere (o più bicchieri, dipende) di vino. Ciao!



Quattro numeri uno di manga - Un gruppo di vecchi amici sa quanto ero legato ai numeri uno dei manga, anni fa li compravo tutti, anche i più brutti, e hanno pensato di regalarmi quattro numeri uno (Arago / Video Girl Ai / Tutor Hitman Reborn! / Blood Blockade Battlefront) per ricordarmi quei momenti dell'adolescenza. Ogni fumetto ha volutamente una storia rivolta a un pubblico diverso, da quello più infantile a quello più adulto. Idea fantastica!

Una volta, maledetto il giorno in cui l'ho fatto, ho detto a un mio amico: "Ma sai che questo gioco mi incuriosisce? È troppo una roba da gagni (bambini in piemontese), ma sono troppo curioso di vedere come funziona". Niente, mi ha regalato il set base e un personaggio in più, Crusher. Amo.



Fat Pack di Theros - Come avevo già detto, è un'espansione che mi ha incuriosito molto e la confezione da 9 bustine con terre, due scatoline e un dado è imprescindibile. Bellissima idea, grazie! 


Playstation Move - Ma secondo voi non lo uso? Just Dance 2014 mi aspetta e senza questo gingillo, la festa non comincia. Adesso ne ho due quindi preparatevi alle sfidone. Siete tutti invitati a casa mia per battermi. Cosa facilissima, visto che sono negato (sono un falso modesto). 



Il mio primo Sackboy! - Ma a 30 anni uno non dovrebbe volere solo cose acculturate, libri, cd di musica intellettuale, biglietti di concerti a teatro. Macché: PUPAZZI di Little Big Planet! Il regalo più dolce.

mercoledì 2 ottobre 2013

Sanremo 2014: le canzoni vietate (da regolamento)


Mi ha colpito, e ve lo riporto, il capitoletto del regolamento di Sanremo 2014 che chiarisce quali sono i tipi di contenuti che NON potranno far parte dei testi della kermesse canora che dal 18 al 22 febbraio 2013 arriverà su Raiuno con Fabio Fazio.

Mi chiedevo, dopo averli letti, se in passato queste regole esistessero nella stessa forma e formulati nello stesso modo. Eccole:

Le canzoni non dovranno avere contenuti osceni, pornografici o pedopornografici, ingiuriosi, diffamatori o comunque offensivi dell’onore, decoro, reputazione, dignità e immagine di qualsiasi soggetto o in contrasto con gli interessi materiali e/o morali dello stesso;

I brani non dovranno essere discriminatori in ragione di età, sesso, orientamento sessuale, condizioni personali e sociali, razza, lingua, nazionalità, opinioni politiche e sindacali, credenze religiose.

Sono vietate le canzoni che incitino alla violenza o all’odio, comunque motivati.

Sono vietate le canzoni che possano in qualsivoglia modo ledere, turbare o minacciare la personalità psico-fisica e/o morale dei minori; in particolare i contenuti dovranno rispettare le disposizioni di cui al Codice di Autoregolamentazione tv e minori.

Sono vietate le canzoni che inducano a pratiche commerciali scorrette e/o a comportamenti comunque pregiudizievoli per la salute e/o la sicurezza e/o la protezione dell’ambiente.

Sono vietate le canzoni di pubblicità, sia essa diretta, indiretta e/o subliminale o in genere di natura promozionale o comunque a scopo commerciale.

Le canzoni non si potranno comunque porre in violazione o elusione della legge o lesivi di diritti, anche di terzi (es. in materia di diritto d’autore e diritti connessi).

mercoledì 25 settembre 2013

Controllare la mail del partner (non è da uomini)

Crazyplantgyu - Instagram

Tanto lo abbiamo fatto tutti ma non abbiamo le palle di ammetterlo. 

Secondo una ricerca pubblicata questa mattina su Repubblica, una persona su tre è entrata almeno una volta in una mail non sua. La cosa che mi colpito di più è che se prendi un campione di 100 persone che almeno una volta hanno spiato in luoghi non autorizzati del web, 33 lo hanno fatto nella mail del proprio partner e la maggior parte di questi 33, guarda un po' il caso, sono uomini

Le donne, invece, tendono a controllare più volentieri la mail dell'ex.

Niente, ho letto questa cosa e ho pensato che sì, sono stato vittima e carnefice

Mi è capitato, lo ammetto, di controllare una volta una mail "sensibile" su sessioni lasciate aperte. Al contrario (almeno stando a dati di ammissione in mio possesso) almeno 4/5 volte.


Quando lo hanno fatto nei miei confronti e me l'hanno detto, non mi è importato molto onestamente. Mi sono sentito deluso, fortemente violato, destabilizzato. L'ho superata, diciamo che se non hai scheletri nell'armadio giganti o cose di cui ti vergogni tanto non c'è molto da temere.

Quando l'ho fatto io l'errore, quell'unica volta, è come se mi fosse crollato tutto il mondo addosso. 

Non avevo scoperto niente di che (anche se qualcosa avevo scoperto). Ma sentivo di aver rovinato per sempre (in me, soprattutto), il destino di un rapporto.

L'atteggiamento che porta al controllo e un atteggiamento di sfiducia e trovare poi la "magagna" (che ne so un tradimento, brutte parole su di noi) non ci renderà più autorizzati a fare quello che stavamo facendo. «Ti ho scoperto! Pensa se non lo avessi visto». Eh no, non funziona così.

Io penserei più che altro a quanto sono stato stupido nell'aver costruito un rapporto dove ho bisogno di guardare la mail di una persona perché sento di non conoscere a fondo il mondo interiore della persona che ho accanto. 

Dietro certe persone ci sono ben nascosti dei mostri, è vero, ma le fregature fanno parte del pacchetto. E bisogna accettare che prima o poi possano arrivare, anche da chi non te lo aspetti. Poi puoi decidere se accettarlo o meno. 

Mi piace l'idea che un rapporto non si fondi sul sospetto. E che si lascino andare le persone che danno continuamente l'impressione di non essere trasparenti con noi. 

C'è chi l'ha fatto con me e io l'ho fatto a mia volta. Meglio così.

Il detto "Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio" fa capo a qualcosa che è ben lontano da quello che è il mio concetto di amore. Se non ti fidi di me, non abbiamo nulla da condividere.

lunedì 23 settembre 2013

Theros di Magic. Le mie carte preferite



Theros, parliamone. La prima verità è che per lavoro non ho partecipato alla pre-release, evento che non mi perdo da quando ho ricominciato a giocare a Magic con il mio gruppo di amici. Mi diverte essere preso a cartellate da gente bravissima e infognatissima che ti spiega quanto hai da imparare.

Autolesionismo a parte, è un momento importante perché inizi a avere un primo approccio alle nuove carte giocandole e non solo leggendole dalla pagina Facebook della Wizards.

Per ora, finché non arriveranno dalla Germania le mie carte nuove (ho preso il mio solito box da 36 espansioni) posso solo dirvi alcune mi hanno colpito molto, magari anche solo perché sono compatibili con mazzi che uso (io gioco, per ora, solo in formato standard). Sono molte. Eccole.

giovedì 19 settembre 2013

Ristoranti Giapponesi: i 10 finti all you can eat

Kaoskblog - Il mio Instagram :P

La moda del giapponese all you can eat è ormai diventato un must.

Sì, io sono uno di quelli che frequenta spesso questi "postacci", forse perché fin da bambino ho sempre avuto il sogno di mangiare come i personaggi dei cartoni animati, ovvero fino allo sfinimento.

Aprire un ristorante dove puoi mangiare quanto vuoi, però può essere impegnativo per i proprietari.

Perché su un 100% di persone, un buon 70% è lì per mangiare molto. No scusate, rifacciamo. Perché su un 100% di persone, il 100% è lì per SFONDARSI di cibo giapponese.

E la cosa, a volte, crea problemi.

Ne ho visti davvero tanti in questi anni e nel tempo ho raccolto 10 situazioni cardine dove "mangiare quanto vuoi" è solo una questione nominale, una favola per bambini, un'illusione ottica.

Ecco la lista degli imprevisti in cui mi sono imbattuto.

  1. "Abbiamo finito il riso". Questa è recentissima, ho fatto una prima ordinazione piccola, poi una seconda più grande. In entrambi i casi, dopo un'attesa di 40 minuti per quattro cose sono arrivati alla rivelazione più incredibile dell'universo: un ristorante orientale non ha il suo alimento principale. È come se un McDonald's non avesse più delle patatine fritte.
  2. Le attese e le ordinazioni "perse". Un grande classico. Tu fai la prima ordinazione, ti arriva tutto in pochi minuti anche se il ristorante è affollato. La seconda, stranamente, giunge a te con una lentezza epocale. E quando chiedi, ti dicono che pensavano di averti portato tutto. Sì, certo. Tipo che io una volta ho aspettato 40 minuti per una seconda ordinazione (mai arrivata). Nevrosi.
  3. Porzioni dimezzate. Dopo un "primo giro" di circa 14 pezzi, ne portano un secondo di 7. Poi uno di 3. Non potevo nemmeno scegliere cosa mangiare. Io, che sono anche cattivo oltre che affamato, chiedo ancora sushi, ne arrivano 2. E poi altri due. E poi altri due. E poi altri due. Non vi racconto la faccia del cameriere. Lo facevo apposta.
  4. Qualità con il timer. Ok che i salmoni non sono tutti uguali, ma non è normale che io debba mangiare alle 20.30 dell'ottimo salmone e alle 21.00 del salmone secco e marcio. C'è qualcosa che non torna. C'è qualcosa di perverso.
  5. "Deve finire il giro". Un ristorante ci ha proposto 7 piatti, da finire tutti prima di poter scegliere uno dei sette una seconda volta. La metà di quei piatti sono zuppe, fritti, fagioli. In quell'occasione ci siamo alzati e ce ne siamo andati prima di iniziare.
  6. Chi prima arriva meglio alloggia. Altra cosa comune capitata in più nastri. Mettono tantissimo cinese e pochissimo sushi. Così le persone cosa fanno? Si mettono all'inizio del rullo, prendono TUTTO QUELLO CHE DI ROSA PASSA e gli altri prendono le briciole. Poi vi racconto di quello che mangiava il sushi e poi posava il piatto vuoto e smoccolato sul carrello.
  7. Riso caldo. Questa è una delle più frequenti. Più chiedi cose, più il riso arriva caldo. In alcuni casi è arrivato anche bollente, con sopra del pesce crudo che cuoceva. Non riesco a credere che un ristorante avviato non abbia scorte di riso freddo misurate per le necessità.
  8. Il micro sushi. Sarà capitato anche a voi, ma alcuni ristoranti giapponesi hanno l'abitudine di portare porzioni piccolissime, ai livelli che un roll è grande quanto un tappo d'acqua (non scherzo). Anche io amo le opere d'arte in miniatura, ma qua siamo ai livelli del dileggio. 
  9. "Alle 22.30 la cucina giapponese chiude". Una volta mi è capitato di arrivare a Pisa in un orientale all you can eat che mescolava anche cose cinesi a buffet. Niente, entro alle 22.00 e alle 22.20 il cuoco della sezione giapponese stava chiudendo baracca. Fail.
  10. Il giappocinobrasiliano. Solo io potevo entrare in una churrascaria che cuoceva carne ai ferri con buffet cinese e un cuoco giapponese. Insomma, questi presentavano da fuori il ristorante con un enorme barca piena di ogni ben di Dio. Poi entri, ti siedi, e spiegano che hanno finito il pesce. Avete letto bene. Per farsi perdonare, ci hanno portato un piatto gigante pieno di gunkan. Riso, uova di pesce, tantissime uova di pesce, carne arrosto e riso cantonese. Mai più.

mercoledì 18 settembre 2013

Guida ai miei videogiochi da finire


Foto di arbeeezy_ - Instagram

Credo di aver una collezione di videogiochi (originali) non finiti. E ho un problema: ho deciso (perché la coda è imbarazzante) di non comprare più nulla fino a quando non ho finito i giochi che ho cominciato (tralasciando la prenotazione del nuovo Pokemon, non fatemi vergognare, ne vado fiero). Insomma, mi comporto come un genitore antipatico.

Visto che condividere è il miglior modo per partecipare a un comune dolore, vi dico oggi come sono messo. La situazione è grave e cerco rimedio.

Ma come fate voi a finire 100 giochi al mese senza battere ciglio?

La premessa è che ho un 3DS, un iPhone, il Nexus 7 e la PS3. Perché i videogiochi non stanno solo nelle console, naturalmente.

Aspetto di leggere anche i vostri "chiodi". E fatemi sapere un modo sano e umano per portare avanti la missione di finirli tutti entro la fine dell'anno. Missione impossibile.

Nintendo 3DS/DS

  1. The Legend of Zelda Ocarina of Time 3D (è infinito, maledizione)
  2. Il professor Layton e la maschera dei miracoli (da cominciare)
  3. The Legend of Zelda Spirit Tracks (da cominciare)
  4. Resident Evil Revelation (quasi finito)
  5. GTA Chinatown Wars (da finire da 10 esistenze)
Playstation 3
  1. Mass Effect 2 (è più lungo di un romanzo di Tolkien al quadrato)
  2. Naruto Shipudden Ultimate Ninja Storm 2 (Sono giusto all'inizio)
  3. Batman Arkham City (da cominciare)
  4. Dragon Age Origins (da cominciare!)
  5. Infamous 2 (da finire, non mi manca moltissimo, bugia)
  6. Uncharted 3 (unico gioco prestato, sta lì da 6 mesi)
  7. Lollipop Chainsaw (da cominciare!!)
  8. Mass Effect 3 (da cominciare, devo finire il 2)
Nexus 7
  1. Canabalt HD (Toccato due volte, piaciutissimo, lasciato lì)
  2. Magic 2014 (Toccato due volte, ovviamente amato, lasciato lì)
  3. Metal Slug 3 (Lo voglio finire a tutti i costi. W il Vintage Gaming)
  4. Pudding Monster (Ho un sacco di livelli da finire, è bellissimo :3)
  5. Splice (W i giochi indie, difficilissimo e stupendo, da portare avanti)
  6. Wild Blood (Bellissimo, da portare avanti e finire)
iPhone
  1. Bad Piggies (Un sacco di livelli da finire, lo adoro)
  2. Lep's World (Il Supermario olandese, sedotto e abbandonato)
  3. Badland (Stupendo, STUPENDO, sono a metà)
  4. Infinity Blade 2 (Sono a metà, da finire assolutamente)
  5. Street Figher IV (Devo finirlo con tutti i personaggi, ora solo con due)
  6. Lost Winds (Bellissimo, indipendente, mai finito)
Poi un giorno passiamo ai libri. E lì sarà l'inferno.

venerdì 13 settembre 2013

Mi manca

vini_tb - Instagram

Solitamente odio persino me stesso quando scrivo cose per cui il confine tra sentimentale e patetico è molto labile. Ieri un amico su Twitter scritto: «È bello essere considerati. Se lo fossimo dalle persone a cui teniamo di più però sarebbe anche meglio. E invece».

Gli ho risposto che mi faceva tenerezza. E lui: «Mi manca».

È difficile, se non impossibile, sopportare il silenzio di quelle persone che fino a ieri sentivamo vicine e poi, puf, sparite. Può essere graduale e delicato quanto vuoi, ma ad un certo punto quello spazio occupato diventa vuoto. Fine, non c'è più. Non ci sarà più.

Senti la sua presenza quando giri nei posti che frequenta, i silenzi diventano ancora più silenziosi, la testa fa chiasso e un punto, sempre quel punto, al centro del petto brucia forte. Lo riconosci anche in persone che ne conservano un dettaglio. Vuoi stare da solo, ma non riesci a stare da solo.

Provi i sentimenti dell'amore ma che non hanno la possibilità di andare da nessuna parte. Partono dal petto e tornano indietro. O forse rimangono lì perché non sanno dove andare. E quindi fa un casino di male. Eppure devi tornare a sorridere in modo che qualcun altro creda nell'amore che hai da dare.

Se hai già pianto, piangerai ancora.
Poi, un giorno, passerà. Non del tutto, ma passerà.

giovedì 12 settembre 2013

10 cose improbabili da leccare. Grazie Miley



È passato qualche giorno ma siamo ancora tutti traumatizzati da "Wrecking Ball", secondo singolo di Miley Cyrus che anticipa "Bangerz", in uscita tipo l'8 ottobre 2013 che già l'ho prenotato (non è vero, era per dire). Grande canzone pop e soprattutto grande videoclip ufficiale.

È piaciuto a molti, addirittura a me che dopo averla odiata dopo la sua svolta porno soft e dopo aver schifato con forza il primo singolo "We can't stop", ora aspetto l'album per sdraiarmi sul letto contornato di pupazzi e fare l'adolescente brufoloso a 30 anni.

Molto criticata è stata non tanto la scena di nudo che sai che novità è sexy come un deodorante Axe finito, ma la leccata di martello in qualità di simbolo fallico. Nemmeno Rita Pavone è arrivata a tanto. 

Visto che leccare un martello è una cosa talmente improbabile da essere geniale, ho pensavo di trovare 10 oggetti fallici che non ci verrebbe MAI in mente di leccare. Eccoli.


lunedì 9 settembre 2013

Preferisco chiamarlo bullismo (e non invidia)

@boldtron - Instagram



Avevo letto in uno di quegli articoli che parlano di come fare un ottimo blog che essere autoreferenziali non interessa a nessuno. O a pochi. O che comunque alla lunga stufa, rende tutto egomaniaco, diventi antipatico, la gente inizia a "odiarti". Potrei fare centomila esempi.

Chi porta sul web qualcosa di se stesso (praticamente tutti ormai) può fare tantissime scelte di esposizione. Quasi nulla, parziale, totale. Insomma, ognuno fa come gli pare. Di solito quello che fanno le persone è portare un'idea vincente di se stessi. 

Ecco, mi sembra di aver intuito che quella preferita da chi inizia a "odiarti" è invece l'immagine perdente, quello di chi molla la presa, di chi viene preso in fallo e non vede l'ora che inciampi. Avere un profilo basso, aiuta a avere meno rogne. 

C'è un rapporto inversamente proporzionale poi tra gli obiettivi raggiunti e mostrati a vario titolo nella vita e il senso di condivisione positiva delle tue cose con chi ti circonda. 

Il finto snobismo, la parola piccata, un lieve senso di nervosismo che aleggia, il "tanto non ha più bisogno di noi", "tanto ormai si fa il figo". 

Ma di cosa stai parlando?

Tanti la chiamano invidia, e invece è un sentimento a cui non voglio dare quel nome. Preferisco pensare che sia bullismo gratuito figlio della protezione e della "distanza" che offre il web. E anche della scarsa conoscenza della realtà.

A volte può essere frustrante non essere come gli altri, non avere quello che hanno gli altri, vivere come gli altri, essere come gli altri. A volte ho anche pianto per questo, è stato uno stimolo.

Quando le cose girano bene, chi ti circonda a volte non è felice per te. 

E se qualcuno fa qualcosa che non ci piace o ci disturba, non ci prendiamo la briga di esprimere a parole chiare il disappunto con la persona. E nemmeno smettiamo di calcolare la persona che a suo modo "ci offende". Tiriamo sassi avvelenati e scappiamo. 

Noi esseri umani (sul web, oggi scuola di vita) non tendiamo a migliorarci. 
Tendiamo a distruggerci a vicenda.

venerdì 6 settembre 2013

Katy Perry: tutte le GIF del videoclip Roar




Ieri sera, dopo 22 ore di attesa (da parte di noi poveri italiani) è arrivato il nuovo videoclip di Katy Perry. «Roar» è una di quelle canzoni che ascolti una volta e poi sei fottuto. Come il 90% del suo repertorio d'altronde. Eccomi allora a celebrare questo ritorno nella dipendenza più totale con questo post pieno di gif dedicate alla nostra Tarzanella del pop. L'obiettivo è sfinirvi.

Sabrina Salerno, dopo questo videoclip, sarà arrabbiatissima.


giovedì 5 settembre 2013

Evangelion Night: le emozioni della (mia) prima volta



Che uno poi dice in giro di essere Nerd (o Geek, non è che abbia capito molto la differenza) e non ha mai visto «Evangelion». Ma la vergogna?

Ecco, intriso di tutta la mia ignoranza, ieri sono andato a vedere la Maratona Evangelion al cinema, iniziativa della catena The Space che solitamente è l'ultimo cinema in cui mi viene in mente di andare (a Torino ce ne sono tantissimi in centro che costano molto ma molto meno), ma devo dire che la genialata di fare la maratona di vedere i primi due capitoli della saga (in attesa del terzo, che arriverà nei cinema il 25 settembre) ha ridefinito il mio concetto di passione per gli anime giapponesi.

Non che prima non mi piacessero, anzi, ma lo splendore di vedere la cura per il dettaglio e l'incredibile coinvolgimento che può creare un classico come questo, insomma, mi è salito un'entusiasmo per il genere che pensavo di non avere.

Forse l'unico vantaggio di non aver visto mai questa saga, è che l'ho vista per la prima volta in un mega schermo e con un sonoro che nessuna tv (a meno che tu non sia ricco) può offrire. Credo di non aver respirato per alcuni minuti dallo stupore e dalla bellezza delle immagini, per esempio l'angelo ottaedro Ramiel, bhé, lui mi ha sconvolto.

Insomma, un cartone animato che riesce a essere così stupendamente perfetto di fronte a un protagonista insopportabile come Shinji Ikari (anche se io alle medie ero tipo come lui), da essere un'opera d'arte.


mercoledì 4 settembre 2013

Tornare in palestra dopo le vacanze

Foto di @umo_reyes - Instagram

Se c'è una cosa che odiamo tutti fare, più del timbrare il cartellino e smettere di farsi le foto al mare che c'è un'ottima luce, è tornare a fare palestra dopo le vacanze. Il punto è che abbiamo passato 11 mesi a tentare di fare del nostro fisico un trofeo e puntualmente nel 90 per cento dei casi non ce l'abbiamo fatta.

Visto che nessuno in questo mondo va in palestra per la salute ma solo perché si vuole vedere bello o bella allo specchio, tornare in palestra insoddisfatti, peraltro molto più grassi e con ancora il caldo dell'estate sul groppone, no, non è facile. Sono tornato oggi a trottare (dopo la scorsa settimana che è come se non ci fossi andato) e vi dico solo che mi sono beccato il classico istruttore appena arrivato che ha 10 anni in meno di me e per farsi vedere dal capo ti corregge pure se chiudi male le palpebre.

L'ho subito fulminato con la mia gentilezza alla Anna Tatangelo: «Senti, ho fatto per quattro anni gli addominali su questa panca, capisco che non li ho e non li avrò mai, ma mi spieghi perché devo cambiarla proprio oggi?». Visto che se la persona è niente, l'offesa è zero, lui ha capito l'antifona e ha capito che il mio ritorno in palestra si sarebbe trasformato in un omicidio se non avesse smesso di urtarmi.

Il mio consiglio: scollatevi dal letto e andateci, fate anche pochissimo, sfogatevi con rabbia e disprezzo verso il vostro istruttore: l'importante è riprendere. Farete la metà dei pesi, la metà dei tempi scritti, mangerete il triplo quando tornate a casa e avrete un occhio nero perché l'istruttore giustamente ha anche ragione. Ma se uscite vivi come me oggi, ne sarà valsa la pena.

martedì 3 settembre 2013

Ma perché ve la prendete se vi defollowano?

Foto di @chrisjonesgeek - Instagram

È questa una delle domande che anche io mi pongo spesso su chi sta su un social network (quindi faccio la domanda anche a me stesso), in particolar modo rispetto a Twitter.

La verità è facciamo tanto i nemici dei reality ma siamo ossessionati dalla popolarità. E ci arrabbiamo perché vogliamo essere qualcosa di più prestigioso di quello che siamo o abbiamo per le mani e non ce lo facciamo bastare mai.

Siamo schifosamente voraci, pensiamo che un like in più ci renderà delle persone migliori.

E invece l'unica preoccupazione che dovremmo avere è quella di essere noi stessi, la missione impossibile per chi sta sul web. La maggior parte dei follower che abbiamo sono drogati da un complimento forzato, da una foto mezza porno, da una provocazione gratuita, da una battuta studiata a tavolino.

Quella rabbia è lo sfogo di una tensione assurda per qualcosa che non ci porta soldi, ci sottrae energie e ci distrae dalla vita reale. Sappiate che la maggior parte dei defollow non arrivano perché non siete più gentili, perché non siete più sexy o perché non siete più "cattivi". Ma perché siete allineati a quello che fanno e scrivono tutti gli altri. Nello stesso identico modo, senza personalità.

lunedì 2 settembre 2013

Lady Gaga all'iTunes Festival 2013 è mia nipote di 7 anni



Oggi parliamo di 
iTunes Festival - 1 settembre 2013 - Lady Gaga

L'obiettivo delle nostre vite non è salvare l'Italia, ma trovare difetti a Lady Gaga. È questo l'esercizio di stile a cui noi italiani, madonnari e mestieranti dal click facile su Twitter giochiamo spesso (me compreso, chi non ha peccato, scagli la prima pietra) per trovare il marcio nella pop star femminile più brava e capace e divertente e (aggiungi un complimento) degli ultimi anni. Questa sera ha proposto 8 tracce, ne pubblicherà 15 in «Artpop» quindi c'è ancora molto da scoprire.

Ecco cosa ha cantato, con micro classifica:

Aura (Secondo Posto)
MANiCURE (Sesto posto)
ARTPOP (Settimo posto)
Jewels and Drugs feat. T.I, Too Short and Twista) - (Ottavo posto)
Sex Dreams (Terzo Posto)
Swine (Primo Posto)
I Wanna Be With You (Quarto posto)
Applause (Quinto posto)

Lady Gaga (dal punto di vista musicale/visivo) ha proposto nulla di più di ciò che abbiamo già visto nei suoi ultimi (e ormai non più recenti) live. Ha sempre questo desiderio fortissimo di comunicare, di parlare a voce e senza cantare, di far capire che la sua non è "soltanto" musica, ma un atto di devozione verso il suo sogno reale, verso il pubblico che oggi ha conquistato, verso se stessa anche e quell'ego che un po' ci disturba (quando ci mettiamo nudi su Instagram, invece...).

Blablabla, anche meno, ti prego canta.

Che poi alla fine anche chi se ne frega: alla fine ti porti a casa molte più cose, ci pensi il giorno dopo mentre fai colazione, mentre leggi il giornale dall'ultima pagina per vedere le notizie di spettacoli.

Il punto è io sono un fan della Lady Gaga baraccona, quella che la butta in caciara vestita come una pazza uscita dall'ospedale psichiatrico un minuto prima. Ecco, quella lì è morta e me ne sono fatto una ragione. Oggi, di contro, la Germanotta porta con se non tanto quell'Artpop sucatello metodo Abramovic tanto chiacchierato e che tutti cercano in ogni sua performance, ma la nudità (e il successivo trasformismo) della sua persona. Fa vedere i suoi capelli da bidella della Marco Polo (la mia scuola elementare, che tenerezza, ero obeso, lasciamo perdere), mostra le sue chiappone da cavalla da corsa senza preoccuparsi di nulla e di nessuno, canta inseguendo le atmosfere dark del rock e non quelle rosa del pop.

Insomma, Gaga avrà tolto gli intro ai videoclip che ci scioglievano nell'acido l'anima, ma l'essenza è la stessa. È una ragazza che gioca con molti più giocattoli di qualsiasi altra popstar al suo livello. Usa il palco come camerino, fa un po' come gli pare. Si fa portare via da un ballerino presa dalle parti intime, si diverte e gioca con il suo talento. Stacca teste alle Sirenette prima che possano tornare a parlare, mette maschere da porcello. Insomma, mia nipote di 7 anni.




lunedì 8 luglio 2013

Paola&Chiara: il ritiro dalle scene - I dettagli



Ecco il comunicato stampa che racconta tutto per bene:

Le due cantautrici e sorelle del pop Paola&Chiara annunciano ufficialmente il ritiro dal progetto musicale insieme dopo 16 anni. Una decisione presa serenamente, dopo l'uscita dell'ultimo e ottavo cd di inediti delle due cantautrici milanesi dal titolo 'Giungla', un album pop intenso e molto rappresentativo dello stile delle due artiste che, dalla vittoria di Sanremo del 97 con "Amici come prima" ad oggi, hanno proposto canzoni e superhits dal respiro internazionale come Vamos a Bailar (esta vida nueva), Festival, A Modo mio, Viva el Amor! e molte altre. Come pochi artisti in Italia, vantano successo di superclassifica all'estero. Trasformano la pop dance in italia in un genere classico da ricordare, tanto che Vamos a bailar viene decretata da un sondaggio di TV Sorrisi e Canzoni la hit estiva più amata dagli italiani degli ultimi 20 anni. Ricevono poco meno di un anno fa un prestigioso riconoscimento dal giornalista inglese Andrew Khan del Guardian UK come tra i 10 artisti "brillanti"del pop italiano fra Mina, Battisti e Fabrizio De Andrè.
Le due artiste, da sempre rappresentative dell'estati musicali italiane, ringraziano e salutano con 'Giungla' (già in classifica in Spagna e Argentina su Itunes e molto ben accolto dal pubblico e dalla stampa) il pubblico italiano augurando loro una buona estate. Da Giungla, che contiene anche una versione in lingua cinese del loro successo "A modo mio", è stato estratto il primo singolo "Divertiamoci (perchè c'è feeling)" con il featuring del rapper siciliano Razza Krasta, ma spicca anche la canzone "Tu devi essere pazzo" in cui compare la collaborazione con Moreno, recente fenomeno del rap italiano. Le due sorelle si dedicheranno a progetti personali ma non si escludono eventuali partecipazioni e collaborazioni, sia insieme che individualmente, in contesti di programmi tv,eventi e in contesti discografici.

mercoledì 26 giugno 2013

L'amicizia alla prova del 9



Quando si ragiona sull'amicizia, almeno questo succede a me, rievoco spettri. Perché ci sono domande sui rapporti che ti mettono al bivio. Esistono vari gradi di rapporto tra le persone, ma di una cosa sono sicuro: due persone o si vogliono bene o semplicemente, si conoscono e basta.

L'amore è un sentimento complicato, ma anche l'amicizia non scherza. Avere rapporti superficiali non è una novità dell'era social network, ma i social network ci hanno certamente illuso di rapporti possibili che hanno spazio nella virtualità e a volte, pochi argomenti nel reale.

Perdonate l'immagine infelice, ma quali "amici di Twitter" verranno al funerale della morte di un nostro genitore? Chi ci sarà quando scopriremo di avere una malattia? Chi si prenderà carico dei tuoi problemi? A chi chiederai consiglio per le scelte importanti?

Nella vita tanti amici mi hanno deluso, abbandonato, mostrato la natura reale del loro legame con me. Anche io ho sbagliato tanto e ogni singolo errore mi è stato restituito dalla vita. Dopo molti ragionamenti, ho capito che bisogna ricostruire quell'edificio in nome della verità. Basta rapporti falsi, basta ipocrisie, basta mezzi termini. Ho ripulito il contenitore da qualche tempo e non è rimasto quasi niente.

La cosa più bella che potete fare nella vostra vita è assicurarvi che le vostre amicizie siano autentiche, non abbiano lati oscuri, siano protette dai gossip, dai voltagabbana, da tutto ciò che ruota intorno in modo sospetto minacciandola. Coltivate amicizie dove vi mettete davvero in gioco, in cui riponete la vostra anima perché se ne faccia, insieme, qualcosa di migliore.

venerdì 21 giugno 2013

Instagram Video: i 10 pensieri più frequenti


  1. Questo non sapeva fare delle foto decorose, figurati i video.
  2. Era meglio quando non parlava.
  3. Era meglio quando non si muoveva.
  4. Defollow. Defollow. Defollow. Defollow.
  5. MAI FIST ISTAGRAMME VIDIO.
  6. La pausa bagno diventerà (minimo) di 20 minuti.
  7. Mino Franciosa, non ti temo.
  8. Ieri fotografi. Da oggi tutti registi mancati, vedo.
  9. Meno male che il cibo è immobile. Ma con gli hipster mai dire mai.
  10. Vine, who?

lunedì 13 maggio 2013

Se la PS4 si pubblicizzerà così...


Chi sei tu per non essere grandioso? Tu, con l'immaginazione di un bambino vivace e i poteri di un'antica divinità. Chi sei tu per essere una persona comune? Tu, che puoi uccidere e resuscitare i morti. Chi sei tu per negarti questa grandiosità? Se la neghi a te stesso, la neghi al mondo intero. La grandiosità ti aspetta.
...Prendete pure i miei soldi.

(Si tratta di rumors dai piani alti Sony, voglio crederci)

martedì 30 aprile 2013

Nell’NBA, io sono solo l’unico che ha fatto coming out


Parole molto toccanti per il coming out di Jason Collins, giocatore di basket NBA, in una lettera di copertina scritta per Sports Illustrated. Ecco un piccolo estratto:
Nessuno vuole vivere nella paura. Ho sempre avuto paura di dire la cosa sbagliata. Non dormo bene. Non l’ho mai fatto. Ma ogni volta che lo dico a un’altra persona, mi sento più forte e dormo un po’ più profondamente. Ci vuole moltissima energia per custodire un così grande segreto. Ho sopportato anni di miseria e ho passato lunghi periodi a vivere in una bugia. Ero certo che il mio mondo sarebbe caduto a pezzi se qualcuno l’avesse saputo. Eppure quando ho riconosciuto la mia sessualità mi sono sentito “completo” per la prima volta. Avevo ancora lo stesso senso dell’umorismo, le stesse stravaganze: i miei amici sono rimasti dalla mia parte.
La lettera completa, in italiano, su IlPost.it 
Per gli impallinati con l'inglese ecco la lettera da Sports Illustrated

lunedì 29 aprile 2013

Picchiare un Power Ranger è da veri coglioni



Cari bulli anonimi, ho appena saputo che sabato 27 aprile al Comicon di Napoli avete picchiato un Power Ranger. Lo avete accerchiato e malmenato con pugni e schiaffi. Il Power Ranger inaspettatamente non è riuscito a difendersi. 

Probabilmente Alpha 4 ha fatto un po' di casino come al solito, è andato in panico o era giustamente a riposo visto che il sabato erano in day off e il nostro amico si è ritrovato con il casco appannato per iperventilazione e ne ha prese parecchie.

Non è stato nemmeno in grado di riconoscere se eravate una squadra di Squatt o Baboo. Non avete avuto nemmeno le palle di urlare il vostro nome brandendo uno stemma.

I cattivi, quelli veri, non sono codardi.

Il Power Ranger ha scritto su Facebook:

«Volevo solo dire quanto sono deluso, incazzato, di quanta rabbia provo in questo momento per ciò che è accaduto al Napoli Comicon. L'organizzazione mi ha contattato dicendo di aver identificato e fermato i colpevoli, resto in attesa che mi si forniscano i loro dati cosi da poter sporgere denuncia».
Sono rimasto molto colpito dal comportamento di Jason Lee, perché avrebbe potuto evocare tranquillamente Tyrannosaurus e farvi un mazzo tanto, vi pestava come moscerini. Avrebbe potuto chiamare gli alleati e trasformarsi in Megazord e farvi tornare a casa dalla mamma bruciacchiati e in lacrime.

Invece farà regolare denuncia ai carabinieri perché lui non era lì per combattere, ma per incontrarsi con un sacco di altri supereroi che in più di un'occasione hanno salvato il culo anche a voi e a tutta l'umanità.

Essere così irriconoscenti, vigliacchi e stupidi vi tornerà indietro come un boomerang nella vita.

Sapete, cari bulli senza nome, quanti seguaci hanno su Facebook i Power Rangers nel mondo? Quasi un milione. Sapete quanti di loro non vedrebbero l'ora di mostrarvi i loro poteri venendo direttamente sotto casa vostra, se sapessero cosa avete fatto al loro beniamino?

A differenza di quello che hanno scritto, il problema non è che siete napoletani, ma che siete dei coglioni. E a questo non c'è maschera, costume o trucco che possa salvarvi.

L'intervista a Gennaro di Orgoglio Nerd.
Il video sfogo di Dario Moccia.




giovedì 21 marzo 2013

Foto ai negozi e alle vetrine, no grazie. Però...


Ho un problema con chi ti impedisce di fare foto nei negozi. O peggio alle vetrine. Eh, sì, ho un problema grave. O forse non è un mio problema.

Se io passo davanti a un posto e c'è una cosa che mi piace o è esposta in vetrina con tantissime luci: ecco, io mi sento autorizzato a fotografarla come un appunto, una nota facilitata.

Per farla vedere agli amici, per condividerla su Facebook, per far sapere che ho gradito quello che ho visto. Lo faccio per fare un favore a me e a loro.

Ogni volta che la negoziante di turno viene a farmi la ramanzina perché ho fatto le foto e "non si può fare", io penso: ma te sei nel Medioevo altro che negozio di design ragazza mia! Poi magari mi sbaglio.

Le normative sulla sicurezza e la tutela dei diritti della privacy non le conosco bene ma le intuisco. Ma secondo voi, se ho cattive intenzioni, se faccio spionaggio industriale o sono un ladro, sarò così idiota da farmi beccare, da non farlo di nascosto?

E poi: come mai mi chiedi di non fare foto con forza e quasi rabbia e poi non verifichi che non le abbia davvero scattate? Qual è il vero problema? Perché hai un negozio dove mostri cose in vetrina che non posso documentare?

Magari sono io che sono pazzo e tutto sbagliato, ma c'è qualcosa che mi sfugge: perché uno dovrebbe mostrare delle merci di vendita (quindi non opere d'arte, non statue delicate) e non volere che si sparga non solo la voce, ma le prove che qualcosa mi piace? Bah.

giovedì 24 gennaio 2013

Grazie Tiziano Ferro, grazie



A volte è proprio importante aprire le orecchie e fermare le mani, vivere momenti come l'intervista a Tiziano Ferro di poche ore fa a Le Invasioni Barbariche come un momento in cui avremmo potuto anche tranquillamente tacere. E ascoltare.

Ci riusciamo a lamentare anche di fronte ad una storia di uno che ha appena finito di vendere 360 mila copie (in Italia) del suo ultimo album che un giorno trova un veicolo televisivo credibile e autorevole per dire la sua gioia nell'essere gay, la bellezza del comunicarlo ai quattro venti con orgoglio ma soprattutto con una serenità e un sorriso che dietro i vostri pc chissà se l'avete.

È stata una di quelle rare volte dove anche io ho preso il mio tablet e l'ho posato a terra. Vi ricordo che Daria Bignardi è stata una delle prime presentatrici che ha portato in televisione una coppia gay, lo ricordo bene: si tenevano per mano e a un certo punto si sono dati anche un bel bacio in un periodo dove il bullismo televisivo era all'ordine del giorno.

La parole "amore" è stata detta più volte della parola "omosessuale". Non è mai stata usata la parola "condizione". Ecco, questa è una rivoluzione, essere in tv e farlo diventare quello che deve essere: uno strumento di racconto che possa far crescere senza spettacolarizzare troppo, con ironia e contenuto.

Ha fatto più politica Tiziano Ferro parlando di se stesso tra Grindr e "posteriori" di quanto Renzi abbia fatto nella sua mezzora di equilibrismo. Sono uno che crede molto nelle favole, è un mio difetto, ma la vostra lente di ingrandimento, la ricerca ossessiva del neo più grosso degli altri, lo sguardo dall'alto verso il basso, mi preoccupa.

Ricordatevi che questo che voi chiamate "populista in cerca di promozione" è quello che sta portando in casa della gente comune, non nel vostro mondo artificioso fatto di tante belle parole e pochi fatti, la figura di uno che ama gli uomini fuori da qualsiasi cazzo di cliché. Grazie Tiziano Ferro, grazie.





mercoledì 23 gennaio 2013

10 sfighe (meno una)

È un periodo un po' così, un po' come quando le ciliegie una tira l'altra, io in questo periodo ho un cattivo rapporto con la fortuna. Per questo motivo ho deciso di esorcizzare la sfiga raccontandovene dieci che ho avuto nell'arco della mia vita.

Sono tutte vere, tranne una. A voi scoprire quale. Chi mi conosce bene, saprà già la soluzione, o forse no? Il mistero si infittisce.

  1. Nel parcheggiare l'auto a casa, tiro giù una fotocellula del cancello elettrico. E rifaccio una parte della fiancata. E non avevo bevuto, cosa che peraltro non sono solito fare.
  2. Sono rimasto chiuso nella doccia di una palestra per 20 minuti perché sì è bloccata la manopola per l'apertura. Per calmare i nervi, ho rifatto la doccia per un totale di 40 minuti, uscendo poi con metodi poco ortodossi. 
  3. Mi è caduto il cellulare nella tazza del cesso. La prima cosa che ho fatto per evitare il dramma è stato provare ad accenderlo, provocando un corto circuito irreversibile. Ovviamente è caduto perché una delle poche prese libere in quel momento era quella del bagno poco sopra il lavandino, a pochi passi dal cesso. E la furbizia è il mio punto di forza.
  4. Una sera, mentre ero in scooter, mi è cascato dalla giacca il portafoglio con all'interno un abbonamento mensile Eurostar non duplicabile e tutti i documenti. Dopo alcuni minuti me ne accorgo, torno indietro e lo trovo esattamente al centro della strada. Intonso. Erano le due di notte per fortuna.
  5. Scendo da un treno dopo un lungo viaggio e appena uscito dalla stazione mi rendo conto di aver dimenticato una delle due valigie sul treno. Tornato indietro, la ritrovo aperta con tutti i vestiti spalmati sotto i sedili. Mancava solo una cintura, di pelle. 
  6. Una sera ho deciso che dovevo lavare i piatti e chattare contemporaneamente con un amico. Sono riuscito a far scattare un corto circuito rompendo tre tasti del MacBook perché conversavo allegramente con lui digitando sulla tastiera con le mani piene di sapone per piatti, una sostanza che ho saputo poi che fa più danni di un martello. 
  7. Mi ritrovo dentro la stazione di Milano Centrale senza soldi, con il cellulare scarico e il bancomat rigato. Recupero il biglietto grazie a un amico che lo compra con il mio account on line e salgo su un treno per il Veneto. Dovevo andare a Torino. 
  8. Faccio un maxi ordine di vestiti on line. Indico come indirizzo di arrivo il numero civico sbagliato, che peraltro nemmeno esiste. Un pacco l'ho recuperato in una sede dislocata della Bartolini, un altro rimborsato, un altro perso per sempre, soldi e merce.
  9. Uso un paio di cuffie sul Macbook. Le stacco e il filo si spezza. Il risultato è un jack infilato nell'ingresso audio che non si è riusciti in nessun modo a togliere, nemmeno al centro di riparazione autorizzato. Provvidenziale è stato il contributo di un orologiaio che ha poi sistemato il problema. Nel frattempo il Macbook percepiva la cuffia e l'audio era, per così dire, fottuto.
  10. Per raggiungere un posto nel nord del Piemonte, infilo per due volte l'autostrada sbagliata. In pratica sono dovuto tornare al punto di partenza e rifare tutto da capo. Alla terza, arrivo al casello e non avevo un centesimo di moneta per pagare. Mi fanno passare, ma con lo sguardo peggiore mai visto a un essere umano. Poteva andarmi peggio?

lunedì 7 gennaio 2013

Wii U, sei il mio Justin Bieber



:( :( Alert: non puoi andare a giocare in bagno con il Pad su tutti i giochi :( :(

Pochi giorni fa ho provato la Wii U, in una casa privata. L'avevo già testata al Lucca Comics fotografandomi come una teenager al fianco di Justin Bieber, cosa che ho serenamente rifatto pochi giorni fa, come vedete.

Vanità e nerdaggine, portate pazienza e date la colpa a Instagram, non ero così una volta.

Fa strano giocare con qualcosa che di fatto è la versione casalinga del Nintendo DS. In tutto e per tutto. Ed è ancora più strano trovarsi poi a giocarci su un divano a farne uso in comodità, senza fretta. Un test fondamentale.

Compreso che quello che abbiamo tra le mani non è un'evoluzione (ne tanto meno una rivoluzione, ci era già chiaro) ma semplicemente un'aggiornamento misurato della Wii, alla fine giocare con la Wii U è stata un'esperienza gradevolissima.

Il Pad è davvero leggero (e questo lo avete letto dappertutto) e il prezzo che attualmente ha la console, che più o meno gira attorno ai 300 euro, si giustifica abbastanza per il fatto che lo schermo indipendente è davvero molto definito e ben pensato.


Ho giocato a: Zombie U (che riproduce alcune location di Londra e puoi diventare un zombie anche tu), Nintendo Land (alcuni giochi sono di una stupidità geniale), Super Mario Bros U (un grande classico abusato, ma vabbeh) e ho provato qualcosa di ciò che sarà la Wii Fit U e Wario Ware (il più bello e divertente di tutti), di prossima uscita.

Niente da fare, è tutto estremamente divertente e rilassante. Ho detto rilassante, un sentimento che nei videogiochi non si ritrova quasi più, quasi nemmeno in Little Big Planet, uno dei miei nuovi cult. E su questo è inutile che facciamo i Just Dance e altre amenità che peraltro adoro. Nintendo vince in intrattenimento sociale e "leggero" dieci a uno.

Lo comprerei? Sì, ma solo a parole. Satoru Iwata, presidente della Nintendo, sostiene che le vendite non siano andate malaccio per Natale. La cosa divertente è che sono andate esaurite le console in versione premium. Infatti costano 40 euro in più della base e hanno dentro un videogioco (Nintendoland) e 32 giga di memoria contro gli 8 della base. Sfiora la presa in giro.

La mia valutazione finale è che non sono disposto a spendere per la Wii U più di 250 euro (visto che il costo dei giochi è altissimo e a differenza di altri marchi i singoli giochi difficilmente si abbassano a prezzi umani quando invecchiano). Fino ad allora credo che "scroccherò" partite come ho sempre fatto. Insomma, ho giocato al Sega Master System a inizio anni '90 più del suo proprietario, direi che posso continuare su questa linea.

sabato 5 gennaio 2013

Auguri non molto generici

Volevo farvi leggere i miei auguri di buon anno. Li ho pubblicati su Facebook il 31 se non erro. È molto intimo, è vero, ma è pensato per poter essere abbracciato da tutti senza panico. Più che altro mi faceva piacere che lo leggeste anche voi non come una dedica/sfogo ma perché ognuno potesse portare queste parole nella sua vita. E ho scoperto che molte di queste parole rivolte a altri, sono parole che fanno molto bene anche a me.