martedì 2 ottobre 2012

Rubare ai morti non è mai stato così facile


Ecco l'articolo, che vi riscrivo così non dovete strabuzzare gli occhi:
Bimbo muore, ragazzo ruba l'iPhone. Il padre: usalo ma cambia la scheda - Un ragazzino di 13 anni ruba un iPhone sul luogo di un incidente stradale in cui un bambino di sette anni moriva. Ma una volta a casa il papà gli consiglia di buttare la scheda sim per poter riutilizzare lo smartphone. È accaduto a Torino, dove il padre del tredicenne ha patteggiato tre mesi di pena per ricettazione mentre per il figlio è stato predisposto un intervento educativo. L'iPhone era caduto a Calogero Sgrò investito con la moglie e il figlio Alessandro il 7 dicembre 2011. Grazie a un'insegnante la polizia municipale di Torino, scoprì il furto dopo l'incidente di un gruppo di ragazzi.

Dove sta qui il problema? Innanzitutto nel fatto che un ragazzino trovi desiderabile un telefono trovato a terra di fronte a un bambino morto e due genitori feriti gravemente.  Immaginate la scena.

Una macchina sfreccia senza fermarsi, prende tre persone come se fossero dei birilli. Immagino il sangue, il tonfo, le urla di chi per primo si è accorto del fatto, quella sensazione di irrealtà che si scatena quando succede qualcosa di insolito, lo stordimento per realizzare.

Il ladruncolo, sanissimo e perfettamente non sotto schock, ha avuto il coraggio e il sangue freddo per rubare quell'apparecchio. Adesso non so bene se l'ha preso in mezzo alla scena di morte o il telefono è saltato via ed è stato poi trovato in un momento successivo. Ma la prima ipotesi è quella più accreditata.

Il genitore poi, si è comportato da tipico "furbetto" all'italiana, la sua approvazione del gesto spiega molto bene come mai il figlio in tale frangente si sia comportato in quel modo. Non so voi, ma se io vedo gente morta o mezza morta per terra probabilmente rimarrei paralizzato. Forse non riuscirei nemmeno a chiamare la polizia.

La più triste verità è che oggi, pur di avere i nostri oggetti dei sogni, saremmo disposti (quasi) a tutto. Anche a comportarci come degli animali. Questo la dice lunga su come potrebbero diventare presto i "nuovi poveri", figli del vizio, iper egoisti e senza il senso della realtà