martedì 28 febbraio 2017

Please like me: ama la vita, anche se fa schifo



Dopo quattro stagioni, la serie australiana è ufficialmente conclusa. Non so se avete visto «Please like me» (gli episodi sono tutti su Netflix) ma non è importante: oggi non sono qui per consigliarvela. Se volete vederla, almeno non fatelo per me.

Non ve la consiglio perché vi porterà tanta tenerezza e risate, sicuramente, ma anche tanti momenti di dolore, ma non come in una serie strappalacrime. Scrivo per raccontarvi cosa ha dato a me e cosa ha portato nella mia vita. Non ve la consiglio per un solo motivo: quando spegni il televisore, te la porti appresso, la devi gestire come uno zaino che pesa e quando finisce, è un macigno. Se hai voglia di affrontarla, invece, allora guardala subito e fallo senza paura.

Mi sono documentato un po', ho letto varie cose. È scritta dalle stesse persone che la recitano e ha avuto un percorso travagliatissimo nonostante sia low-budget. Ve la spiego in poche parole. «Please like me» parla dell'amicizia tra un ragazzo gay e un suo coetaneo etero. L'obbiettivo, secondo quanto dichiarato da chi l'ha pensata, è dimostrare che questo genere di relazione uomo-uomo, così insolita negli stereotipi comuni, non ha proprio niente di eccezionale.

martedì 14 febbraio 2017

San Valentino 2017: cos'è l'amore?


Anche se l'amore non lo puoi di certo definire o comprare, con il tempo ho capito è la cosa più ricca che può esserci nella vita: ha così tanti dettagli, tempi, chimiche e fatti che non puoi vedere e controllare... non è una cosa che c'è, è una cosa che accade. L'amore non inizia e non finisce con una storia, ma è la somma di tutto l'amore che nel passato ci è stato dato e la sottrazione di tutto l'amore che spesso ci è stato tolto. È talmente inafferrabile e fallibile che viene da chiedersi se esista e se valga la pena battersi per esso.

Una persona non amata è una persona meno viva, meno forte, meno serena, meno sicura. È un periodo durissimo per chi ama, perché abbiamo tutti gli strumenti per fingere di compensare la nostra solitudine. Ci facciamo dire che siamo belli da volti sconosciuti ogni volta che lo vogliamo, aspettiamo piovano complimenti simpatici con un click, simuliamo notti d'amore che non esistono, possiamo illudere il mondo che siamo felici quando non lo siamo affatto. Poi, quando si scarica il cellulare, attorno a noi rimane un silenzio che se non sei pronto ti accoltella.

L'amore non è la cura a tutto questo, l'amore è un impegno non scritto e non del tutto voluto verso una persona con la quale decidiamo di condividere tutto, quelle somme e quelle sottrazioni, quelle voragini e quei riempitivi. Immagino un rapporto come uno scambio di bagagli tra due persone che percorrono lo stesso sentiero. Io porto sulle spalle il tuo bagaglio, tu porti il mio, ma non so cosa porto sei non sei tu (e solo tu) a farmi scoprire cosa diavolo ci hai messo dentro. Quella zavorra sulle spalle, il più delle volte, dovrà essere leggerissima.

Gli innamorati sono quelli che condividono tutto, sempre, non ci sono i "non detti" e non ci si protegge dalla verità, mai, a costo di farsi male. Gli innamorati danno molto di più di quello che l'altra persona desidera e quasi si vergognano per quanto sono fortunati a ricevere così tanto senza meritarselo. L'amore è toccarsi le mani e parlarsi con i polpastrelli, abbracciarsi la notte quando l'altra persona trema, guardarsi negli occhi e dirsi "domani andrà meglio". 

Il mondo attorno non è un nemico ma è la vita. Gli innamorati non si chiudono in una bolla perché sono autonomi, sanno camminare e correre da soli, ma nonostante questo non sanno fare a meno l'una dell'altra. Gli innamorati non hanno paura di dire "Ti amo", non hanno timore di chiedere "Scusa" e dopo una brusca frenata dire "Ripartiamo". 

Sanno capire anche quando è il momento di dire "Basta".

Gli innamorati hanno esigenze semplici ma ruoli nobili, gli innamorati sono amanti, amici, fratelli e sorelle ma non devono ricoprire altri ruoli. Gli innamorati devono passare il tempo ad amarsi e non perderlo in distorsioni.

L'amore non è la cosa più bella del mondo. È innanzitutto la cosa più spaventosa, preoccupante, è la cosa nella quale bisogna mettersi di più in gioco, nella quale devi ridiscutere completamente te stesso, fare a pezzi le tue certezze e costruirne di nuove. L'amore è il luogo dove scopri chi sei, cosa vuoi e cosa ci fai, qui, adesso, di fronte a me. L'amore diventa la cosa più bella del mondo se decidi di stare alle regole di un gioco senza regole, anzi, con due: quella del rispetto e quella della tenerezza.

Vivere l'amore, essere innamorati, celebrare l'amore è una fortuna, certo, ma è anche il frutto di una pianta ben curata. Io la metto al sole, tu la bagni, io la sposto dalla bufera, tu togli le foglie morte, io metto terreno nutriente, tu lasci gli insetti utili: insieme aspettiamo che torni sempre fiorita. L'amore vivo è qualcosa di cui bisogna andare fieri, perché l'amore è orgoglioso anche se non è esibizionista. Se sei innamorato o se sei innamorata, oggi insegna come si fa a chi non è più capace ad amare, digli cosa si sta perdendo. Spero che questo giorno dell'amore non sia ricco di "Ti amo", ma più ricco di "Io per te ci sono sempre". Io, per te, ci sono sempre. 

Perché tutte queste parole, non rimangano parole.



lunedì 23 gennaio 2017

Come ritrovare i calzini spaiati o l'amore


Questo weekend l'ho passato tutto a fissare calzini bellissimi nella loro solitudine e inutilità. È un problema conclamato: non riesco a far stare insieme due calze nuove per più di 10 giorni. Sto cercando dei perché, come Dana Scully e Fox Mulder in X-Files.

Ho voluto trasformare questa riflessione totalmente inutile in una cosa semi-seria e per questo ho interpellato l'unica persona che conosco la quale non ha mai perso nemmeno un calzino nella sua vita: mia madre. Le ho chiesto «Perché?»

«Perché sei un pasticcione, Ale».

Potremmo chiudere tutto e tornare a casa già così. E invece no.

lunedì 16 gennaio 2017

10 cose che odio di chi usa Instagram




È forse il periodo storico nel quale sono più motivato su Instagram! Non so se esserne felice o magari farmi una vita come tutti gli altri. Da quando sono arrivate le Instagram Stories, sono successe due cose: ho mollato Snapchat (ricordate quando tutti sfottevamo Instagram per aver copiato spudoratamente il fantasmino? Ecco) e ho iniziato a seguire con più attenzione alcuni profili per me interessanti, "abbonandomi" ai loro aggiornamenti quotidiani.

Oggi posto molte più foto rispetto al passato, non ho guadagnato molti follower perché nessuno ha trovato ancora un preciso motivo per seguirmi (forse non c'è e non ci sarà) ma in compenso ho conosciuto meglio tante  persone, aumentando con loro conversazione e scambi, chiedendo consigli e facendomi aiutare se ho delle difficoltà. Insomma, ho fatto rete.

Da amante dei social network, ho iniziato a riflettere su quali cose di questo micro-cosmo mi piacciono e quali meno. Oggi vi spiego quali sono le cose che mi piacciono meno. Non è hating rivolto a specifiche persone (un po' sì) ma è anche auto-analisi. Dirò tante volte "Odio": ovviamente è tanto per dire. Non odio nessuno, anche se c'è chi prova strenuamente per raggiungere l'obbiettivo.

lunedì 9 gennaio 2017

40 Buoni propositi nel 2017 adatti proprio a tutti




L'inizio del 2017 per molti è il 9 gennaio grazie a un fortunato weekend che nemmeno un assenteista della pubblica amministrazione avrebbe pensato così furbamente. Da qui iniziano i nuovi propositi, quell'elenco di cose che di norma non rispetteremo e che diventeranno fonte di frustrazione e malessere. Un malessere che cercheremo di nascondere rimandando a domani, dopodomani, al prossimo mese, al prossimo millennio piuttosto che rispettare la parola data a noi stessi. 

Per questo anche io volevo la personale lista di buoni propositi. Poi ho pensato che iniziare l'anno già così autoreferenziale fa molto 2016 e ho scritto una lista di buoni propositi adatta proprio a tutti, anche a te che mi stai leggendo e non ci conosciamo. Ci riuscirò? Molto probabilmente no, ma se in almeno una di questa intenzioni ti ritroverai, capirai che in fondo, sotto sotto, non siamo così diversi. 

sabato 31 dicembre 2016

Le 20 canzoni che mi hanno fatto uscire matto nel 2016




No Hero - Elisa

Era l'11 novembre e Elisa cantava (credo per la seconda volta in un suo concerto) «No Hero». Capita raramente, ma capita, una sensazione che si respira nei live quasi solo per i brani classici: tutti cantano senza eccezioni, anche al terzo anello, anche il pompiere. Non senti più le voci, solo l'emozione. Capita sempre meno a chi ha molti anni di carriera alle spalle. "No Hero" è un brano che mi porta via per l'interpretazione, per quel sound elettro-pop con venature rock ma soprattutto per il testo. Parla di una persona "senza addestramento" che per amore si farebbe (lateralmente) ammazzare. Salvare qualcuno per amore è un atto straordinario, bellissimo: di norma non salviamo nessuno e tendenzialmente quando ci proviamo ne usciamo con i polmoni pieni d'acqua o due costole rotte. Ma il sacrificio per amore è un sentimento nobile, destabilizzante, stupendamente fuori moda.

Hurts - Emeli Sandè

Non so se vi è capitato di ascoltare live questo brano. Bene, è incantabile. È una canzone stupenda che è completamente impossibile da cantare. Ha un testo pieno di parole, cantate e non rappate, un brano che non esplode tanto nei ritornelli ma troppo tardi nel finale. Insomma, è un sudoku a livello "difficilissimo" che non ha avuto successo ma che contiene tutti gli elementi che una canzone dedicata alla fine di una storia d'amore dovrebbe avere: rabbia, un senso fortissimo di delusione e il gusto nella demonizzazione dell'altro che a volte sembra l'unica via d'uscita (anche se non lo è). Quando arriva il pezzo «My tears don't fall too often but your knife is cuttin' me deep, deep, deep, deep, deep, deep, deep, deep». Emeli ripete "deep" 8 volte e ogni volta ci mette dentro un dolore diverso.

D'improvviso - Lorenzo Fragola

Che io abbia adorato come un bambino ama i Lego «Zero Gravity» di Lorenzo Fragola non è un mistero. Lanciato a Sanremo con un singolo che sembra proprio non c'entrare una fava con resto del disco, Lorenzo torna sul mercato con una produzione forte che guarda all'estero senza vergogna o timore. «D'Improvviso» è la canzone più potente dell'album, scritta con Federica Abbate. Quando un brano viene scritto da un autore molto produttivo come lei, inizi poi a pensare che chiunque potrebbe cantare quel brano. Qui Lorenzo credo sia insostituibile. È un brano dolcissimo come solo Fragola riesce a essere quando ci si mette. Curiosamente mi ha accompagnato per tutta l'estate (mentre aspettavo invano il lancio di «Sospeso»).

Cheap Thrills - Sia

Il mio amore per Sia è qualcosa che supera il tempo e lo spazio. Ieri vedevo un video di Favij che guardava il videoclip di Chandelier e diceva «ma cosa ci fa quella ballerina nuda in mezzo alle porte?». Ho tipo buttato il MacBook a terra dalla rabbia. Questo è senza dubbio il suo singolo meno introspettivo e più ignorante, con il video più assurdo del suo repertorio. Ha avuto un successo in Italia così straordinario che anche se ve lo racconto non sembra vero. Ho ascoltato così tanto questo brano prima che diventasse una hit che poi facevo lo snob che la sapeva lunga. Mi fa ammazzare dal ridere e me la fa adorare il fatto che riesca a vestire il brano più «scintillante» del suo repertorio con il vestito più «low-profile» che ha nell'armadio. A volte è così «out of the box» che vorrei adottarla.

Worry - Jack Garratt

Di solito non guardo mai le assegnazioni di X Factor prima della puntata. Figuratevi quando Fedez ha annunciato che Gaia "vincerà sicuramente" Gozzi avrebbe cantato di lì a qualche minuto uno dei miei brani preferiti dell'anno, quel brano che per stessa ammissione di Federico "Che dolce!" Lucia, unisce il pubblico hipster con quello trasversale. Io in casa sto costruendo una piccola collezione di vinili e questo vinile l'ho preso in Scozia senza nemmeno guardare il prezzo e infatti vabbeh lasciamo perdere. È un brano che ricorda alcuni momenti più importanti per me di quest'anno perché rappresenta un filo congiunzione con una persona importante nella mia sciocca vita. Ah, tecnicamente anche questo è un brano viene pubblicato nel 2014 e arriva come singolo a fine 2015 e in un album nel 2016. Portate pazienza.

Se avessi un cuore - Annalisa

Annalisa ha dato vita all'album più bello della sua carriera dopo l'esordio, anche se ci ha fatto un po' aspettare. «Se avessi un cuore» è un brano-provocazione che si fonda, più o meno volontariamente, sui pregiudizi che molte persone hanno su di lei. «Sei un po' fredda», «Non sei empatica», le dicono. Quando l'ho intervistata in merito a questo brano, rimarcandole queste critiche, mi ha risposto: «Sto cercando di far capire il mio carattere introverso non è sbagliato: non sono una cafona, non sono eccessivamente esuberante, canto per non balbettare». L'album omonimo l'ho ascoltato tantissimo e questo brano me lo sono mangiato perché con il cuore ho il problema opposto e quindi, comunque, mi ci riconosco. Credo che sia l'emblema di quello che Annalisa avrebbe potuto essere da sempre.

Resti indifferente - Marco Mengoni

Tecnicamente è un brano del 2015, ma a dicembre diamo per scontato che siamo già nell'anno nuovo e me la fare passare lo stesso, vero? Ho scritto e detto così tante volte che mi piace questo pezzo che ormai me la dedicano pure nelle Instagram Stories e se non entrerà in tutte le scalette future dei suoi concerti, mi arrabbierò tantissimo. Fa parte di quel cartello di brani che "c'ha dentro la droga", quelli che non riesci a smettere di ascoltare e di cantare all'infinito. Il contatore dello streaming non ha abbastanza numeri. Io sono ancora sotto choc perché non diventato singolo, ma la mia capacità nel trovare i brani che poi diventeranno singoli è notoriamente pessima. La cosa più affascinante è che non c'è un punto alto, un momento in cui ti mette sottosopra. Ma mi ha preso da dietro il collo e non mi lascia più.

Perfect illusion - Lady Gaga

Anche se tutti abbiamo pensato fosse dedicata a Taylor Kinney, lei ha più volte detto che non dedicherà mai una canzone di sfogo a un uomo, specie se lo ama ancora. «È un brano che parla di sentimenti che hanno provato i miei amici, mia sorella» ha spiegato probabilmente sistemandosi gli short di jeans. «È una canzone che racconta i sentimenti di tutti noi». Di tutto il brano mi sconvolge quell'aria muscolosa che mi solleva da terra. Che bel singolo! Vi dico solo che il giorno in cui è uscita ero in un Flixbus per un viaggio durato 6 ore e l'ho ascoltata in loop senza osare altro. Questa rivoluzione semplice della mia performer internazionale preferita l'ho trovata perfetta, anche se ha avuto un impatto nel pubblico molto tiepido. Questo brano, riascoltato a mente fredda pochi giorni fa assieme a tutto «Joanne» mi ha ricordato che artista immensa è e sarà ancora. Con meno ambizioni, forse, ma con enorme talento.

Facciamola più semplice - Emma

Di questo brano, durante la promozione, se n'è parlato poco se non per il fatto che è stata scritta da Giuliano dei Negramaro Sangiorgi. Devo dire che tra tutte le canzoni che ho ascoltato nel 2016 scritte da lui per altri cantanti, questa è la mia preferita. Forse perché l'ha scritta per un'amica, chissà. Il brano parla di due persone che si lasciano. Emma propone la strada della "semplificazione", quella dove il dramma diventa un addio con il sorriso a denti stretti, illudendosi che non è stato niente di importante perché è più facile che pensare che quel niente, invece, era tutto. È una canzone che trasforma la rassegnazione in un punto di partenza. È in assoluto il mio brano preferito di «Adesso». Anche qui, eccezione alla regola: l'album è uscito a fine novembre 2015, lasciatemi il beneficio del dubbio almeno, siate clementi.

Assenzio - J-Ax & Fedez feat. Levante e Stash

Quando hanno annunciato questo brano, sono sicuro che il 99,9% degli appassionati di musica italiana ha avuto un brividino dietro la schiena. Coinvolgere Stash e Levante contemporaneamente è come ricevere il solletico o un morso: può essere adorabile o dare fastidio, ma comunque attira la tua attenzione. C'è Stash che canta in italiano anche se mai pensavo avrebbe più osato e ogni secondo in cui sento la voce di Levante in questo brano ho la pelle d'oca: mi sento a mio agio nel dire che è quello che le serviva per aprire un ponte di connessione solido verso il suo repertorio. Poi c'è J-Ax, che si racconta sempre così sinceramente e a chiare lettere che a volte, anche se non sei un suo fan sfegatato, ti lascia senza parole.

Oronero - Giorgia

La gamma di problemi creati da social network è così vasta che potremmo scriverci un libro o forse nessuno che è meglio. Oronero, come ho scritto in altre occasioni, mi autocito tanto userei le stesse identiche parole, «è un brano che parla dell'abuso del giudizio, dell'assenza di misura nelle parole, del modo in cui ogni giorno trattiamo malissimo chi ci circonda senza nemmeno accorgercene». Siamo così influenzati, inquinati da come i social ci mostrano, dal gap tra come vogliamo sembrare, come siamo davvero e come gli altri ci vorrebbero vedere... un gap che spesso è distruttivo. I rapporti umani veicolati dal muro protettore di un computer, sembrano spesso tutto tranne che umani: il web è un acceleratore di pregiudizi che rende le persone sempre più distanti anche se sono super interconnesse. È un brano che mi affascina per contenuto e intenzione.

Il conforto - Tiziano Ferro feat. Carmen Consoli

Quando la Consoli per la prima volta ha collaborato con Tiziano Ferro, ci sono state parecchie polemiche. Soprattutto perché in quel periodo Carmen era considerata un'artista «altissima e per bongustai» che si incontrava invece con un artista «iper popolare e alla portata di tutti», come se una cosa escludesse per forza l'altra. Ebbene, ne «Il conforto» c'è una magia di racconto, di interpretazione, una raccolta di trovate geniali nel testo, un'alternanza delle voci... È tutto così perfetto che vorresti non finisse mai. «Per pesare il cuore con entrambe le mani ci vuole coraggio». Questo è un po' il centro del brano che tutti ricordiamo e ricorderemo. Solo chi ha vissuto questa canzone, la può capire fino in fondo. E chi non l'ha vissuta, prima o poi la vivrà. Ricorderà queste parole e capirà.

Ha perso la città - Niccolò Fabi

Ho visto da poco a Senigallia un suo concerto. Un live che si mette in linea con l'idea del suo ultimo album, ovvero consolidare autonomia e una certa forma di anti-snobistico distacco da quello che "c'è già in giro". Sono certo che Niccolò le parole "in linea con il mercato", "impatto sul pubblico" e "passabile in radio" le abbia depennate dal suo vocabolario da qualche lustro, ma qui le ha proprio volute ignorare con ancora più forza, lasciando parlare penna, cuore e voce in modo liberissimo, superbo e poi alla fine popolare lo stesso perché lui è pop suo malgrado. Da «Una somma di piccole cose» ho preso questo brano, ma avrei potuto sceglierne qualsiasi altro. Ho scelto questo perché credo che sia un brano necessario, che ognuno di noi dovrebbe ascoltare almeno una volta nella vita. Parla di come l'oggi che ci circonda sia il risultato dell'uccisione di quello che era ieri. A volte non ci pensiamo, lo ignoriamo, ma c'è stato un processo visibile nelle strade che è una pagina di storia scritta da tutti noi.

Comunque andare - Alessandra Amoroso

Quando l'ho ascoltata per la prima volta ho solo detto «Che bomba!». Ero certo avrebbe spaccato. Alessandra Amoroso si cimenta nella scrittura con Elisa e ha dato vita a questo brano che nasce un po' come dedica all'atteggiamento «positivo fino alle sue estreme conseguenze» di chi la canta. Il risultato è questo brano che fa da volano al nuovo corso della cantante, che passa da "quella che piange sempre" a "quella che ricorda agli altri come si fa a sorridere". Questo brano parla di coraggio, nella persistenza nel provare a star bene anche nel dolore. Di come il male, percepito o reale, non deve mai essere una condizione che frena la nostra volontà. È un brano che mi ha emozionato profondamente e che ha avuto enorme successo, riportando Alessandra Amoroso nella rosa di artisti che non solo vende bene gli album, ma anche i singoli.

Lucozade - Zayn

Quando le boyband si sciolgono, molto raramente nascono cose belle dai membri solisti. Dal bravo e bravissimo Zayn è nato qualcosa che va oltre la bellezza e la superficie. Quando ho ascoltato per la prima volta «Mind of Mine» sono rimasto senza parole ringraziando Dio che le cose non vanno sempre come ti aspetti, ovvero male. Il suddetto pezzo è la cosa più lontana da me che esista: è un flusso di coscienza nel quale il ragazzetto racconta la ricercata volontà di dispersione. C'è la droga, la musica, la popolarità, l'amore: tutto insieme, come un cocktail che ti lascia storto per troppo tempo. È un manifesto della sua ritrovata libertà. Non mi ci riconosco... o forse mi piace perché non mi ci voglio riconoscere.

Io c'ero (+ amore x favore) - Laura Pausini

Quando ho ascoltato per la prima volta «Simili» ragionavo sul fatto che Laura si spende per darci a modo la sua «international sensation» pescando dalle produzioni degli ultimi anni e usando idee con lo stesso atteggiamento didattico di Alberto Angela verso i segreti del Vaticano. Questo brano, che ho più volte ammesso essere il mio preferito dell'album con «200 note», è stato scritto da L'Aura (con l'apostrofo) e tira fuori un'anima dance sincerissima: con il suo testo semplice ma emotivamente efficace, pare già pensata per uno stadio. Infatti, ha regalato un'ottima chiusura del live nei della scorsa estate. Sono ancora qui a raccontarlo, ma stavo buttandomi giù dall'anello, mentre mi tenevano da un braccio e urlavo di fronte agli sguardi attoniti delle persone attorno a me. Anche questo brano è di fine 2015, vogliatemi bene.

Higher - Carly Rae Jepsen

13 mesi fa ero ancora un ascoltatore che ignorava in modo deliberato Carly Rae Jepsen. «È la voce più inutile del pop», mi diceva un amico che segue molto queste aspiranti pop-star. Eppure io questa sua «inutilità», quando l'ho riscoperta, l'ho trovata così terribilmente rivoluzionaria! Il brano, contenuto nella «Side B» di «Emotion», si incastona in un synthpop ritmatissimo e racconta di come un amore sia in grado di tirare fuori solo la parte migliore delle persone. Da quel momento, tanto ovvio quanto utopico, capisci che il peggio per te è davvero passato.

Love my life - Robbie Williams

È uno di quei brani motivazionali con intenzioni leggerissime che poi dentro ha un due tre cose che ti torcono le budella. La prima volta ero di fronte ad altre persone e ho dovuto trattenere le lacrime, non ho smesso di ascoltarla da quando l'album doveva uscire e non ho smesso adesso che è diventato un singolo. Il ritornello è così protagonista che quasi schiaccia il testo, molto «diario delle emozioni basic» ma bello nella sua semplicità. «Find the others with hearts like yours. Run far, run free. I'm with you». Parole forse banali ma talmente banali che tutti abbiamo bisogno di sentircele dire quando puntualmente ce le scordiamo.

No more (Sad Songs) - Little Mix

Questa estate ho visto le Little Mix in concerto a Milano e non mi capacito di quanto siano esageratamente brave. Devo essere onesto, non amo tutto il loro repertorio, ma devo dire che nell'ultimo periodo la quota di brani che apprezzo e ascolto è aumentata notevolmente. «No more (Sad Songs)» è un brano reazionario che inizia quando sei stufo di stare male e cerchi di buttare via quel dolore. Magari in una discoteca dancehall, come il sound di questo pezzo. In ogni caso in una situazione dove puoi svuotare il cervello, incontrare persone sconosciute, azzerarti una volta tanto. È un pezzo divertente, sentito, con quel fare da «stronza» che ti tira fuori dal fosso quando sei ricoperto di melma. Non volevo dire melma.

Tutto è magnifico - Francesca Michielin

È la canzone che aspettavo da quando è uscita "Magnifico" con Fedez, la versione "100% Michielin" del fortunato singolo di successo. L'ho ascoltata decine di volte ma non ne uscivo mai convinto. Cosa voleva raccontarmi davvero questa canzone? Cosa mi stava spiegando? Sono ossessionato dal significato dei brani anche se spesso non ne ha uno ma cento (o nessuno). Ho avuto la fortuna in questo 2016 di incontrarla parecchie volte e ho pensato di chiederle direttamente il significato. Ho capito, dopo aver sentito la sua spiegazione, che avevo paura di capire il brano. È una canzone che parla della necessaria ricerca del "bastarsi", di come la forza del voler vivere le cose "a modo mio!" sia più forte di qualsiasi forma di apparente felicità. La ricerca di questo traguardo a volte ha delle conseguenze spietate. Se la ricerca non è fuga, è una strage a fin di bene.

lunedì 12 settembre 2016

Cosa puoi comprare al prezzo di iPhone 7 e 7 Plus



iPhone 7 (Prezzo Base)

67 kg di pecorino sardo
472 pizze congelate gusti vari Carrefour
79 kg di trita sceltissima di bovino adulto
1.815 Cornetti Algida classici
841 kg di banane
267 confezioni di Pan di Stelle (da 1 kg)
335 barattoli di Nutella da 450 grammi
228 bottiglie di Spumante Prosecco Doc
536 confezioni di Bagnoschiuma Dove
2.048 rotoli di cartaigienica Scottonelle

iPhone 7 Plus (Prezzo Base)

1.401 scatolette di tonno all'olio di oliva Palmera
524 confezioni di cioccolato Nocciolato Novi
1.676 mozzarelle Alta Qualità Granarolo
1.896 lattine di birra Tuborg da 330 ml
3.912 uova categoria A medie
47 kg di Prosciutto Crudo di Parma Dop
105 kg di Caciocavallo Fiaschetto Latteria Soresina
789 kg di finocchi
2.134 rotoli di Casta Casa Regina di Cuore Super Assorbenza
35 cellulari Nokia 108 con radio e fotocamera da 0,3 Megapixel