venerdì 8 agosto 2014

Estate è dove NON accadono le cose.


Estate è dove NON accadono le cose.
Incontri nessuno, scontri sugli spigoli delle porte, ferite cure quando giochi alla Play. È lavarsi con il Pino Silvestre asciugarsi con il phon. Vestiti spiegazzati SEMPRE sfreccio in scooter becco un moscerino nell'occhio, è andata in ferie pure la mendicante araba. Corro senza costume per andare tuffarmi nella vasca da bagno, calcio l’ultima palla che mi è rimasta perché l'altra è caduta sottoterra.
Alzo il volume fino alle 22 (secondo il regolamento di condominio) rimango a bocca spalancata quando mangio il melone.
Senza parole fiato soldi, ma soprattutto soldi.
Assaggio tutto quello che vedo in frigo il morbido il cremoso il goloso ma anche la roba in scadenza al 50% del Carrefour. Vado in bici in barca di sushi guardo la bambola assassina.
A piedi in cantina, prendo un altro spigolo mi sono rotto il mignolo. Parlo coi muri parlo con la mia amica immaginaria parlo di cose che sto per capire e non le capisco perché è un muro e i muri non parlano.
Estate stellare memorie di vacanze vere, mi faccio le visioni sono morte pure quelle e con esse le zanzare sotto la pioggia. Partiamo ma alla fine non partiamo nessun piano, i negozi sono tutti chiusi mi rimane giusto l'Ikea.
Mal che vada mi faccio un sonnellino di 12 ore su un Hurdal in esposizione, un’altra ora di cammino verso la palestra e trovarla chiusa perché è in orario ridotto e non mi hanno detto niente.
Sotto il sole c'è solo il temporale, la festa planetare è quella degli altri. I conti li farò quando sarò tornato dopo l'ennesimo giro in ferramenta che in buca mi ritrovo le bollette. Mi devi tre baci (ma anche un Mars va benissimo) io un cono 5 stelle al cioccolato (va bene mi mangio pure quello).
Ma ora prego dammi un po’ di sole una cacchio di volta in tre mesi, un po’ di baci (quelli tuoi che non ci sei) e la conseguente meraviglia. La notte buio stelle la luna cresce decresce e io niente, aspetto insonne settembre con il ventilatore in faccia che la mattina sono raffreddato mi soffio il naso che bella immagine.
Cinque Stelle Sammontana, è finito nei bar e non se lo fanno rifornire.
Questa è la mia estate italiana.

martedì 5 agosto 2014

Rosalba Pippa non è in vendita


Cara Mirna, I dischi non si comprano in base ai sorrisi, agli abbracci e ai complimenti. Rosalba Pippa non é in vendita. Non è un ricatto. Io mi fermo se ne ho voglia, se ne ho forza, se posso.. Il Mio dovere finisce con l'ultima canzone, tutto il resto è in piû. Questo pensiero è inadeguato.

Così Arisa, su Facebook, ha risposto ad una fan che le ha scritto chiedendo un po' più di disponibilità durante gli incontri con il pubblico. Ecco il mio pensiero.

Avere l'amore delle persone per la propria musica è una pesante responsabilità. Da una parte ci sono gli artisti senza successo che appena incontrano quei 10 fan sono lusingati, onorati. Ne vorrebbero 100, mille, 50 mila. Ne hanno 10 e se li tengono ben stretti. 

Poi ci sono quelli che ne hanno tanti, tantissimi. È bellissimo vedere che comprano i dischi, è bellissimo vedere il tuo ultimo album in classifica in una posizione non a due cifre, è stupendo vedere un teatro, un palazzetto o uno stadio pieno solo per te. 

È tutto stupendo fino a quando inizi a pensare che quei fan siano "troppi". 

Quando arrivi ai grandi numeri non puoi baciare e salutare tutti, non puoi vivere la tua vita privata al servizio di chi ti ferma per strada. Ma non puoi biasimare nessuno se incontrandoti abbia voglia o bisogno di un contatto reale, di un autografo, di un bacio, di un abbraccio.

La musica è lo strumento attraverso il quale una persona può incontrare molte anime. A quelle anime hai insegnato come gestire il dolore, come provare amore, come affrontare le insicurezze, come non gettare la spugna. Non sei solo una canzone, sei un pezzo della loro vita e un esempio. 

Nel caso di Arisa questo legame così viscerale è ancora più forte. 

Quando hai compreso quanto sei importante per loro, l'impegno dell'artista (qui non parlo solo di Arisa, ma più in generale di chi fa musica) è quello di portare nella vita e nell'incontro quell'amore che hai raccontato. A volte penso che non sia necessario fermarsi con tutti, ma mostrarsi disponibili e interessati a quello che le persone hanno da dirti. Anche se spingono, puzzano, sbraitano.

Non c'è niente di male a dire: "Ragazzi, vi prego, stasera non ce la posso fare". Ma c'è un modo attraverso il quale far capire (anche se qualcuno non lo capirà lo stesso) che in quel momento, davvero, devi tornare a casa. Lo capiranno in 10 su 20, ma pazienza. 

Evitare l'ostacolo, ignorarlo, delegare il No a chi ti assiste, allontana. Non sto affermando che Arisa non è disponibile con le persone, sto dicendo che alle persone bisogna porre massima cura, il più possibile. Perché chi è al centro dell'attenzione non lo è per errore, non è Hunger Games, ma un gioco fatto di soddisfazioni e di sacrifici a cui si è scelto di partecipare.

E non è una condanna a morte. 

Ci sono tanti esempi di cantanti che ad un certo punto hanno deciso di farsi dimenticare dal pubblico per ritrovare la propria vita e l'anonimato che ti lascia respirare. Ma bisogna scegliere. E non si torna indietro quando si vuole. Non è un interruttore a convenienza.

Essere dei grandi comunicatori e delle persone eccezionali si dimostra anche giù dal palco, in mezzo alla gente. Senza armature. Ho trovato molto intelligente anche un commento successivo, di un ragazzo:

"il mio dovere finisce con l'ultima canzone"...verissimo, infatti non credo qui si parli di "doveri", ma di persone che hanno il "piacere" di scambiare due parole con te. altrimenti anche il nostro "dovere" si limita a comprare il tuo disco e basta. non è un "dovere" venire ai tuoi concerti, ne' richiederti un bis, ne' aspettare un tuo nuovo album, ne' promuovere la tua musica a chi ancora non ti conosce, senza fra l'altro guadagnarci nulla (noi). i "doveri" sono altri fortunatamente, non credo sia annoverabile tra i "doveri" cantare o stringere la mano a chi ti aspetta anche delle ore.

La cosa più bella, il traguardo più bello ottenuto da Arisa, è che nella sua pagina Facebook ci sono dei fan che argomentano, spiegano, ragionano, per lo più non insultano. Arisa ha seminato benissimo in questi anni. Deve ricordarsi di raccogliere i frutti senza mai pestarli.

Sincerità è ammettere, nel caso, di essere una persona schiva che non ama l'incontro diretto con il pubblico e con i giornalisti. Di amare la musica per la sua parte creativa e meno per quella burocratica e ancor meno per quella di corollario ai live e agli spostamenti fuori dal nido creativo. 

Basta dirlo. Pace.


martedì 29 luglio 2014

Un libro alla settimana - Primo Mese



Il 24 luglio 2014 ho finito il mio primo mese di lettura continuativa e no stop. 

L'iniziativa che ho fatto partire qualche settimana fa va gonfie vele. Ho letto 6 libri in quattro settimane. Sembro il testimonial della dieta miracolosa ma è vero: non ci riesco a credere nemmeno io. Anche se è vero che ho scelto, soprattutto all'inizio libri semplici e corti, per aiutarmi a carburare.

La cosa più divertente è che non ho sottratto tempo ad altro. 

Ho letto di più sacrificando il tempo perso su Facebook a scrollare e ho imparato a coprire ogni tempo vuoto leggendo. È stato faticoso, soprattutto all'inizio, abituarmi a portare sempre il libro con me, soprattutto nei viaggi. Ma è lì che sono riuscito a portare avanti le mie letture con più concentrazione. Ecco alcuni dei miglioramenti più evidenti che ho notato:
  1. Leggo più velocemente e con maggiore attenzione
  2. Mi concentro di più nel lavoro
  3. Rispondo alle conversazioni con più temi e argomenti
  4. Ho più idee lavorative
Vedere il mio cumulo di libri assottigliarsi (avevo già il 90% dei libri che finora ho letto) è una soddisfazione, la stessa che si ha quando la bilancia segna un chiletto in meno. Ma è sul lungo termine che bisogna dimostrare di vincere la sfida e io mi sono imposto di continuare così fino alla fine del prossimo agosto. Quindi continuo.

A differenza da quando annunciato, sto usando Goodreads per segnalare libri e recensioni. Ovviamente sono ben accolti, in qualsiasi sede, consigli per nuove letture e stimoli da altri lettori che mirano a essere voraci e ben allenati (come spero di diventare io presto). Tra un mese, un nuovo aggiornamento.

giovedì 3 luglio 2014

La tv che vorrei



Dopo aver letto tutte le "novità" di palinsesto di Rai e Mediaset, trovo sempre e purtroppo molto attuale il post che scrissi nel 2012 per Mr.Odo di Blogo per il suo blog personale. Ve lo riporto.

La tv che vorrei dovrebbe creare sempre curiosità e attenzione, anche se fatta con pochi soldi e concorrenze spietate. Piena di idee prima ancora che di mezzi. La tv che vorrei deve essere, tutta, in diretta streaming anche sul web. La tv che vorrei dovrebbe essere alta e bassa, importante e irrilevante, senza ergersi (o abbassarsi) a qualcosa che non è.

La tv che vorrei dovrebbe essere fatta da persone che starebbero benissimo anche senza farla. La tv che vorrei dovrebbe essere educata ma non moralista, preparata e mai improvvisata. La tv che vorrei non deve dimenticarsi della sua storia, dei suoi format più interessanti, delle “hit” entrate nel cuore del pubblico. La tv che vorrei non deve avere niente a che fare con il web, che è un altro palcoscenico, con altri protagonisti e una fruizione e un linguaggio differenti.

La tv che vorrei deve esigere che i suoi grandi protagonisti incontrino sempre la gente comune, che li ascolti con attenzione, che risponda alle loro necessità di intrattenimento e informazione. La tv che vorrei deve accettare il confronto critico, le opinioni non provocatorie. La tv che vorrei deve avere un gusto buono e un buon odore, anche se si può solo guardare e sentire.

lunedì 30 giugno 2014

Il Pride è bello quando...



  1. Quando hai convinto almeno una persona scettica ad andarci.
  2. Quando ringrazi con la tua presenza il lavoro di poche persone che si fanno un mazzo tanto.
  3. Quando non stai ai bordi del corteo a fare vedetta. Esserci per vetrina e non partecipare per vergogna è deprecabile.
  4. Quando guardi i balconi e vedi le persone affacciate sorridere.
  5. Quando trovi al tuo fianco famiglie tradizionali e persone "che non ci guadagnano nulla" dalla lotta politica.
  6. Quando si è presenti nella propria città. Quella dove si vive e si convive con l'intolleranza
  7. Quando vedi i difetti dell'evento e il giorno dopo scendi in campo per dare il tuo contributo per fare in modo che l'anno dopo quei problemi non ci siano più.
  8. Quando ti rendi conto di quanto sia speciale e importante la presenza di ogni singola persona.
  9. Quando ci sono i grossi nomi politici locali e non ci sono elezioni in vista.
  10. Quando vedi le persone che si abbracciano e piangono di gioia. Perché per qualche ora quelle catene virtuali si spezzano. E dietro quel muro di omertà, c'è solo amore.

venerdì 27 giugno 2014

La solitudine di tutti su Instagram


Innanzitutto guardate il video, è la cosa alla quale tengo di più

C'è un tema a me molto caro (quello sull'uso dei social) e questo video rappresenta molto bene il mio pensiero. Ho una teoria, che è quella avvallata da questo video che è molto più vero della fiction che vuole sembrare. Ovvero che esiste una disparità tra quello che facciamo sembrare di noi sui social e quello che siamo veramente.

Quello che facciamo sembrare, purtroppo, è molto guidato dai like. In alcuni casi è "controllato" da essi e in un attimo...addio spontaneità.

Sono attratto dalle TwitStar, dalle Instagram Star in particolare, e con il tempo mi sono posto delle domande. Cosa stanno comunicando con le loro foto? A chi stanno parlando i loro post? Cosa vogliono da noi? La risposta a queste domande in parte, la ho.

Le motivazioni sono tante, ma tra le righe ho letto spesso due parole: vanità e solitudine.

È come se ad un certo punto non stessimo più comunicando con qualcuno, ma ci stessimo specchiando con noi stessi. A volte quel ritratto non dice niente, come quando la mattina ci vediamo in bagno nudi di fronte al lavandino. Non c'è niente da raccontare.

Ma quella foto appena svegli, per alcuni, diventerà così importante da sopraffarlo.

Ho notato che i profili (non professionali) di maggior successo, spesso fanno capo a persone che si rappresentano per lo più da sole, in case o ambienti esterni vuoti, in situazioni di grande impatto estetico e di grande desolazione. Una stanza quindi, una sfera di isolamento attraverso il mezzo telematico che si estende dal nostro corpo al punto più lontano dove arriva la fotocamera o la nostra parola.

La gara, alla fine, sembra essere nella lotta per chi ha la bolla più bella.

Ma quando la fai scoppiare e provi a avvicinarti a quella persona realmente, cosa rimane?

L'ho chiesto, ad alcune persone.

Spesso mi è stato risposto che c'è molta ansia nel riuscire a dare dal vivo la stessa impressione che si offre nella virtualità. Missione impossibile se quello che mostri non è quello che sei. Non è un caso che molti di loro diventino poco reperibili, difficilmente avvicinabili.

Se la tirano? No, hanno paura di deludere i "seguaci". Sono persone tremendamente insicure e timide fino all'ossessione. E quell'esposizione mediatica, il più delle volte, non è una cura.

Non voglio fare di questo tema un dramma, magari esagero, ma spero di non far parte di quella generazione che da vecchia sarà consapevole di aver vissuto più intensamente la rappresentazione virtuale di se stessi, con molte più "gratificazioni" e "soddisfazioni" rispetto alla vita reale.


giovedì 26 giugno 2014

Le WANNABE hit (italiane) dell'estate 2014


Proprio ieri mi affacciavo su Panorama.it alle classifiche radiofoniche e iTunes alla ricerca dei pezzi italiani più in voga dell'estate.

Ho scelto, dopo molti moti interiori, 12 brani che già stanno avendo una naturale esposizione nella classifica singoli di iTunes e nei passaggi radio, con un occhio a Youtube.

Ebbene, tra i brani scovati ci sono un sacco di pezzi che sono arrivati in radio e in vendita che stanno cercando (magari ci riusciranno, ma nella maggior parte dei casi, credetemi, no) a diventare una canzone ascoltata, amata, cantata in estate da tutti.

Ecco l'elenco della WANNABE hit dell'estate 2014!
Marco Maccarini di Mtv sarebbe fiero di me ora, dovunque esso sia.

Legenda - Indicherò con un <3 le canzoni che (in misura maggiore) mi piacciono, con un ^^ le canzoni che pur non facendomi impazzire, intravedo delle potenzialità per essere apprezzate dal grande pubblico. Un X per i brani che non mi piacciono e lascerò con questa indicazione -_- i brani che mi lasciano indifferente.
  1. "Sole cuore alta gradazione" de Il Cile -_-
  2. "Bellezza, incanto e nostalgia" di Alessandra Amoroso ^^
  3. "La cosa più importante" di Arisa <3
  4. "Non puoi chiamarlo amore" di Bianca Atzei X
  5. "Inciso sulla pelle" di Giusy Ferreri -_- ^^
  6. "Cos'è la felicità" dei Sonohra -_-
  7. "Colour Me" di Sabrina (Salerno) X
  8. "Rappresaglia Rap" dei 99 Posse (feat J-Ax) <3
  9. "Stanco" di Antonio Maggio e Clementino -_-
  10. "Buonanotte Giorno" di Gabry Ponte X
  11. "Siamo amore" di Giada Agasucci X
  12. "Non voglio essere un fenomeno" di Gianluca Grignani X
  13. "Splendida Ostinazione" di Marco Carta -_-
  14. "15 agosto" di Paolo Simoni (da ascoltare)
  15. "Fondamentalmente" di Timothy Cavicchini (da ascoltare)
  16. "Rush" di Raffaella Fico <3 ^^
  17. "Convincimi" di Pago (da ascoltare) 
  18. "L'ultima pagina" dei Free Boys -_-
  19. "Un bacio (troppo poco)" di Mondo Marcio <3 
  20. "Alla faccia" di Cixi X
  21. "Fuoco nell'Antartide" di Alessandro Casillo <3
  22. "L'importante" di Boomdabash (feat. Otto Ohm) <3 ^^