lunedì 13 maggio 2013

Se la PS4 si pubblicizzerà così...


Chi sei tu per non essere grandioso? Tu, con l'immaginazione di un bambino vivace e i poteri di un'antica divinità. Chi sei tu per essere una persona comune? Tu, che puoi uccidere e resuscitare i morti. Chi sei tu per negarti questa grandiosità? Se la neghi a te stesso, la neghi al mondo intero. La grandiosità ti aspetta.
...Prendete pure i miei soldi.

(Si tratta di rumors dai piani alti Sony, voglio crederci)

martedì 30 aprile 2013

Nell’NBA, io sono solo l’unico che ha fatto coming out


Parole molto toccanti per il coming out di Jason Collins, giocatore di basket NBA, in una lettera di copertina scritta per Sports Illustrated. Ecco un piccolo estratto:
Nessuno vuole vivere nella paura. Ho sempre avuto paura di dire la cosa sbagliata. Non dormo bene. Non l’ho mai fatto. Ma ogni volta che lo dico a un’altra persona, mi sento più forte e dormo un po’ più profondamente. Ci vuole moltissima energia per custodire un così grande segreto. Ho sopportato anni di miseria e ho passato lunghi periodi a vivere in una bugia. Ero certo che il mio mondo sarebbe caduto a pezzi se qualcuno l’avesse saputo. Eppure quando ho riconosciuto la mia sessualità mi sono sentito “completo” per la prima volta. Avevo ancora lo stesso senso dell’umorismo, le stesse stravaganze: i miei amici sono rimasti dalla mia parte.
La lettera completa, in italiano, su IlPost.it 
Per gli impallinati con l'inglese ecco la lettera da Sports Illustrated

lunedì 29 aprile 2013

Picchiare un Power Ranger è da veri coglioni



Cari bulli anonimi, ho appena saputo che sabato 27 aprile al Comicon di Napoli avete picchiato un Power Ranger. Lo avete accerchiato e malmenato con pugni e schiaffi. Il Power Ranger inaspettatamente non è riuscito a difendersi. 

Probabilmente Alpha 4 ha fatto un po' di casino come al solito, è andato in panico o era giustamente a riposo visto che il sabato erano in day off e il nostro amico si è ritrovato con il casco appannato per iperventilazione e ne ha prese parecchie.

Non è stato nemmeno in grado di riconoscere se eravate una squadra di Squatt o Baboo. Non avete avuto nemmeno le palle di urlare il vostro nome brandendo uno stemma.

I cattivi, quelli veri, non sono codardi.

Il Power Ranger ha scritto su Facebook:

«Volevo solo dire quanto sono deluso, incazzato, di quanta rabbia provo in questo momento per ciò che è accaduto al Napoli Comicon. L'organizzazione mi ha contattato dicendo di aver identificato e fermato i colpevoli, resto in attesa che mi si forniscano i loro dati cosi da poter sporgere denuncia».
Sono rimasto molto colpito dal comportamento di Jason Lee, perché avrebbe potuto evocare tranquillamente Tyrannosaurus e farvi un mazzo tanto, vi pestava come moscerini. Avrebbe potuto chiamare gli alleati e trasformarsi in Megazord e farvi tornare a casa dalla mamma bruciacchiati e in lacrime.

Invece farà regolare denuncia ai carabinieri perché lui non era lì per combattere, ma per incontrarsi con un sacco di altri supereroi che in più di un'occasione hanno salvato il culo anche a voi e a tutta l'umanità.

Essere così irriconoscenti, vigliacchi e stupidi vi tornerà indietro come un boomerang nella vita.

Sapete, cari bulli senza nome, quanti seguaci hanno su Facebook i Power Rangers nel mondo? Quasi un milione. Sapete quanti di loro non vedrebbero l'ora di mostrarvi i loro poteri venendo direttamente sotto casa vostra, se sapessero cosa avete fatto al loro beniamino?

A differenza di quello che hanno scritto, il problema non è che siete napoletani, ma che siete dei coglioni. E a questo non c'è maschera, costume o trucco che possa salvarvi.

L'intervista a Gennaro di Orgoglio Nerd.
Il video sfogo di Dario Moccia.




giovedì 21 marzo 2013

Foto ai negozi e alle vetrine, no grazie. Però...


Ho un problema con chi ti impedisce di fare foto nei negozi. O peggio alle vetrine. Eh, sì, ho un problema grave. O forse non è un mio problema.

Se io passo davanti a un posto e c'è una cosa che mi piace o è esposta in vetrina con tantissime luci: ecco, io mi sento autorizzato a fotografarla come un appunto, una nota facilitata.

Per farla vedere agli amici, per condividerla su Facebook, per far sapere che ho gradito quello che ho visto. Lo faccio per fare un favore a me e a loro.

Ogni volta che la negoziante di turno viene a farmi la ramanzina perché ho fatto le foto e "non si può fare", io penso: ma te sei nel Medioevo altro che negozio di design ragazza mia! Poi magari mi sbaglio.

Le normative sulla sicurezza e la tutela dei diritti della privacy non le conosco bene ma le intuisco. Ma secondo voi, se ho cattive intenzioni, se faccio spionaggio industriale o sono un ladro, sarò così idiota da farmi beccare, da non farlo di nascosto?

E poi: come mai mi chiedi di non fare foto con forza e quasi rabbia e poi non verifichi che non le abbia davvero scattate? Qual è il vero problema? Perché hai un negozio dove mostri cose in vetrina che non posso documentare?

Magari sono io che sono pazzo e tutto sbagliato, ma c'è qualcosa che mi sfugge: perché uno dovrebbe mostrare delle merci di vendita (quindi non opere d'arte, non statue delicate) e non volere che si sparga non solo la voce, ma le prove che qualcosa mi piace? Bah.

giovedì 24 gennaio 2013

Grazie Tiziano Ferro, grazie



A volte è proprio importante aprire le orecchie e fermare le mani, vivere momenti come l'intervista a Tiziano Ferro di poche ore fa a Le Invasioni Barbariche come un momento in cui avremmo potuto anche tranquillamente tacere. E ascoltare.

Ci riusciamo a lamentare anche di fronte ad una storia di uno che ha appena finito di vendere 360 mila copie (in Italia) del suo ultimo album che un giorno trova un veicolo televisivo credibile e autorevole per dire la sua gioia nell'essere gay, la bellezza del comunicarlo ai quattro venti con orgoglio ma soprattutto con una serenità e un sorriso che dietro i vostri pc chissà se l'avete.

È stata una di quelle rare volte dove anche io ho preso il mio tablet e l'ho posato a terra. Vi ricordo che Daria Bignardi è stata una delle prime presentatrici che ha portato in televisione una coppia gay, lo ricordo bene: si tenevano per mano e a un certo punto si sono dati anche un bel bacio in un periodo dove il bullismo televisivo era all'ordine del giorno.

La parole "amore" è stata detta più volte della parola "omosessuale". Non è mai stata usata la parola "condizione". Ecco, questa è una rivoluzione, essere in tv e farlo diventare quello che deve essere: uno strumento di racconto che possa far crescere senza spettacolarizzare troppo, con ironia e contenuto.

Ha fatto più politica Tiziano Ferro parlando di se stesso tra Grindr e "posteriori" di quanto Renzi abbia fatto nella sua mezzora di equilibrismo. Sono uno che crede molto nelle favole, è un mio difetto, ma la vostra lente di ingrandimento, la ricerca ossessiva del neo più grosso degli altri, lo sguardo dall'alto verso il basso, mi preoccupa.

Ricordatevi che questo che voi chiamate "populista in cerca di promozione" è quello che sta portando in casa della gente comune, non nel vostro mondo artificioso fatto di tante belle parole e pochi fatti, la figura di uno che ama gli uomini fuori da qualsiasi cazzo di cliché. Grazie Tiziano Ferro, grazie.





mercoledì 23 gennaio 2013

10 sfighe (meno una)

È un periodo un po' così, un po' come quando le ciliegie una tira l'altra, io in questo periodo ho un cattivo rapporto con la fortuna. Per questo motivo ho deciso di esorcizzare la sfiga raccontandovene dieci che ho avuto nell'arco della mia vita.

Sono tutte vere, tranne una. A voi scoprire quale. Chi mi conosce bene, saprà già la soluzione, o forse no? Il mistero si infittisce.

  1. Nel parcheggiare l'auto a casa, tiro giù una fotocellula del cancello elettrico. E rifaccio una parte della fiancata. E non avevo bevuto, cosa che peraltro non sono solito fare.
  2. Sono rimasto chiuso nella doccia di una palestra per 20 minuti perché sì è bloccata la manopola per l'apertura. Per calmare i nervi, ho rifatto la doccia per un totale di 40 minuti, uscendo poi con metodi poco ortodossi. 
  3. Mi è caduto il cellulare nella tazza del cesso. La prima cosa che ho fatto per evitare il dramma è stato provare ad accenderlo, provocando un corto circuito irreversibile. Ovviamente è caduto perché una delle poche prese libere in quel momento era quella del bagno poco sopra il lavandino, a pochi passi dal cesso. E la furbizia è il mio punto di forza.
  4. Una sera, mentre ero in scooter, mi è cascato dalla giacca il portafoglio con all'interno un abbonamento mensile Eurostar non duplicabile e tutti i documenti. Dopo alcuni minuti me ne accorgo, torno indietro e lo trovo esattamente al centro della strada. Intonso. Erano le due di notte per fortuna.
  5. Scendo da un treno dopo un lungo viaggio e appena uscito dalla stazione mi rendo conto di aver dimenticato una delle due valigie sul treno. Tornato indietro, la ritrovo aperta con tutti i vestiti spalmati sotto i sedili. Mancava solo una cintura, di pelle. 
  6. Una sera ho deciso che dovevo lavare i piatti e chattare contemporaneamente con un amico. Sono riuscito a far scattare un corto circuito rompendo tre tasti del MacBook perché conversavo allegramente con lui digitando sulla tastiera con le mani piene di sapone per piatti, una sostanza che ho saputo poi che fa più danni di un martello. 
  7. Mi ritrovo dentro la stazione di Milano Centrale senza soldi, con il cellulare scarico e il bancomat rigato. Recupero il biglietto grazie a un amico che lo compra con il mio account on line e salgo su un treno per il Veneto. Dovevo andare a Torino. 
  8. Faccio un maxi ordine di vestiti on line. Indico come indirizzo di arrivo il numero civico sbagliato, che peraltro nemmeno esiste. Un pacco l'ho recuperato in una sede dislocata della Bartolini, un altro rimborsato, un altro perso per sempre, soldi e merce.
  9. Uso un paio di cuffie sul Macbook. Le stacco e il filo si spezza. Il risultato è un jack infilato nell'ingresso audio che non si è riusciti in nessun modo a togliere, nemmeno al centro di riparazione autorizzato. Provvidenziale è stato il contributo di un orologiaio che ha poi sistemato il problema. Nel frattempo il Macbook percepiva la cuffia e l'audio era, per così dire, fottuto.
  10. Per raggiungere un posto nel nord del Piemonte, infilo per due volte l'autostrada sbagliata. In pratica sono dovuto tornare al punto di partenza e rifare tutto da capo. Alla terza, arrivo al casello e non avevo un centesimo di moneta per pagare. Mi fanno passare, ma con lo sguardo peggiore mai visto a un essere umano. Poteva andarmi peggio?

lunedì 7 gennaio 2013

Wii U, sei il mio Justin Bieber



:( :( Alert: non puoi andare a giocare in bagno con il Pad su tutti i giochi :( :(

Pochi giorni fa ho provato la Wii U, in una casa privata. L'avevo già testata al Lucca Comics fotografandomi come una teenager al fianco di Justin Bieber, cosa che ho serenamente rifatto pochi giorni fa, come vedete.

Vanità e nerdaggine, portate pazienza e date la colpa a Instagram, non ero così una volta.

Fa strano giocare con qualcosa che di fatto è la versione casalinga del Nintendo DS. In tutto e per tutto. Ed è ancora più strano trovarsi poi a giocarci su un divano a farne uso in comodità, senza fretta. Un test fondamentale.

Compreso che quello che abbiamo tra le mani non è un'evoluzione (ne tanto meno una rivoluzione, ci era già chiaro) ma semplicemente un'aggiornamento misurato della Wii, alla fine giocare con la Wii U è stata un'esperienza gradevolissima.

Il Pad è davvero leggero (e questo lo avete letto dappertutto) e il prezzo che attualmente ha la console, che più o meno gira attorno ai 300 euro, si giustifica abbastanza per il fatto che lo schermo indipendente è davvero molto definito e ben pensato.


Ho giocato a: Zombie U (che riproduce alcune location di Londra e puoi diventare un zombie anche tu), Nintendo Land (alcuni giochi sono di una stupidità geniale), Super Mario Bros U (un grande classico abusato, ma vabbeh) e ho provato qualcosa di ciò che sarà la Wii Fit U e Wario Ware (il più bello e divertente di tutti), di prossima uscita.

Niente da fare, è tutto estremamente divertente e rilassante. Ho detto rilassante, un sentimento che nei videogiochi non si ritrova quasi più, quasi nemmeno in Little Big Planet, uno dei miei nuovi cult. E su questo è inutile che facciamo i Just Dance e altre amenità che peraltro adoro. Nintendo vince in intrattenimento sociale e "leggero" dieci a uno.

Lo comprerei? Sì, ma solo a parole. Satoru Iwata, presidente della Nintendo, sostiene che le vendite non siano andate malaccio per Natale. La cosa divertente è che sono andate esaurite le console in versione premium. Infatti costano 40 euro in più della base e hanno dentro un videogioco (Nintendoland) e 32 giga di memoria contro gli 8 della base. Sfiora la presa in giro.

La mia valutazione finale è che non sono disposto a spendere per la Wii U più di 250 euro (visto che il costo dei giochi è altissimo e a differenza di altri marchi i singoli giochi difficilmente si abbassano a prezzi umani quando invecchiano). Fino ad allora credo che "scroccherò" partite come ho sempre fatto. Insomma, ho giocato al Sega Master System a inizio anni '90 più del suo proprietario, direi che posso continuare su questa linea.