venerdì 14 settembre 2012

Pechino Express: Simona Izzo, hai vinto tutto



Non è esattamente normale in un adventure game basato sulla velocità far partecipare una come Simona Izzo, ce ne siamo resi conto tutti. È come mettere un pacchetto di Oreo in un ospedale contro l'obesità. Ma la mia, a questo punto, è adorazione.

Ha un figlio che sembra abbia visto per la prima volta nella vita ("ah, è lui quindi!", potrebbe aver detto un giorno a Haridwar), lo tratta come un commesso dell'Esselunga appena assunto, chiede di andare a bere continuamente caffé al bar, si sdraia su un pullman come se fosse a casa sua facendo la bicicletta di fronte a un gruppo di locali che la guardano come se fosse un cartone della Pixar.

Trova ospitalità gratis e ha pure il coraggio (altro che Show dei record) di chiedere di quante stelle è l'albergo ("Beh, la quinta stella so' io" sic.). Tutti si aiutano e lei è l'unica che chiede al guidatore di far partire il mezzo dicendo "Vai, vai!" sputando veleno e poi negando bellamente con un sorrisetto sulle labbra. Nemmeno Valeria Marini potrebbe tanto. Forse giusto Antonella Elia.


Un'eroina definita dal sangue del suo sangue "Sei una radical chic che ha distrutto questo Paese" che va in India a dire in giro che è una grande star italiana mentre fa dondolare lo scialle attorno al collo, guardando tutti come se fossero dei primati.

Questo capolavoro di biondaggine estrema non potrà mai vincere una sfida fisica, ma vuoi mettere la classe? Simona Izzo è protagonista consapevole di un viaggio televisivo, è stata traslata. A un certo punto dice: "All'inizio pensavo che non ce l'avrei fatta, che sarei tornata a casa subito. Ora ho capito che qui ci potrei anche rimanere". L'avete mai vista con lo zaino sulle spalle? Ecco.

PS: Questa è la faccia di Simona quando scopre che Riccardo si è fatto malissimo. Io la amo.