venerdì 28 settembre 2012

Ciao, sono materialista

La premessa è che ho già chiesto a mia madre che per regalo per il mio compleanno si faccia un regalo per se stessa. Questo per far finta di non essere considerato, alla luce di questo post, un amante dei doni. Quale peraltro sono.

Anticipato questo importante aspetto e fugato ogni dubbio sulla mia onestà intellettuale (se così si può dire, non c'entra niente ma fingiamo che sia così) ecco la lista dei miei desideri per il mio prossimo compleanno, che vi ricordo essere domani 29 settembre 2012 (tutti insieme: 29 settembre 2012).

Quindi è tutto pensato perché non abbiate tempo per poterlo comprare con la giusta tempistica! 

La seconda premessa è che dovete comprarmeli tutti perché volersi bene è bellissimo, ma dimostrarlo con i fatti è meglio. 

A parte gli scherzi. Prendetela come lista dei miei potenziali prossimi acquisti. O magari dei vostri. E comunque sì, una buona parte di me è fottutamente materialista. 

Quindi la facciamo diventare una rubrica periodica.

mercoledì 26 settembre 2012

Cosa puoi comprare al prezzo di un iPhone 5


  • 10 impastatrici con ricettario
  • 36 servizi di piatti da 19 pezzi
  • 252 bottiglie da un litro di olio Carapelli
  • 52 kg di Parmigiano Reggiano Dop
  • 261 confezioni di Gocciole
  • 332 confezioni da 150 grammi di prosciutto cotto Beretta
  • 730 flaconi da un litro di Svelto per piatti aceto, limone e menta selvatica.
  • 3843 rotoli di carta igienica Scottex
  • 10 Cyclette magnetiche
  • 2 lavatrici
  • 29 scarpiere a cinque ante
  • 492 chilogrammi di uva bianca
  • 339 confezioni di Kinder PaneCioc
  • 975 scatolette di Tonno Rio Mare
  • 314 litri di birra Beck's
  • 2916 bottiglie di acqua San Benedetto da due litri
  • 36 peluche di orso
  • 73 teste giocattolo da pettinare e truccare
  • 5 poltrone reclinabili in ecopelle
  • 486 sacchetti della spazzatura profumati Spazzy

martedì 25 settembre 2012

Il mio nuovo mazzo di Magic (Standard, Rosso/Verde)



Su Twitter (ma anche su Facebook) ho scoperto che ci sono un sacco di vecchi e nuovi fan di Magic The Gathering, il famoso gioco di carte collezionabili. E di svuotamento di portafoglio.

Io ero un vecchio giocatore, mai accanito, e ora gioco all'alba dei 30 anni in Standard (con le espansioni più recenti) con tre amici. E devo dire che sto amando parecchio la cosa. Forse pure troppo.

Faremo presto un post che si intitolerà "I 10 motivi per NON ricominciare a giocare a Magic", ma per ora, visto che non esiste un social network dedicato ai mazzi creati dai giocatori (se c'è, ditemi qual è perché sto impazzendo), ecco il mio nuovo rosso/verde, carta per carta.

Spero vi piaccia, sta girando piuttosto bene pur non essendo un mazzo di alto livello, ma nemmeno di medio a voler essere onesti. Anzi, se volete consigliarmi come migliorarlo, siete i benvenuti. Ah, poi io ho tutta una mia etica su come ci si approccia al gioco senza spendere troppi soldi, ma ne parleremo.

lunedì 24 settembre 2012

Perché pretendo gli AUGURI per il mio compleanno

Premessa: avevo 13/14 anni, non ricordo. Ho organizzato una festa di compleanno nel mio garage. Per me era un sogno, una specie di cosa proibita molto sexy.

Mi sentivo adulto, soprattutto quando mi sono state date le chiavi di casa con la raccomandazione di non fare troppo casino. Era talmente proibito quel sogno che i miei genitori potevano vedere il garage semplicemente affacciandosi alla finestra. O scendendo 10 gradini. O uscendo dal cancello principale.

Potevo farla dentro una stazione di polizia e sarebbe stato più trasgressivo.

venerdì 21 settembre 2012

"Gagnam Style", i 10 motivi per cui è già un cult


Il 19 agosto 2012 posto sul mio Facebook "Gagnam Style" di Psy.

Scrivo così: "È possibile scendere al di sotto de 'Il pulcino Pio'. È possibile, ed è subito hit dell'estate 2012 personale". Penso che sia il brano più "catchy" che abbia ascoltato nell'ultimo anno, superando addirittura "Party Rock Anthem" degli LMFAO e il mitico balletto che io ormai so a memoria.

Ma il "ballo del cavallo" (che definizione orribile) è ormai in cima alle mie coreografie più riuscite di fronte allo specchio. Quindi doveva avere successo, non c'era storia.

Se posso dire la mia, il merito di questo non è il management prestigioso, la canzone in sè, ma certamente il videoclip.


giovedì 20 settembre 2012

Grazie di tutto

Non so quanti di voi abbiano provato l'esperienza dell'affidamento pomeridiano, una sorta di baby sitting per potenziali criminali o giovani in estrema difficoltà familiare. Bhé, per me è stato all'inizio un salto in un burrone, poi una sfida difficile. Oggi è una delle cose che mi fa sentire vivo.

Niente, dopo due anni questo ragazzino di 16 anni, per la prima volta mi dice "grazie di tutto". Lo dice sorridendo, lo dice quasi di spalle. Io sono in scooter, non ci penso. Lo saluto e dopo un metro scoppio a piangere. Non era la prima volta che mi diceva "grazie", non è mai stato un irriconoscente.

Ma per la prima volta mi ha detto grazie "di tutto" e lo ha detto con l'intenzione di un adulto. Ieri sera ci siamo confidati su temi particolari, cose legate alla crescita, al bullismo, a come le persone ti considerano guardandoti dall'alto in basso e senza sapere cos'hai dentro. E lui dentro ha l'inferno.

Io su questo tema ho qualcosa da dire, gli spiego che ci sono dei modi giusti e dei modi sbagliati per reagire alle provocazioni, gli dico di non alzare mai le mani anche se offendessero sua madre, gli chiedo di prendersi le rivincite con furbizia, senza rancore, al momento giusto e facendo capire che punti più in alto di loro. Gli dico di finire il suo panino altrimenti "lo prendo a schiaffoni", per coerenza.

Gli dò dei consigli, il più dei quali ai più banali, beve la sua Coca Cola. Fa sì con la testa ed è lievemente in imbarazzo. So che mi sta raccontando cose che non direbbe nemmeno a sua madre o a suo fratello. Se la sarà dette allo specchio, o a letto prima di andare a dormire.

Le dice a me, sa che ne farò buon uso. E io so che farà come gli dico, con fiducia.

Parliamo di "Call of Duty", sorride, mi racconta di armi e di zombie e di armi che diventano sempre più potenti ma che non esistono e sono bellissime. Ci diamo un appuntamento per i prossimi giorni e prima che me ne vada, mi stampa quelle tre parole nel cuore. Innocenti, pulite.

Un "ti voglio bene" in chiave adolescenziale che è uscito dalla sua bocca con una forza che mi ha steso a terra. Grazie a te Vincenzo, volevo dirgli, grazie a te.

mercoledì 19 settembre 2012

Un biglietto

The Warrior's mission becomes clear when he looks into his heart. It is there that I find what is right and true, and understand the path that he must take.

You must always seek the truth and speak honestly, for only darkness will come dishonesty and deceit. The Truth is a powerful weapon and will always prevail.

(La missione del guerriero diventa chiara quando guarda nel suo cuore. È lì che trova cosa è giusto e vero, e capisce il percorso che deve intraprendere. 

Devi cercare la verità e parlare onestamente, solo per colpa dell'oscurità verrà la disonestà e l'inganno. La Verità è uno strumento potente e questo prevarrà sempre).

martedì 18 settembre 2012

Ma "Ti lascio una canzone" non era una fiaba?



Una bambina che piange in tv perché protagonista di una gara è un problema? Il fatto che succeda a "Ti lascio una canzone" è così drammatico? Parliamone. Vediamo se riesco a spiegare cosa penso senza farvi diventare pazzi. E poi aspetto le vostre opinioni, se vi va.

Nella sua prima edizione, il programma di Raiuno nasceva con una missione importante: dimostrare che i bambini possono cantare le canzoni degli adulti, farlo con sentimento e con un'intenzione che a molti cantanti adulti (di X Factor, di Amici e del mercato discografico) mancava e manca. Del tutto.

Non era una gara, ma una celebrazione del bel canto, dei brani della memoria, lasciando spazio non solo alle classiche strappalacrime da "che belle corde vocali che ho", ma alle canzoni della nostra vita, quelle che ricordano i nonni, l'amore delle mamme, gli abbracci in bianco e nero.

E a mezzanotte tutti a casa. Poesia.

lunedì 17 settembre 2012

Il complottismo del "Hai per caso moneta?"

Ieri vado dall'uomo che fa le piadine. Perché noi a Torino siamo l'unico paese al mondo che ha più piadinerie romagnole (e focaccerie liguri) che negozi che vendono gianduia. Bene: compro la mia piadina, sempre per la regola che la dieta è solo un'invenzione del marketing, devo dargli 4 € e 20.

Cerco disperatamente moneta nelle tasche, impiego un'ora con la coda dietro di me. Divento viola, lui se ne accorge: "Senti, guarda che non sei obbligato da darmeli precisi, anche quei venti euro che vedo lì che armeggi sono soldi. Sono veri, no?".

Ok sei simpatico, ma io ho avuto mal di pancia tutto il giorno e non ho fatto colazione e la tua ironia mi fa prudere le mani. Lui, con una dolcezza al limite dello zucchero filato, sbatte gli occhioni e mi dice:

"Lo sai che la richiesta di moneta è solo il frutto di anni di pigrizia mentale dei commercianti?"

Non lo sapevo.

venerdì 14 settembre 2012

Pechino Express: Simona Izzo, hai vinto tutto



Non è esattamente normale in un adventure game basato sulla velocità far partecipare una come Simona Izzo, ce ne siamo resi conto tutti. È come mettere un pacchetto di Oreo in un ospedale contro l'obesità. Ma la mia, a questo punto, è adorazione.

Ha un figlio che sembra abbia visto per la prima volta nella vita ("ah, è lui quindi!", potrebbe aver detto un giorno a Haridwar), lo tratta come un commesso dell'Esselunga appena assunto, chiede di andare a bere continuamente caffé al bar, si sdraia su un pullman come se fosse a casa sua facendo la bicicletta di fronte a un gruppo di locali che la guardano come se fosse un cartone della Pixar.

Trova ospitalità gratis e ha pure il coraggio (altro che Show dei record) di chiedere di quante stelle è l'albergo ("Beh, la quinta stella so' io" sic.). Tutti si aiutano e lei è l'unica che chiede al guidatore di far partire il mezzo dicendo "Vai, vai!" sputando veleno e poi negando bellamente con un sorrisetto sulle labbra. Nemmeno Valeria Marini potrebbe tanto. Forse giusto Antonella Elia.

giovedì 13 settembre 2012

iPhone 5: come difendersi



Da oggi non saremo più gli stessi. Noi, poveri possessori di iPhone 4S, 4 o addirittura poverini con il 3GS che è come l'abaco prima della calcolatrice o la pietra focaia prima dell'accendino: presto saremo rifiuti della società. Avremo i fianchi grassi, la pancia molle. Saremo il nulla.

Nessuno ci chiederà più di farsi un giro sul nostro cellulare, rideranno di noi, ci parleranno alle spalle, saranno cattivi e non faremo più l'amore. E questo è solo l'inizio.

Il problema è che noi un iPhone 5 non ce lo possiamo permettere (o non permettiamo che ci prosciughi il conto un'altra volta in dodici mesi) e come tutti i comuni mortali civilizzati, abbiamo due strade.

O un grosso "chi se ne frega" col riporto di due, oppure, com'è chiaro perché dobbiamo sempre stare sulla cresta dell'onda, dovremo giustificare il fatto che lo vorremmo ma non lo possiamo avere. In qualsiasi modo.

Per facilitarvi il compito, vi indico la strada. Ecco cosa rispondere alla domanda: "Ma lo compri un bell'iPhone 5? Eh?"

mercoledì 12 settembre 2012

Le 40 parodie del Pulcino Pio


C'è gente che si sveglia ogni mattina e cerca idee, suoni, robe acchiappone sparse con un solo obiettivo. Arrivare in cima a iTunes, fare click su Youtube, creare una fenomenologia attorno a un brano. Bene, non ci riesce quasi nessuno, anche gente pagata profumatamente. 

Questo brano è diventata un'ossessione, è urticante, lo dice pure chi la canta. E allora? Ha centrato l'obiettivo. Che poi siete gli stessi che vi lamentate che d'estate i tormentoni non esistono più. Che il sacro cuore di "Chihuahua" sia con te, Pulcino Pio. Io non ti odio, io ti amo. 

Sarò falso come Giuda, ma ti amo.

martedì 11 settembre 2012

3 marzo 2009, ore 21.32. Una mail



Dedicato a un ragazzo che giorni fa è stato cacciato via con la stessa elegante modalità. Non una spiegazione, non una telefonata, niente.

"Decisione incontrovertibile", due parole con cui questi animali chiudono solitamente le mail. Che poi è il sinonimo di "non rompere il cazzo, sei una pedina, abbiamo deciso anche per te".

Ciao Alessandro, 
Ti avevo accennato per telefono ai problemi sorti e oggi purtroppo ti devo confermare l'esigenza di interrompere la collaborazione. Tocca a me darti il benservito, che arriva a malincuore perchè la collaborazione è stata fruttuosa e su di te avevo puntato aprendoti uno spazio. 

Ho portato a zero i tuoi account, domani ti toglierò dalle mailing list cui sei iscritto, riscuoterai il tuo mese di preavviso come previsto nel contratto. Spero che troverai altri direttori più in gamba di me con cui portare avanti i tuoi talenti, di cui ti do merito perchè ne ho visto i risultati concreti. Grazie di tutto.

Il lavoro va, viene. Capita. Ma tutti hanno diritto a una telefonata o a un incontro. A una possibilità di porre delle domande e avere delle risposte sincere. Il lavoro non può diventare questo.

lunedì 10 settembre 2012

Le 3 cose che non leggerete MAI sul nuovo Kblog.it

È tornato Kblog! I motivi sono tanti, ma il principale è aver visto, qualche mese fa, il mio sito attaccato da malware. Non so nemmeno cosa siano, in realtà, ma ho avuto la stessa sensazione che hai quando il tuo bambino ha la febbre e ti guarda con gli occhi di chi si sente abbandonato. L'ho portato dal dottore.

Ringrazio Giopota per l'ottimo lavoro, Claudio "Gatto Nero" Mastroianni per le sue consulenze e Ghostefano per l'incoraggiamento. È il sito più essenziale del pianeta Terra e dintorni.

Spero vi piaccia, fatemi sapere cosa ne pensate. Io, com'è chiaro, lo adoro. Ecco ora quello che non leggerete mai su questo rinnovato blog.