lunedì 16 gennaio 2017

10 cose che odio di chi usa Instagram




È forse il periodo storico nel quale sono più motivato su Instagram! Non so se esserne felice o magari farmi una vita come tutti gli altri. Da quando sono arrivate le Instagram Stories, sono successe due cose: ho mollato Snapchat (ricordate quando tutti sfottevamo Instagram per aver copiato spudoratamente il fantasmino? Ecco) e ho iniziato a seguire con più attenzione alcuni profili per me interessanti, "abbonandomi" ai loro aggiornamenti quotidiani.

Oggi posto molte più foto rispetto al passato, non ho guadagnato molti follower perché nessuno ha trovato ancora un preciso motivo per seguirmi (forse non c'è e non ci sarà) ma in compenso ho conosciuto meglio tante  persone, aumentando con loro conversazione e scambi, chiedendo consigli e facendomi aiutare se ho delle difficoltà. Insomma, ho fatto rete.

Da amante dei social network, ho iniziato a riflettere su quali cose di questo micro-cosmo mi piacciono e quali meno. Oggi vi spiego quali sono le cose che mi piacciono meno. Non è hating rivolto a specifiche persone (un po' sì) ma è anche auto-analisi. Dirò tante volte "Odio": ovviamente è tanto per dire. Non odio nessuno, anche se c'è chi prova strenuamente per raggiungere l'obbiettivo.

lunedì 9 gennaio 2017

40 Buoni propositi nel 2017 adatti proprio a tutti




L'inizio del 2017 per molti è il 9 gennaio grazie a un fortunato weekend che nemmeno un assenteista della pubblica amministrazione avrebbe pensato così furbamente. Da qui iniziano i nuovi propositi, quell'elenco di cose che di norma non rispetteremo e che diventeranno fonte di frustrazione e malessere. Un malessere che cercheremo di nascondere rimandando a domani, dopodomani, al prossimo mese, al prossimo millennio piuttosto che rispettare la parola data a noi stessi. 

Per questo anche io volevo la personale lista di buoni propositi. Poi ho pensato che iniziare l'anno già così autoreferenziale fa molto 2016 e ho scritto una lista di buoni propositi adatta proprio a tutti, anche a te che mi stai leggendo e non ci conosciamo. Ci riuscirò? Molto probabilmente no, ma se in almeno una di questa intenzioni ti ritroverai, capirai che in fondo, sotto sotto, non siamo così diversi. 

sabato 31 dicembre 2016

Le 20 canzoni che mi hanno fatto uscire matto nel 2016




No Hero - Elisa

Era l'11 novembre e Elisa cantava (credo per la seconda volta in un suo concerto) «No Hero». Capita raramente, ma capita, una sensazione che si respira nei live quasi solo per i brani classici: tutti cantano senza eccezioni, anche al terzo anello, anche il pompiere. Non senti più le voci, solo l'emozione. Capita sempre meno a chi ha molti anni di carriera alle spalle. "No Hero" è un brano che mi porta via per l'interpretazione, per quel sound elettro-pop con venature rock ma soprattutto per il testo. Parla di una persona "senza addestramento" che per amore si farebbe (lateralmente) ammazzare. Salvare qualcuno per amore è un atto straordinario, bellissimo: di norma non salviamo nessuno e tendenzialmente quando ci proviamo ne usciamo con i polmoni pieni d'acqua o due costole rotte. Ma il sacrificio per amore è un sentimento nobile, destabilizzante, stupendamente fuori moda.

Hurts - Emeli Sandè

Non so se vi è capitato di ascoltare live questo brano. Bene, è incantabile. È una canzone stupenda che è completamente impossibile da cantare. Ha un testo pieno di parole, cantate e non rappate, un brano che non esplode tanto nei ritornelli ma troppo tardi nel finale. Insomma, è un sudoku a livello "difficilissimo" che non ha avuto successo ma che contiene tutti gli elementi che una canzone dedicata alla fine di una storia d'amore dovrebbe avere: rabbia, un senso fortissimo di delusione e il gusto nella demonizzazione dell'altro che a volte sembra l'unica via d'uscita (anche se non lo è). Quando arriva il pezzo «My tears don't fall too often but your knife is cuttin' me deep, deep, deep, deep, deep, deep, deep, deep». Emeli ripete "deep" 8 volte e ogni volta ci mette dentro un dolore diverso.

D'improvviso - Lorenzo Fragola

Che io abbia adorato come un bambino ama i Lego «Zero Gravity» di Lorenzo Fragola non è un mistero. Lanciato a Sanremo con un singolo che sembra proprio non c'entrare una fava con resto del disco, Lorenzo torna sul mercato con una produzione forte che guarda all'estero senza vergogna o timore. «D'Improvviso» è la canzone più potente dell'album, scritta con Federica Abbate. Quando un brano viene scritto da un autore molto produttivo come lei, inizi poi a pensare che chiunque potrebbe cantare quel brano. Qui Lorenzo credo sia insostituibile. È un brano dolcissimo come solo Fragola riesce a essere quando ci si mette. Curiosamente mi ha accompagnato per tutta l'estate (mentre aspettavo invano il lancio di «Sospeso»).

Cheap Thrills - Sia

Il mio amore per Sia è qualcosa che supera il tempo e lo spazio. Ieri vedevo un video di Favij che guardava il videoclip di Chandelier e diceva «ma cosa ci fa quella ballerina nuda in mezzo alle porte?». Ho tipo buttato il MacBook a terra dalla rabbia. Questo è senza dubbio il suo singolo meno introspettivo e più ignorante, con il video più assurdo del suo repertorio. Ha avuto un successo in Italia così straordinario che anche se ve lo racconto non sembra vero. Ho ascoltato così tanto questo brano prima che diventasse una hit che poi facevo lo snob che la sapeva lunga. Mi fa ammazzare dal ridere e me la fa adorare il fatto che riesca a vestire il brano più «scintillante» del suo repertorio con il vestito più «low-profile» che ha nell'armadio. A volte è così «out of the box» che vorrei adottarla.

Worry - Jack Garratt

Di solito non guardo mai le assegnazioni di X Factor prima della puntata. Figuratevi quando Fedez ha annunciato che Gaia "vincerà sicuramente" Gozzi avrebbe cantato di lì a qualche minuto uno dei miei brani preferiti dell'anno, quel brano che per stessa ammissione di Federico "Che dolce!" Lucia, unisce il pubblico hipster con quello trasversale. Io in casa sto costruendo una piccola collezione di vinili e questo vinile l'ho preso in Scozia senza nemmeno guardare il prezzo e infatti vabbeh lasciamo perdere. È un brano che ricorda alcuni momenti più importanti per me di quest'anno perché rappresenta un filo congiunzione con una persona importante nella mia sciocca vita. Ah, tecnicamente anche questo è un brano viene pubblicato nel 2014 e arriva come singolo a fine 2015 e in un album nel 2016. Portate pazienza.

Se avessi un cuore - Annalisa

Annalisa ha dato vita all'album più bello della sua carriera dopo l'esordio, anche se ci ha fatto un po' aspettare. «Se avessi un cuore» è un brano-provocazione che si fonda, più o meno volontariamente, sui pregiudizi che molte persone hanno su di lei. «Sei un po' fredda», «Non sei empatica», le dicono. Quando l'ho intervistata in merito a questo brano, rimarcandole queste critiche, mi ha risposto: «Sto cercando di far capire il mio carattere introverso non è sbagliato: non sono una cafona, non sono eccessivamente esuberante, canto per non balbettare». L'album omonimo l'ho ascoltato tantissimo e questo brano me lo sono mangiato perché con il cuore ho il problema opposto e quindi, comunque, mi ci riconosco. Credo che sia l'emblema di quello che Annalisa avrebbe potuto essere da sempre.

Resti indifferente - Marco Mengoni

Tecnicamente è un brano del 2015, ma a dicembre diamo per scontato che siamo già nell'anno nuovo e me la fare passare lo stesso, vero? Ho scritto e detto così tante volte che mi piace questo pezzo che ormai me la dedicano pure nelle Instagram Stories e se non entrerà in tutte le scalette future dei suoi concerti, mi arrabbierò tantissimo. Fa parte di quel cartello di brani che "c'ha dentro la droga", quelli che non riesci a smettere di ascoltare e di cantare all'infinito. Il contatore dello streaming non ha abbastanza numeri. Io sono ancora sotto choc perché non diventato singolo, ma la mia capacità nel trovare i brani che poi diventeranno singoli è notoriamente pessima. La cosa più affascinante è che non c'è un punto alto, un momento in cui ti mette sottosopra. Ma mi ha preso da dietro il collo e non mi lascia più.

Perfect illusion - Lady Gaga

Anche se tutti abbiamo pensato fosse dedicata a Taylor Kinney, lei ha più volte detto che non dedicherà mai una canzone di sfogo a un uomo, specie se lo ama ancora. «È un brano che parla di sentimenti che hanno provato i miei amici, mia sorella» ha spiegato probabilmente sistemandosi gli short di jeans. «È una canzone che racconta i sentimenti di tutti noi». Di tutto il brano mi sconvolge quell'aria muscolosa che mi solleva da terra. Che bel singolo! Vi dico solo che il giorno in cui è uscita ero in un Flixbus per un viaggio durato 6 ore e l'ho ascoltata in loop senza osare altro. Questa rivoluzione semplice della mia performer internazionale preferita l'ho trovata perfetta, anche se ha avuto un impatto nel pubblico molto tiepido. Questo brano, riascoltato a mente fredda pochi giorni fa assieme a tutto «Joanne» mi ha ricordato che artista immensa è e sarà ancora. Con meno ambizioni, forse, ma con enorme talento.

Facciamola più semplice - Emma

Di questo brano, durante la promozione, se n'è parlato poco se non per il fatto che è stata scritta da Giuliano dei Negramaro Sangiorgi. Devo dire che tra tutte le canzoni che ho ascoltato nel 2016 scritte da lui per altri cantanti, questa è la mia preferita. Forse perché l'ha scritta per un'amica, chissà. Il brano parla di due persone che si lasciano. Emma propone la strada della "semplificazione", quella dove il dramma diventa un addio con il sorriso a denti stretti, illudendosi che non è stato niente di importante perché è più facile che pensare che quel niente, invece, era tutto. È una canzone che trasforma la rassegnazione in un punto di partenza. È in assoluto il mio brano preferito di «Adesso». Anche qui, eccezione alla regola: l'album è uscito a fine novembre 2015, lasciatemi il beneficio del dubbio almeno, siate clementi.

Assenzio - J-Ax & Fedez feat. Levante e Stash

Quando hanno annunciato questo brano, sono sicuro che il 99,9% degli appassionati di musica italiana ha avuto un brividino dietro la schiena. Coinvolgere Stash e Levante contemporaneamente è come ricevere il solletico o un morso: può essere adorabile o dare fastidio, ma comunque attira la tua attenzione. C'è Stash che canta in italiano anche se mai pensavo avrebbe più osato e ogni secondo in cui sento la voce di Levante in questo brano ho la pelle d'oca: mi sento a mio agio nel dire che è quello che le serviva per aprire un ponte di connessione solido verso il suo repertorio. Poi c'è J-Ax, che si racconta sempre così sinceramente e a chiare lettere che a volte, anche se non sei un suo fan sfegatato, ti lascia senza parole.

Oronero - Giorgia

La gamma di problemi creati da social network è così vasta che potremmo scriverci un libro o forse nessuno che è meglio. Oronero, come ho scritto in altre occasioni, mi autocito tanto userei le stesse identiche parole, «è un brano che parla dell'abuso del giudizio, dell'assenza di misura nelle parole, del modo in cui ogni giorno trattiamo malissimo chi ci circonda senza nemmeno accorgercene». Siamo così influenzati, inquinati da come i social ci mostrano, dal gap tra come vogliamo sembrare, come siamo davvero e come gli altri ci vorrebbero vedere... un gap che spesso è distruttivo. I rapporti umani veicolati dal muro protettore di un computer, sembrano spesso tutto tranne che umani: il web è un acceleratore di pregiudizi che rende le persone sempre più distanti anche se sono super interconnesse. È un brano che mi affascina per contenuto e intenzione.

Il conforto - Tiziano Ferro feat. Carmen Consoli

Quando la Consoli per la prima volta ha collaborato con Tiziano Ferro, ci sono state parecchie polemiche. Soprattutto perché in quel periodo Carmen era considerata un'artista «altissima e per bongustai» che si incontrava invece con un artista «iper popolare e alla portata di tutti», come se una cosa escludesse per forza l'altra. Ebbene, ne «Il conforto» c'è una magia di racconto, di interpretazione, una raccolta di trovate geniali nel testo, un'alternanza delle voci... È tutto così perfetto che vorresti non finisse mai. «Per pesare il cuore con entrambe le mani ci vuole coraggio». Questo è un po' il centro del brano che tutti ricordiamo e ricorderemo. Solo chi ha vissuto questa canzone, la può capire fino in fondo. E chi non l'ha vissuta, prima o poi la vivrà. Ricorderà queste parole e capirà.

Ha perso la città - Niccolò Fabi

Ho visto da poco a Senigallia un suo concerto. Un live che si mette in linea con l'idea del suo ultimo album, ovvero consolidare autonomia e una certa forma di anti-snobistico distacco da quello che "c'è già in giro". Sono certo che Niccolò le parole "in linea con il mercato", "impatto sul pubblico" e "passabile in radio" le abbia depennate dal suo vocabolario da qualche lustro, ma qui le ha proprio volute ignorare con ancora più forza, lasciando parlare penna, cuore e voce in modo liberissimo, superbo e poi alla fine popolare lo stesso perché lui è pop suo malgrado. Da «Una somma di piccole cose» ho preso questo brano, ma avrei potuto sceglierne qualsiasi altro. Ho scelto questo perché credo che sia un brano necessario, che ognuno di noi dovrebbe ascoltare almeno una volta nella vita. Parla di come l'oggi che ci circonda sia il risultato dell'uccisione di quello che era ieri. A volte non ci pensiamo, lo ignoriamo, ma c'è stato un processo visibile nelle strade che è una pagina di storia scritta da tutti noi.

Comunque andare - Alessandra Amoroso

Quando l'ho ascoltata per la prima volta ho solo detto «Che bomba!». Ero certo avrebbe spaccato. Alessandra Amoroso si cimenta nella scrittura con Elisa e ha dato vita a questo brano che nasce un po' come dedica all'atteggiamento «positivo fino alle sue estreme conseguenze» di chi la canta. Il risultato è questo brano che fa da volano al nuovo corso della cantante, che passa da "quella che piange sempre" a "quella che ricorda agli altri come si fa a sorridere". Questo brano parla di coraggio, nella persistenza nel provare a star bene anche nel dolore. Di come il male, percepito o reale, non deve mai essere una condizione che frena la nostra volontà. È un brano che mi ha emozionato profondamente e che ha avuto enorme successo, riportando Alessandra Amoroso nella rosa di artisti che non solo vende bene gli album, ma anche i singoli.

Lucozade - Zayn

Quando le boyband si sciolgono, molto raramente nascono cose belle dai membri solisti. Dal bravo e bravissimo Zayn è nato qualcosa che va oltre la bellezza e la superficie. Quando ho ascoltato per la prima volta «Mind of Mine» sono rimasto senza parole ringraziando Dio che le cose non vanno sempre come ti aspetti, ovvero male. Il suddetto pezzo è la cosa più lontana da me che esista: è un flusso di coscienza nel quale il ragazzetto racconta la ricercata volontà di dispersione. C'è la droga, la musica, la popolarità, l'amore: tutto insieme, come un cocktail che ti lascia storto per troppo tempo. È un manifesto della sua ritrovata libertà. Non mi ci riconosco... o forse mi piace perché non mi ci voglio riconoscere.

Io c'ero (+ amore x favore) - Laura Pausini

Quando ho ascoltato per la prima volta «Simili» ragionavo sul fatto che Laura si spende per darci a modo la sua «international sensation» pescando dalle produzioni degli ultimi anni e usando idee con lo stesso atteggiamento didattico di Alberto Angela verso i segreti del Vaticano. Questo brano, che ho più volte ammesso essere il mio preferito dell'album con «200 note», è stato scritto da L'Aura (con l'apostrofo) e tira fuori un'anima dance sincerissima: con il suo testo semplice ma emotivamente efficace, pare già pensata per uno stadio. Infatti, ha regalato un'ottima chiusura del live nei della scorsa estate. Sono ancora qui a raccontarlo, ma stavo buttandomi giù dall'anello, mentre mi tenevano da un braccio e urlavo di fronte agli sguardi attoniti delle persone attorno a me. Anche questo brano è di fine 2015, vogliatemi bene.

Higher - Carly Rae Jepsen

13 mesi fa ero ancora un ascoltatore che ignorava in modo deliberato Carly Rae Jepsen. «È la voce più inutile del pop», mi diceva un amico che segue molto queste aspiranti pop-star. Eppure io questa sua «inutilità», quando l'ho riscoperta, l'ho trovata così terribilmente rivoluzionaria! Il brano, contenuto nella «Side B» di «Emotion», si incastona in un synthpop ritmatissimo e racconta di come un amore sia in grado di tirare fuori solo la parte migliore delle persone. Da quel momento, tanto ovvio quanto utopico, capisci che il peggio per te è davvero passato.

Love my life - Robbie Williams

È uno di quei brani motivazionali con intenzioni leggerissime che poi dentro ha un due tre cose che ti torcono le budella. La prima volta ero di fronte ad altre persone e ho dovuto trattenere le lacrime, non ho smesso di ascoltarla da quando l'album doveva uscire e non ho smesso adesso che è diventato un singolo. Il ritornello è così protagonista che quasi schiaccia il testo, molto «diario delle emozioni basic» ma bello nella sua semplicità. «Find the others with hearts like yours. Run far, run free. I'm with you». Parole forse banali ma talmente banali che tutti abbiamo bisogno di sentircele dire quando puntualmente ce le scordiamo.

No more (Sad Songs) - Little Mix

Questa estate ho visto le Little Mix in concerto a Milano e non mi capacito di quanto siano esageratamente brave. Devo essere onesto, non amo tutto il loro repertorio, ma devo dire che nell'ultimo periodo la quota di brani che apprezzo e ascolto è aumentata notevolmente. «No more (Sad Songs)» è un brano reazionario che inizia quando sei stufo di stare male e cerchi di buttare via quel dolore. Magari in una discoteca dancehall, come il sound di questo pezzo. In ogni caso in una situazione dove puoi svuotare il cervello, incontrare persone sconosciute, azzerarti una volta tanto. È un pezzo divertente, sentito, con quel fare da «stronza» che ti tira fuori dal fosso quando sei ricoperto di melma. Non volevo dire melma.

Tutto è magnifico - Francesca Michielin

È la canzone che aspettavo da quando è uscita "Magnifico" con Fedez, la versione "100% Michielin" del fortunato singolo di successo. L'ho ascoltata decine di volte ma non ne uscivo mai convinto. Cosa voleva raccontarmi davvero questa canzone? Cosa mi stava spiegando? Sono ossessionato dal significato dei brani anche se spesso non ne ha uno ma cento (o nessuno). Ho avuto la fortuna in questo 2016 di incontrarla parecchie volte e ho pensato di chiederle direttamente il significato. Ho capito, dopo aver sentito la sua spiegazione, che avevo paura di capire il brano. È una canzone che parla della necessaria ricerca del "bastarsi", di come la forza del voler vivere le cose "a modo mio!" sia più forte di qualsiasi forma di apparente felicità. La ricerca di questo traguardo a volte ha delle conseguenze spietate. Se la ricerca non è fuga, è una strage a fin di bene.

lunedì 12 settembre 2016

Cosa puoi comprare al prezzo di iPhone 7 e 7 Plus



iPhone 7 (Prezzo Base)

67 kg di pecorino sardo
472 pizze congelate gusti vari Carrefour
79 kg di trita sceltissima di bovino adulto
1.815 Cornetti Algida classici
841 kg di banane
267 confezioni di Pan di Stelle (da 1 kg)
335 barattoli di Nutella da 450 grammi
228 bottiglie di Spumante Prosecco Doc
536 confezioni di Bagnoschiuma Dove
2.048 rotoli di cartaigienica Scottonelle

iPhone 7 Plus (Prezzo Base)

1.401 scatolette di tonno all'olio di oliva Palmera
524 confezioni di cioccolato Nocciolato Novi
1.676 mozzarelle Alta Qualità Granarolo
1.896 lattine di birra Tuborg da 330 ml
3.912 uova categoria A medie
47 kg di Prosciutto Crudo di Parma Dop
105 kg di Caciocavallo Fiaschetto Latteria Soresina
789 kg di finocchi
2.134 rotoli di Casta Casa Regina di Cuore Super Assorbenza
35 cellulari Nokia 108 con radio e fotocamera da 0,3 Megapixel




sabato 3 settembre 2016

Cartolina da Roma

Mi sono svegliato presto la mattina, ogni giorno, anche se non c'era bisogno. Mi svegliavo e andavo a correre senza mai un singolo accenno di noia o pigrizia. Scendevo di casa e andavo a correre guardando le persone, il verde, le sorprese che Roma ti riserva dietro ogni angolo, quando meno te lo aspetti.

È la prima volta che vivo Roma davvero, grazie forse a un posizionamento "apparentemente sfavorevole" come Trastevere, un posto che grazie a Dio non ha la metropolitana e mi ha obbligato a muovermi con i mezzi di superficie, con i bus, in treno, a piedi. O correndo, come (quasi) ogni mattina.

Ho trovato una città bella in questo fine agosto piuttosto tranquillo, a scuole chiuse, con qualcuno ancora in vacanza. Niente turismo artistico, questa estate mi sono dedicato alle persone, alle passioni, alle domande, alla mia serenità.

Andavo a zonzo per Roma con l'approccio dell'avventuriero. Uscivo per un fumetto e tornavo avendo girato l'intera città, facendomi consigliare dove mangiare, dove bere un caffè, usando le mappe per orientarmi e le persone come guida turistica. Parlavo con i negozianti, ci siamo confrontati sui temi più disparati, senza conoscerci. Ricordo divertito una rosticceria dove ho preso un pezzo di parmigiana dietetica (ahaha) e dopo un minuto il proprietario mi ha detto: "Non te posso vedé così. La parmigiana 'Va accompagnata', e mi regala un pezzo di pizza bianca appena sfornata.

Sono stato bene, ho trovato il sole in ogni cosa. Sono un ragazzo semplice, lo so. A volte si fa nei posti esotici alla ricerca dell'approccio con la natura. Io sono passato a Roma per trovare o ritrovare anime, persone che sorridono davvero, che ti parlano senza dover dimostrare di essere nessun altro se non se stessi. Ne vedo così poche, a volte.

Ho scoperto che Internet è il luogo dove si creano un sacco di impressioni e pochissimi dati certi sulle persone. Sulla loro onestà, sul loro cuore soprattutto, siamo così bidimensionali su questi schermi.

Ho capito, parlando con un po' di persone, che siamo afflitti dalla malattia delle "impressioni" e dei "pregiudizi" e che facciamo pochissimo sforzo per incontrarle quelle persone e ancora meno per capire chi c'è dietro quelle parole sul web e quelle immagini. Non ci conosciamo davvero, siamo troppo difesi.

Quel senso "Slow Life" che è croce e delizia del tipico vivere romano, è una benedizione per chi come me viene dalle gare di equitazione di Milano, dove si va verso l'obiettivo mentre gli altri cavalli cadono e tu, un po' drogato (in senso laterale), sei programmato per vincere, non per vivere.

Una pessima estremizzazione per dire che farò l'impossibile per conservare un buon bilanciamento tra come sono stato qui e come vorrò stare nei prossimi mesi. Perché devo più avere l'assurda percezione di "non esistere". Sembra incredibile, ma a volte è così.

Roma è una città complessa, piena zeppa di problemi. Ma c'è una voglia di "esistere" e di vivere pienamente che mi colpisce ogni volta. I clienti che parlano con le cassiere conoscendo reciprocamente il nome, il barista che ti guarda in faccia e inizia a sfottere perché capisce che non te la prenderai a male (anche se capisce che te la prenderai a male, eh!). Nelle piccole cose, in quell'assenza di muro tra le persone, in quel modo naturale di respirare l'aria che li circonda, ci ho trovato un pezzo di serenità che mi porto a casa come un prezioso souvenir.

A presto Roma. Grazie.

lunedì 13 giugno 2016

Davanti al Pulse di Orlando c'è un Dunkin' Donuts


Ci affacciamo al terrorismo (di qualsiasi radice sia) con lo stesso atteggiamento di un bambino al suo compleanno al quale rovinano la festa. Le cronache raccontano tante morti, tutti i giorni, ma ce ne sono alcune che ci fanno più male e solitamente sono quelle che ci toccano più da vicino, quelle in cui diciamo "Ci potevo essere io".

Calzante è l'evento che ha sconvolto la nostra domenica 12 giugno, quando leggo di questa sparatoria i cui dettagli sono tristemente noti a tutti. Un matto, Omar Mateen, entra in una discoteca LGBTQ+ di Orlando pesantemente armato e spara in mezzo alla folla: 50 morti, 53 feriti e una scia di dolore enorme. Qualcuno scappa, qualcuno si rifugia in bagno (la storia del ragazzo che invia gli sms alla mamma, mi ha devastato) ma tiene dentro degli ostaggi.

Verrà poi ucciso da una squadra di intervento armata.

La discoteca è posizionata in una zona piuttosto centrale della città e circondata da fast food (c'è un Dunkin' Donuts grande quanto la discoteca lì di fronte, io nel post serata ci avrei fatto una scorpacciata stellare). Fino alla sera prima il Pulse sul suo Facebook stava pubblicizzando quella che doveva essere una serata latina dove si balla (cito) Salsa, Bachata, Merengue e Raggaeton.

Poche ore dopo, ed è qui la forza che nessun'arma può comprare, quella bacheca diventa il muro dell'orgoglio... a testa alta. C'è il lutto certo, ma si continua a marciare dritti verso la stessa direzione, quella che lotta contro ogni forma di odio. Il sito del Pulse è attualmente "oscurato", ma c'è un bel messaggio da parte della proprietaria, Barbara Poma:
"Come tutti nel Paese, sono devastata dagli orrendi eventi accaduti. Il Pulse, gli uomini e e le donne che lavorano qui, sono la mia famiglia da 15 anni. Fin dall'inizio, il Pulse nasce come luogo di amore e inclusione per la comunità LGBTQ. Voglio esprimere la mia profonda tristezza e le condoglianze a tutti le persone che hanno perso i propri cari. Sappiate che il mio dolore e il mio cuore sono con voi".
Purtroppo dopo fatti del genere non si può fare molto, soprattutto non da dietro un computer. Che una persona possa provare dell'odio verso la comunità omosessuale è schifoso e deprecabile ma finché rimane dietro un computer lo puoi riempire di insulti, sbugiardarlo, rovinargli la carriera politica e l'immagine personale con il potere delle parole, hai gli strumenti per arrestare la sua inutile corsa.

Ma che un uomo possa esprimere il proprio odio con un'arma da guerra in mano (procurata facilmente, visto che faceva la guardia giurata e negli Stati Uniti tantissime persone possono procurarsi legalmente un'arma senza troppi problemi) è inaccettabile. È troppo facile sparare all'impazzata dentro un posto colmo di ragazzi che non possono nemmeno scappare facilmente, visto che è uno di quei luoghi dove ingressi e uscite (per sicurezza e per modello di business) devono essere monitorati. È troppo vile agire essere omofobi e agire così.

È così vile che quel matto non merita nemmeno una delle nostre lacrime. Bisogna stringere i denti, nella coscienza che sì, è morta tanta gente e forse ne morirà ancora (speriamo di no, ma c'è ancora molto da fare) ma alla fine di questa battaglia dove da una parte sputano e sparano e dall'altra si danno la mano e si baciano, spoiler, vinceremo noi.


lunedì 23 maggio 2016

I miei videogiochi del 2016 (tra vecchie glorie e novità)

Dopo aver pubblicato la lista dei fumetti che ho letto e leggerò quest'anno, ecco la lista dei videogiochi che ho giocato da gennaio a oggi e che giocherò fino alla fine del 2016. Aggiornerò questa lista periodicamente per darvi conto delle novità.

La premessa è che non ho tutte le console ma mi difendo bene: Wii U (un pochettino messa da parte in questo primo semestre del 2016, quindi non vi indicherò giochi), Nintendo 3DS, PS3 e PS4. Attenzione: non gioco solo a giochi appena usciti e attualissimi: sono giochi ai quali ho giocato o sto giocando e che mi sono piaciuti.

Nintendo 3DS


Professor Layton vs. Phoenix Wright: Ace Attorney - Gioco comprato nel 2015 e giocato solo da pochi mesi (anche se è uscito nel 2014), questo titolo dal mio punto di vista è lunghissimo o longevo, dipende se per voi i giochi infiniti sono una scocciatura o una bella cosa. Ha una storia parecchio coinvolgente che unisce due esperienze di gioco alternate (quella degli enigmi e quella "legal") assommate in maniera un po' stucchevole. Eppure mi diverte e non è per niente facile. 


The Legend of Zelda: Tri Force Heroes - Comprato alla GamesWeek di Milano approfittando di un'offerta notevole, è un gioco ben valutato da giocatori e critica. Il mondo Zelda di solito è molto immersivo ed è difficile giocare con altri giochi contemporaneamente senza perdere la concentrazione sulla storia e sul da farsi. Questo gioco è più leggero, on line, molto divertente e con la grafica che amo di più: quella che puntata tutto sul divertimento senza badare eccessivamente all'estetica.

PS3

Premessa: sto giocando a una marea di giochi per PS3 approfittando delle offerte trovate sullo store a Natale e poche settimane fa. Quindi preparatevi (per qualche gioco) a un bel salto nel passato.



Mini Ninjas - "Guarda che è una cagatina", mi dicevano. In effetti è un gioco molto semplice ma con un senso estetico davvero contemporaneo (per essere del 2009). Il gioco dura abbastanza ma purtroppo non ti obbliga a sfruttare appieno le potenzialità dei tanti personaggi. Mi ha divertito ma non avrei mai giocato un futuro capitolo. Mi mancheranno i rumori odiosi dei Ninja che ancora risuonano nella mia mente. E non so quante volte ho dovuto rifare uno degli ultimi livelli. Troppe.



Valiant Hearts - "Vedrai che te ne innamorerai al primo colpo". Aveva ragione il mio amico a consigliarmi questo titolo stupendo, con una storia più bella di certi romanzi, immersa in una realtà tristemente vera come la Guerra Mondiale. Enigmi, miseria, trionfi e sconfitte hanno reso questa avventura grafica in un dolce ricordo. È anche un videogioco divulgativo.



Mirror's Edge - È da circa quattro vite che volevo recuperare questo titolo in attesa del nuovo "Catalyst" per PS4. Mi ha divertito così tanto quando mi ha fatto inc***are perché tu passi tutto il gioco a imparare a giocare. Poi è come i buoni vecchi videogiochi di una volta: la strada non è segnata ma te la devi trovare tu. Un videogioco affascinante sul mondo del free-running. 


Life is Strange - È il videogioco al quale tutti dovrebbero giocare. Non è di certo il primo titolo che nasce dall'idea far sviluppare una storia in modo diverso a seconda delle tue scelte, ma non pensavo che l'ambientazione scolastica avesse poi dei risvolti così poetici e sociali importanti. Ritrovarsi a parlare di temi come il suicidio e l'eutanasia mi ha spiazzato. È bellissimo.



Catherine - Lo vedevo sempre lì alla "Fnac" (quando ancora stava in Italia) continuamente in offerta. All'inizio ho pensato fosse in offerta perché ignobile da giocare. Ci sto giocando proprio in queste settimane ed è pura follia. Secondo me un ragazzino se ci gioca lo butta nel cesso dopo 3 minuti. È un'avventura grafica erotic-horror che somma l'indagine sociale su come si comportano le persone in coppia a degli incubi notturni nei quali bisogna scalare delle torri. Folle e difficilissimo.

PS4



Overwatch - Come può un nuovo aspirante e-sport game,entusiasmare un giocatore di avventure grafiche e platform? Ho da pochissimo la PS4 ma è da tantissimo tempo che aspetto questo gioco. Ho avuto la possibilità di provare la Beta e sono rimasto fulminato dall'ambientazione e dalla meccanica. È un po' più sparatutto di quello che immaginavo, ma squadre e strategia per vincere anche qui sono necessarie. Con meno complicazioni possibili rispetto a giochi simili, in puro Blizzard style.



Guitar Hero Live - Un appassionato di musica come me può non avere questo gioco? Probabilmente sì, però vi dico che non c'è cosa più bella che passare un'oretta al giorno a giocare questo nuovo capitolo del gioco che ha fatto impazzire una generazione. La presenza di una tv tematica on line (anzi, due, visto che ci sono due canali diversi) con tanto di palinsesto, un catalogo aggiornato di brani e un meccanismo che incita a giocare per sbloccare i contenuti senza spendere soldi in più rende questo vecchio classico ormai impolverato, di nuovo intramontabile.