martedì 11 settembre 2012

3 marzo 2009, ore 21.32. Una mail



Dedicato a un ragazzo che giorni fa è stato cacciato via con la stessa elegante modalità. Non una spiegazione, non una telefonata, niente.

"Decisione incontrovertibile", due parole con cui questi animali chiudono solitamente le mail. Che poi è il sinonimo di "non rompere il cazzo, sei una pedina, abbiamo deciso anche per te".

Ciao Alessandro, 
Ti avevo accennato per telefono ai problemi sorti e oggi purtroppo ti devo confermare l'esigenza di interrompere la collaborazione. Tocca a me darti il benservito, che arriva a malincuore perchè la collaborazione è stata fruttuosa e su di te avevo puntato aprendoti uno spazio. 

Ho portato a zero i tuoi account, domani ti toglierò dalle mailing list cui sei iscritto, riscuoterai il tuo mese di preavviso come previsto nel contratto. Spero che troverai altri direttori più in gamba di me con cui portare avanti i tuoi talenti, di cui ti do merito perchè ne ho visto i risultati concreti. Grazie di tutto.

Il lavoro va, viene. Capita. Ma tutti hanno diritto a una telefonata o a un incontro. A una possibilità di porre delle domande e avere delle risposte sincere. Il lavoro non può diventare questo.